In tempi passati, s’accabbadora era la figura, socialmente riconosciuta nella comunità del paese sardo, che poneva fine alle sofferenze del malato terminale, per cui non c’era più nulla da fare. Un lavoro ingrato, svolto con pietà e velocità; un atto che la comunità intera accettava come necessario per mettere fine a una vita già finita. L’accabbadora non “uccideva”, semmai poneva fine all’agonia: chiamata dalla famiglia del malato arrivava nella notte e dopo avere fatto allontanare i parenti dalla stanza dell’infermo praticava l’eutanasia con un cuscino o tramite un colpo secco del “mazzolu”, martelletto dall’impugnatura in legno d’olivastro. La chiamavano sa morte durche, la morte dolce: l’accabbadora non veniva pagata, ma ricompensata dalla famiglia con cibo o simili. La buona morte non era intesa come giusta o gradevole, ma come “utile”, che cioè poneva fine alle sofferenze del malato e all’impegno gravoso dei familiari.

Di fronte a questo governo palesemente in agonia, potrebbe essere forse il pasciuto Mastella la nostra femmina accabbadora? A questo punto, lo spero, anche se l’Italia è un paese senza pietà (i casi Welby e Nuvoli stanno lì a ricordarcelo, giustamente implacabili verso le nostre coscienze inerti). Qualsiasi cosa pur di mettere fine a questo tormento che va avanti da mesi, in cui il governo che non c’è si ostina a stare inchiodata alle loro poltronissime, nel frattempo non facendo nulla di quello per cui li si era votati: i patti di unione civile, la riforma delle leggi sul lavoro flessibile, la legge elettorale, il conflitto d’interesse, la legge sulla fecondazione assistita, ma invece genuflettendosi davanti a preti e industriali, prendendo in considerazione ipotesi di moratorie sull’aborto e contando i morti sul lavoro a grappoli (ma il cordoglio è tanto, ed è tanto sincero, tutti strillano allo scandalo, e amen).

Never again, amici cari, anche se non è linguaggio da accabbadora: ma spero veramente che stavolta sia quella buona per assestare il colpo mortale, così almeno io smetto di soffrire!

(foto F.Sanna)

13 comments

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Cavolo… certo che per fare un mestiere del genere devi averne di fegato…

Al contrario mi propongo come accabbadoro per il governo attuale…in cambio non voglio nulla ,sono io che ringrazierei …

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Mi sa che s’accabbadora serve per Mastella, politicamente s’intende:-)

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Caduto il governo. Ora però .. chi si vota ? O_O

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regina hai ragione che si regge in piedi solo per l’attaccamento alla poltrona.

ma non dimentichiamoci che il governo berlusconi, nonostante una grandissima maggioranza, cambiò 3 volte il ministro dell’economia (ne vogliamo parlare di quell’idiota che si offendeva come un bambino?), cambiò diversi ministri degli esteri (fini, lo stesso berlusconi, frattini)…

e di castelli? e di cuffaro?

vota e dx, vota a sx…caschi male comunque.

ma pensiamoci su…che il problema si risolve da solo..

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massì “il problema si risolve da solo”, come no?

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era ironico maya 🙂

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Il punto è che il governo di sinistra (ma quale?) semplicemente non c’è: ostinarsi a vederlo o a crederlo vivo è pura disperazione o accanimento terapeutico 🙁

* Ciao K., più che un mestiere si trattava di un servizio alla comunità…ma la nostra politica, a differenza delle famiglie del passato che riconoscevano al fine quando arrivava, non mollerà mai!

* Cara Giry, Mastella è solo uno dei tanti….l’accabbadora servirebbe al governo tutto, così che noi potessimo almeno smettere di soffrire per averci anche un pò creduto…

* Ciao S.B, è semplice: si vota “Forza Cagliari” oppure qualcosa tipo “Viva le tette”!! 🙂

* Mah, Mat, il vero problema si presenta quando non c’è una alternativa…è quando non riusciamo neanche a immaginare il meno peggio a cui dare il voto, che si è raggiunto il fondo e occorre prendere la pala e cominciare a scavare! 🙁

* ciao Maya 🙂

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Come diceva De Andrè: “Una morte pietosa lo strappò alla pazzia” 🙁

forse è meglio così, forse ce lo meritiamo 🙁

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Quello che mi stupisce è che il disagio e l’odio sociale che sento crescere non siano ancora scoppiati 🙁 perchè anche io, come Baol, credo che in fondo questo indegno teatrino ce lo meritiamo. abbiamo dimenticato la famosa “questione morale”, anche al minimo sindacale; è l’Italia e gli italiani che son fatti così, con veglie di preghiera per Cuffaro, adunate oceaniche per un papa bistrattato (?), l’accozzo come norma e via pessimisticamente elencando… :-((

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La cosa piu’ triste è che tutti sanno i perche’ del no di Mastella ma nessuno si azzarda a dirli. D’altronde è entrato in parlamento a 29 anni e oggi ne ha 61, non sara’ certo un referendum a fermarlo. La sinistra non esiste piu’. Uno come Veltroni nella vecchia DC sarebbe stato additato come figura troppo rigida e poco propensa al dialogo (verso sinistra). Si son fagocitati tutto. I sindacati , la stampa e l’informazione in generale, l’intellighenzia, i sogni della gente e soprattutto i nostri stipendi. Hanno mangiato tutto e non ci lasciano nemmeno le briciole. Non ci vado piu’ a votare, non ci credo piu’, è uno schifo e per giunta, ahinoi, ce lo meritiamo in toto.

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Anche tu, Mammuth, del nuovo partito “Vota Forza Cagliari o Viva le tette”?! siamo almeno già in due, ma sospetto molti, molti di più ;-))

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“Viva le tette”? Eccomi! 😀

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Io ho deciso che a votare ci vado…disegnerò un grande attributo maschile stilizzato che copra un pò tutto lo spazio,per la par condicio.Poi cerco un master di primo livello x accabbadora,se lo trovo mi compro gli strumenti e imparo l’arte e la metto da parte.Poi emigro.E’pur sempre uno scendere a compromessi,scappare,ma se continuiamo così in questa nazione mi sà che è l’unica alternativa valida!!!Help!!!

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