Tutti abbiamo visto almeno una volta il programma SOS Tata, e non dite di no, perchè è una trasmissione che esercita un fascino morboso anche sulle persone più insospettabili: le amiche fashion victim, le mamme (nostre) senza nipoti che però memorizzano i fulgidi esempi pedagogici delle nannies televisive per le future polemiche con le figlie, perfino qualche rappresentante del sesso maschile che, a seconda dello stato civile,  nasconde a malapena un sospiro di sollievo o una furtiva lacrima di sofferenza.
Le tate sono tre, ognuna più ferrata delle altre in determinate problematiche, ma la star assoluta è lei, Tata Lucia: la più anziana, esperta, tranchant e determinata, affronta i casi ai confini della realtà. Sue frasi tipo “sono convinta che in ogni attività, anche quelle di gioco, ci debba comunque essere un senso e una finalità di apprendimento”, vado a memoria ma il senso era quello, poveri i genitori che, ridotti allo sfinimento, piazzano i bambini davanti ai magici Teletubbies che diolibenedica.
Le Tate spiegano ai genitori ostaggio di creature apparentemente indemoniate, in realtà il più delle volte abbandonate a se stesse, trucchi misteriosi e segreti inconfessabili su come, ad esempio, mettere i bambini a letto e farceli rimanere. E cosa c’è di difficile, direte voi? Se lo chiedete vuol dire che A. non siete dotati di prole o avete mollato gli amici che ne sono provvisti oppure B. siete delle anime pure, fiduciosi nella Provvidenza o peggio ancora, “nei ritmi naturali del bambino”. Auguri.

Tata Lucia consiglia alcune semplici regolette, che io non ho mai studiato perché indisciplinata di mio e perché i neuroni non mi sono ancora tornati tutti.

Ma sentire mia madre che mi telefona apposta per dirmi orgogliosa, dopo mesi di sguardi perplessi e tentativi velatissimi di boicottaggio, che “ho visto SOS Tata, un caso tremendo di bambine che non volevano saperne di dormire……e la Tata Lucia consigliava proprio tutto quello che fate voi, ad esempio di non portarli più fuori dalla camera una volta messi nel lettino”, mi ha fatto sentire vagamente nazista, ma non ha prezzo!

5 comments

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Solo un consiglio. Lo sfondo giallo e nero rende di difficilissima lettura i post.

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madri, finalmente scopro che la mia malattia ha un nome! non solo non ho prole, nemmeno un nipote vicino, ma sono vittima del fascino degli insegnamenti da maestrina su come sviluppare la creatività del pupo!!! w cielo, che è l'unico canale che prendo dopo lo switch off e che trasmette chicche di saggezza 🙂
Ila

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Ah, Madri, io adoooro Tata Lucia! E adoro anche voi genitori vagamente nazi e di consueguenza i vostri bambini 🙂

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* Grazie anonimo, in effetti ci avevo pensato….peccato però, perchè mi piace un sacco, questo sfondo, uff 🙁

* Ehi Ila, ciao!anche tu vittima dello switch off, eh? noi ci siamo già passati….
PS: creatività del pupo? sopravvivenza dei genitori! 🙂

* Ciao Ada cara! ci tengo a dire, per onestà, che sono solo vagamente nazi, per il resto, una pastafrolla…. 🙂

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Sai cosa? Se guardi bene le tate…fanno esattamente quello che una volta facevano le nonne. Non sto criticando le nonne odierne, che devono lavorare fino a 120 anni per assicurarsi la pensione, però quando ascolto quello che dicono mi viene sempre in mente mio nonno Ottorino: "Posso avere un bicchiere d'acqua?""Sì, ma mezzo, così se ti passa la sete il resto dell'acqua non la butti via". Saggezza, educazione, polso fermo e tanto amore. Purtroppo la società odierna non lascia più spazio e tempo per questo tipo di relazioni, che le tate famigerate non fanno altro che riproporre (a volte a pagamento).

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