Microstorie / Una rosa è una rosa è una rosa.

Piangere al supermercato è triste, si abbina alla giornata grigia in maniera banale. Le confezioni di tonno in scatola mi guardano dallo scaffale, le signore con la piega fresca di parrucchiere anche, di sottecchi, mentre passano trascinando il loro carrello. Mi detesto, ma lo faccio lo stesso. Lo faccio perché mi farà stare meglio dopo, … Leggi tutto

Microstorie / Stai zitto e baciami!

 Fa freddino. Fa sempre freddo in questa        parte del mondo, l’estate è un’idea, un ricordo lontano degli anni passati, di quando si era piccoli e in fondo non ci importava nulla del caldo, del freddo, nemmeno delle stagioni. Vivevamo e basta. Comunque fa freddo, anche se è luglio, ed è fastidioso quando devi andare a … Leggi tutto

Microstorie / Dottore, mi aiuti! Mi si è ristretto il futuro

Alla fine c’è andato. Dal dottore, uno bravo. Gliel’ha consigliato una sua amica che si trova benissimo, mi fa fare il training autogeno e poi respiro molto, profondamente, dice. Allora Giovanni si è deciso, anche se la prima seduta (“di prova”, pensa, come se si trattasse di una lezione di nuoto o aerobica) andrà a … Leggi tutto

Salvavita.

Aprire un blog: ormai ce l’ha pure il mio fruttivendolo. Nulla di più democratico in un paese, l’Italia, che legge poco, ma che vorrebbe dire la sua su praticamente ogni argomento, possibilmente urbi et orbi (e secondo me c’è un collegamento: solo chi ha letto poco può pensare di avere ancora qualcosa da dire, magari … Leggi tutto

Il segreto del successo (meditate, bloggers, meditate).

Leggo una intervista al “country manager” di Google in Italia, che racconta di quanto sia figo lavorarci, un ambient molto easy con “gli ingegneri che vanno in giro per gli uffici con le orecchie da Topolino” (devo ricordarmi di consigliarlo ad Azzurro, anche se dubito che nel suo posto di lavoro capirebbero), e capisco alcune … Leggi tutto

La Saga di Accozzolo, parte VIII

Col volto paffutello rivolto verso il cielo, Interessantola invocava gli antichi dèi perché lanciassero un segnale: lei pensava a un meteorite infuocato, magari, che piombasse dritto su quell’Università in cui al concorso si era presentato soltanto il figlio del professore. Però, ripensandoci, decise che l’arma batteriologica contro gli accozzati dell’Universo poteva essere più efficace e … Leggi tutto