Immaginatemi: una strada lunga e assolata, con un solitario palo arancione a segnalare la fermata dell’autobus (neanche una pensilina, una tettoia, un albero spelacchiato sotto quei raggi spietati).
Mi incammino, alle quattro del pomeriggio, per prendere uno dei potenti mezzi pubblici parlanti (“la… prossima…fermata…è…” scandisce la vocetta metallica, che chissà perché è sempre femminea) che mi porterà in centro. Pochi metri, e sono già candidata al colpo di calore; ma a qualcuno devo essere sembrata, nonostante la distanza e l’effetto miraggio dell’asfalto bollente, Miss Maglietta Bagnata, forse.
Arrivata in prossimità del palo-fermata dell’autobus, faccio appena in tempo a distrarmi un attimo, che arriva a velocità folle una macchina, con stereo a palla, che per ogni evenienza suona il clacson un paio di volte per richiamare la mia attenzione; e quando istintivamente alzo la testa il tizio alla guida mi lancia un paio di baci.
E’ che non ho fatto in tempo, sennò l’avrei salutato con gratitudine, non tanto per il bacino volante, quanto per avermi rassicurata sul fatto che una specie che credevo estinta, quella del gaggio vero (o tamarro, o zauro, buzzurro, truzzo eccetera), è ancora viva e lotta insieme a noi.

Mi fanno tanta tenerezza, lotto ogni volta per non sorridere, anche se è dura visto che negli ultimi due giorni per strada ho raggranellato anche un classico “..ciao, fiore!”, un misterioso “…ti prendo in braccio….” e un singolare “…sei bellissima…., ma sei sarda?”.

Giuro che non mi sono montata la testa, è che obiettivamente la ciabatta Birkenstock argentata fa sfracelli :-))
(la foto è di F.Sanna)

20 comments

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“Ciao fiore” credevo si fossero estinti…che bella notizia Reggy!!!Ma in che zona di Casteddu latitano?

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o Candyreggina, che tte credevi, che ‘r sole faceva effetto sortanto su la capoccia tua? Preciso che sfangava pure le menti debboli. “Ciao fiore” a una che c’ha le birkenstock è n’asociale de paura ovvero che c’ha la capoccia come Nagasaki dopo la bomba..che t’ho da dì? ce stava caldo..troppo caldo, porta pazzienza ;-))

No Blogger

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“Ti prendo in braccio”??? Originale e un po’ criptico.

I tamarri danno colore alle nostre grigie vite! 😉

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Esistono, esistono, mi raccontano anche di altri avvistamenti con sgommate e baci 🙂
* Crazy, consiglio una passeggiata sotto i portici di Via Roma, meglio nel pomeriggio, vedrai che numeri 🙂

* Dunque, Simpaty-Bloggy, che hai contro le Birk?
…ho sempre sospettato che tu fossi un pò feticista dei tacchi a stiletto & simili…. 😀

* Ciao J., il tizio che proponeva di prendermi in braccio era abbastanza inquietante in effetti…

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L’ultima volta che ne ho incontrato uno ero in bicicletta, ferma al semaforo. Il tamarro è arrivato a bordo della sua macchina e mi si è messo vicino, facendo rombare il motore. Poi, sporgendosi verso di me e strizzandomi l’occhio mi ha detto: “Ciao bella, me lo dai un bacio?”.
Stavo per mandarlo a quel paese, poi mi è venuta un’altra idea: ho accostato la bici (mountan bike, quindi pedali dentellati e non rivestiti di gomma) alla portiera in modo che il pedale sinistro ci poggiasse bene contro, poi sono scesa dalla sella sgignazzando. Quando è scattato il verde ed è stato costretto a partire, sulla sua preziosa carrozzeria con immensa soddisfazione ho visto disegnarsi una meravigliosa striscia nera.
Muahahahahah! 😀

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..tacchi a stiletto? mah..generalmente li usate per slanciarvi oltre i limiti assegnati da Madre Natura, anche se vi sono le eccezioni..vada per le ballerine, vada per gli stivali, vada per i sandali alla schiava..ma le birkenstock, suvvia, o Reggina, che caduta di stile, che capitombolo fra la plebe, ahimè ;-))

No Blogger

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Ops, ho perso per strada la i di “mountain” e la h di “sghignazzando”. Chiedo venia.

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ciao Madry,
meno male che si è limitato a darti un bacio.A una mia amica (alla fermata del pullman,con libri in mano dopo lezione all’università e sotto la piogia) un tipo le ha detto:” quanto prendi?”.
i tamarri non moriranno mai

Giò

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Beh, come uomo provo un certo e comprensibile disagio a sapere che le mie arti approcciative amorose possano ri-entrare in competizione con la razza più “competente” che in italia esista sulle strade..
Ricordo ancora quando a Ginevra in una delle vie più centrali della città, d’un tratto mi vedo spuntare da dietro un tamarro simile, su una Uno targata catania e un fantastico asso di mazze (quello delle carte da gioco..) gigante sul cofano..
Immediatamente ho preso a parlare tedesco per evitare di essere accorpato ad un mostro italiota simile…

Si aspetta la prossima estinzione.. cara Regina..

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Mia regina, ho un meme che l’attende… potrà mai perdonarmi? 🙂

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ohhhhhhhh che memoria..mi ero scordata delle mie birkestock rosa fucsia…. ecco perchè erano mesi che non mi arrivava più neanche un “ciao, bellixedda!”.
urgono scavi archeologici nella scarpiera delle fuori stagione…
e devo cercarmi le geox bianche e argento con le paillettes di lamè… chissà quali perle mi giungeranno da tamarri in auto mentre attendo diperatamente di poter attraversare la strada sulle strisce pedonali, possibilmente incolume?

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Hai incontrato O’psjell!!!! 😀

Voglio assolutamente bere quella birra :*

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Non si estingueranno mai..però preferisco quelli parlanti a quelli dallo sguardo assassino che, in genere, vanno in macchina e rallentano fissandoti, vagamente maniaci. Ne ho beccato uno mentre rientravo da una passeggiata in bici, si è accostato e mi fissava languido sua golf grigia fiammante, con i finestrini chiusi, ma forse era un vero maniaco:-(

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il coatto è l’anello mancante tra uomo e scimmia, e dobbiamo tutti essergli grati perché ci ricorda chi sono i nostri antenati 😉

P.S. da noi di solito si riconoscono per i potentissimi subwoofer dello stereo che sparano a palla mentre sentono Personal Jesus dei Depeche Mode!

Sun

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OT: dunque la famosa birra era la Ichnusa? Devo ricordarmene quando sarò a S. Lucia di Siniscola ad agosto…

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C’è una pubblicità che passa per adesso in radio che recita (durante un approccio al supermercato) “Scusi signorina, sa dov’è il sale… così magari dopo… saliamo da me!” Ecco, magari questi sono approcci simpatici, ma il ciao fiore etc. pensavo si fossero estinti dai tempi di Pertini. Comunque posso capire ciò che sorge nell’animo umano alla vista di una radiosa regina come te… magari certo un pizzico in più di stile che non guasterebbe!

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Segnalo anche il (gradito) complimento ricevuto ieri: “sei in forma come una ragazzina!” , che ha definitivamente segnato il mio ingresso nel mondo delle carampane :DD
e comunque,crazolle (ciabatte), stiletti, zeppe…che importa, la cosa fondamentale è che il complimento colorito fa allegria, secondo il principio per cui “can che abbaia non morde” :))
(per cui attenzione a quelli che fissano e basta…)

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E io,con vestitino elegante e tacco a stiletto,mi son sentita dire:”Che bella che sei!!!…Stai troppo bene!!!…FINALMENTE VESTITA DA DONNA!!!…quasi non ti riconoscevo…” No comment.
Per il resto,son d’accordo sul can che abbaia non morde.E se al market trovassi qualcuno che mi chiede del sale sicuramente un sorriso me lo strapperebbe! 🙂

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E io,con vestitino elegante e tacco a stiletto,mi son sentita dire:”Che bella che sei!!!…Stai troppo bene!!!…FINALMENTE VESTITA DA DONNA!!!…quasi non ti riconoscevo…” No comment.
Per il resto,son d’accordo sul can che abbaia non morde.E se al market trovassi qualcuno che mi chiede del sale sicuramente un sorriso me lo strapperebbe! 🙂

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‘fioreee’ con annesso fischio.. intramontabile e sempre d’effetto! 🙂

La foto.. Cortellazzo.. L’Ichnusa.. :’-) Grazie per avermi fatto iniziare questa fresca e piovosa giornata irlandese nel migliore dei modi!

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