L’anniversario dell’11 settembre 2001, giorno dell’attacco alle Torri Gemelle, è una occasione per riflettere su quanto e come la realtà non abbia solo superato la fantasia, ma anche su come ci ha abituato alle peggiori cose. La morte violenta di decine di persone, il disegno omicida e megalomane che ci stava dietro, il cinismo di una intera società che ha approfittato dell’evento per giustificare un altro disegno, stavolta apertamente imperialista e di profitto; tutto questo mi fa pensare al tramonto della civiltà, all’impossibilità di imprimere una direzione diversa alla corsa del mondo. Per la mia generazione, che non ha conosciuto i cosiddetti “anni di piombo”, i riferimenti storici sono quelli di un terrorismo-videogame, con palazzi che esplodono, colonne di fiamme nel deserto, guerre “preventive” e nemici pubblici reali più o meno come l’Araba Fenice. Se mia madre ricorda ancora dove era e cosa stava facendo il giorno in cui trovarono il corpo di Aldo Moro, io ricordo bene di avere acceso il televisore a un orario insolito per me e di avere visto quello che sembrava un film, appunto, “americano”. Ma era la realtà che accadeva in quel momento, o pochi minuti prima. Sembrava impossibile, il mondo era scioccato, eccetera: ma sei anni dopo non mi sembra affatto che quei sacrifici umani siano serviti a qualche cosa, se non a dividere e a uccidere ancora. Forse una grande, storica e (speriamo) irripetibile occasione di cambiamento è stata persa.
Ricordate la celeberrima frase di Tomasi di Lampedusa, da Il Gattopardo? “Bisogna che tutto cambi, perchè tutto rimanga uguale”. E se niente sembra essere cambiato, la sensazione è ancora più preoccupante.

(la foto è di F.Sanna)

4 comments

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Vedrai che cambierà.

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Fuori tempo massimo ti linko uno scritto del mio – e di s.b. – concittadino Tiziano Terzani (pace all’anima sua) sull’11 settembre e le sue implicazioni e conseguenze, che si collega a quello che ho pubblicato ieri nel mio blog… Che ne dici?

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*S.B, bisogna crederci…ma talvolta l’istinto è quello di dire “fermate il mondo, voglio scendere!” 🙁

*ciao Matteo, ho letto la bella lettera di Terzani, e ovviamente la condivido, perchè anche io credo che “la felicità sia indivisibile” e che l’odio non può essere sconfitto dall’odio. Ma senza retorica e falso buonismo credo anche che alcune culture si muovano in direzioni molto diverse dalla nostra, e, cosa ben più importante, in direzione diversa dal rispetto dei diritti umani fondamentali (fra i quali l’autodeterminazione, il libero arbitrio, chiamiamolo come vogliamo). Penso alle donne intrappolate nei burka, alle punizioni corporali, agli sgozzamenti e mutilazioni per onore o per rituale; penso al disprezzo riservato a chi la pensa diversamente. La purezza dell’integralismo (ogni integralismo, anche quello occidentale del consumismo e dell’imperialismo) può certo affascinare qualcuno, personalmente mi ripugna e la reputo segno di civiltà barbare.

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E’ chiaro che non si tratta di approvare certi aspetti del mondo islamico… Però è assolutamente necessario superare la logica dell’odio… E invece, come ha scritto un’altra mia concittadina (pace all’anima sua, comunque), abbiamo reagito con la rabbia e con l’orgoglio…

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