Evviva la scienza! Dico davvero, evviva quel mondo misterioso per chi come me ha un lobo del cervello più sviluppato dell’altro e sicuramente non è quello delle capacità logico-matematiche, quell’universo di cifre, dati, calcoli e meccanismi che spiegano la realtà, l’esistente e il possibile, ma soprattutto l’impossibile. Gli abitanti dell’affascinante pianeta della scienza io sto cominciando a conoscerli: matematici, fisici, ingegneri, biologi, chimici e vario memorabilia scientifico che negli ultimi tempi mi ha parlato di rette parallele, dogma religiosi, calore che si sviluppa se dai una capocciata al muro, pianeta terra che galoppa verso il caos. Sono bellini, questi scienziati, penso mentre realizzo che al massimo posso capire cosa c’è scritto sullo scontrino del supermercato. Sono anche abbastanza criptici, la stele di Rosetta al confronto è come Topolino. Forse dipende dalla versione del software che li fa funzionare, però, vabè, basta fare un aggiornamento, di solito è dall’incontro con uno di quelli che con un po’ di sospetto chiamano “letterati”, “umanisti” e via dicendo, che nascono poi una proficua osservazione o delle interessanti mescolanze. Io per esempio conosco un ingegnere (software installato Elettronico.0 ) a cui non piacciono i giubbini “troppo neri”, segno che la convivenza con una umanista un po’ sciroccata ha in qualche modo inciso sulle sue granitiche regole di funzionamento, che comprendono solo camicie azzurre, pantaloni di un certo modello e scarpe chiuse tutto l’anno. La mia amica chimica.1 e quella biologa.1 condividono una certa inquietante precisione negli appunti e si vede che amano le sequenze e l’ordine. Conosco un matematico che….

(la foto è di G.Antoni)

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28 comments

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Io sono fidanzato con una futura fisica, volevo studiare fisica e non economia…secondo te che cosa posso pensare degli scienziati? 😀

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E non diciamo frescacce ! ‘sti scienziati spiegano sì e no perchè si riscalda un ferro se messo sopra un fuoco. Il resto, nel mondo, se ne va felicemente a membro di segugio ! E lo dice chi si occupa di numeri, ladri, cialtroni, leggi, società e fantasticherìe simili cercando di dargli un senso.
No Blogger

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@ anonimo: commercialista anche tu?

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no, no ! Commercialista no ! Almeno questo mi viene risparmiato ;-))
No Blogger

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@ anonimo: sai com’è, hai scritto che ti occupi di numeri (e ci sta), di ladri (e ci sta alla grandissima), di cialtroni (e noi sai quanto anche questa cosa ci sta tutta), di leggi (beh…diciamo che ci sta) di società (e qui avevo pensato ti occupassi di società inteso come enti giuridici…mi sa che è qui l’errore)…le fantasticherie poi…bhe, dovresti sentire le autogiustificazioni che tirano fuori per non pagare le tasse O_o
Ciaoooo

regina, scusa questo dialogo 🙂

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Adoro i dialoghi :-)), e mi sovviene che ho bisogno anche io di un commercialista, caro Baol…e pensare che non raggiungo neanche il minimo sindacale perchè abbia un senso evedere le tasse! ;-P

* No Blogger, sono d’accordo: certo il mondo è ben più complesso del solo ferro che si riscalda… 🙂

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Comunicare la scienza è il mio lavoro da circa 10 anni e osservo sempre il grande bisogno di avvicinare la scienza al grande pubblico: questo ponte è fondamentale per una democrazia che si rispetti. Purtroppo solo da pochissimo tempo stiamo trovando spazio e opportunità per farlo concretamente. Io sto combattendo, in buona compagnia, per far costruire un centro della scienza nella mia città, Cagliari, ma solo l’altro giorno ho avuto conferma di un interesse serio da parte del potere in grado di farlo: la Regione. Nelle città dotate di centri della scienza (o musei della scienza rinnovati, come quello di Milano) o dove si svolgono importanti occasioni d’incontro (come Genova con il suo super Festival della Scienza) gli effetti si notano: la scienza è più vicina ai cittadini.

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L’importante è che non siano ossessivo-complusivi come quelli che ho conosciuto io :-)) Erano (e sono) simapiticissimi..ma anche capaci di essere noioooosi….
Ho appena postato un post scientifico.. diciamo così…
Riverisco nobile sovrana

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Io conosco un matematico che vive solo per i numeri: colleziona targhe di auto e di numeri civici, e non va mai in bagno senza una calcolatrice.
Forse dovrei riconsiderare le mie amicizie… :p

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Se proprio vogliamo approfondire l’argomento sarebbe meglio cominciare a distinguere. La fisica, la matematica e la chimica sono scienze, per cui chi si occupa di argomenti che servono ad accrescere la conoscenza in questi campi è giustamente detto scienziato, ed assume onori ed oneri del caso. Chi invece è solo laureato in queste scienze è qualcuno che usa queste scienze per lavorare (bene o male non si sà…) e quindi la definizione di scienziato per questi mi sembra un po’ esagerata. Poi veniamo noi, umili praticoni, ingegneri, medici, periti, geometra, avvocati, commercialisti etc. etc. che siamo stati semplicemente addestrati ad usare qualcosa che non è scienza, ma pratica professionale (anche se regolata da leggi di natura od umane). L’ingegneria, per esempio, visto che un poco la pratico, è giustamente definita l’arte del pressapoco ragionato (sempre che chi la applica sia dotato di ragione…) per cui al massimo noi siamo dei praticoni!!!! Non so se mi sono spiegato e dubito che tutto ciò serva a qualcosa, solo io la penso così, per significare che, a mio parere, ben pochi possono fregiarsi del titolo di scienziato…..in effetti siamo tutti praticoni!!!

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In verità,quello che mi affascina è la mente analitica,a prescindere dalla specifica attività…e nonostante purtroppo io la senta un pò lontana e difficile, la scienza, eventi come il Festival a Genova mi incuriosiscono tantissimo!Sono d’accordo con
* Andrea: la divulgazione scientifica è importantissima e andrebbe iniziata dalle scuole: se mi avessero presa in tempo, ad esempio, oggi non mi sentirei così “dummy” :-))

* Antonio, intendi cose tipo contare le mattonelle, lavarsi le mani 100 volte al giorno o anche voler rifare a tutti i costi il letto perchè “come lo faccio io nessuno mai”? 😉

* Ross, che amicizie interessanti…mai provato con gli scontrini? 🙂

* Caro Skara, proprio tu mi raccontasti, tempo fa, la barzelletta secondo la quale gli ingegneri non vivono, ma funzionano…che tuttora mi illumina d’immenso e mi ricorda quan’è ora di cambiare le batterie al mio esemplare! :-PP

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Io conosco un uomo, un informatico di professione, che sta sempre davanti al computer. Anche quando vuole cucinare qualcosa di sfizioso, ricerca la ricetta su internet. Un vero malato insomma… azz.. ma quallo sono io… aiutooooo mia reginaaaaa!

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Allora le (rare) occasioni che abbiamo segnaliamocele! Per chi abita a Cagliari e nei dintorni: fino al 15 al parco delle Saline ‘Scienza Societa’ Scienza’ con laboratori, esperimenti e incontri con ricercatori, insegnanti e divulgatori; stasera alle 21 spettacolo di teatro scientifico Catapriamsa (replica 19 nov. alle 19 al teatro delle saline)
http://tascusi.blogspot.com/
mi hanno chiesto di portare la macchinetta a Fuel Cell – che trovate descritta qui:
http://www.linguaggiomacchina.it/ – e altre cosettine simpatiche (cella solare, centrale eolica, ecc.);
estremamente stimolante il discorso di Luigi Berlinguer (oggi su Unione Sarda pag. 62) sulle cause dell’analfebetismo scientifico e sulla necessità di insegnare la scienza (e la musica) attraverso la sperimentazione diretta (anche per rispondere all’invocazione della nostra regina). A quanto pare al ministero della pubblica istruzione lo stanno ascoltando (era ora…).
P.S. Non sapere nulla di scienza, aggiungo, significa non poter godere pienamente 1) della bellezza della natura (sapendo come funzionano le cose secondo me aumenta, non diminuisce, la poesia!) e 2) dell’esercizio democratico (nel senso che se mi devo esprimere su temi come energia, salute, procreazione, ecc. senza capire un accidente dovrò scegliere senza capire); ho dovuto semplificare ma il succo è questo.

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Davvero regina? La mia mail è l’ultimo link del mio blogroll (quello “Scrivimi!”)

Ciaoooo 🙂

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Più esperimenti per tutti,anche se continuo a credere che un pò di mistero sia necessario per conservare la poesia :-))

ma prima di sperimentare in cucina, anche io cerco le ricette in Internet,talvolta…tutto a posto, M-Max, basta che non ci parli, con la diabolica macchina 🙂

Il discorso della divulgazione è importantissimo: ho letto anch’io l’intervista a Berlinguer, che conferma la mia convinzione: bisogna prenderci da piccoli, sennò poi diventa difficile apprezzare le spiegazioni della scienza…però mica tutto può essere ricondotto alla fisica, biochimica e via spiegando, eh ;-))

* Baol, forse solo la scienza può spiegarmi i misteri della ritenuta d’acconto e dell’ulteriore necessità del Modello unico…o è piuttosto un dogma da accettare a occhi chiusi?! 😉

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Caro Baol, ci stanno pure tante cose, ci stanno anche le “società” in senso giuridico, ma non sono commercialista, per fortuna. Anzi, vari commercialisti ed i loro assistiti sono miei “clienti” e, ti assicuro, non ne sono per nulla contenti 😉 Per inciso, spesso la “scienza” viene usata dai suoi sacerdoti universitari per fare interessi che poco hanno di scientifico e di positivo per l’umanità, purrtroppo.
No Blogger

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Beh, cara regina, in realtà tali misteri forse riuscirei a spiegarteli 🙂

@ anonimo: allora sei un notai =D Altrimenti sei il mio mito personale: Visco!!!

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No, no, grazie al cielo non sono nemmeno un notaio ! Anzi, qualche volta anche qualcuno di loro è stato mio “cliente” e neanche in questo caso sono stati contenti ;))
No Blogger

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consiglio la lettura dell’intervista a luigi berlinguer: Sardegna, il futuro è nella scienza (L’Unione Sarda, 11 novembre 2007, pagina 62)
http://linguaggio-macchina.blogspot.com/

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ma credi davvero che uno voglia sciropparsi un discorso di Luigi Berlinguer ? Interessantissimo, ma spesso foriero di una drastica lessatura di palle… E credi davvero che il futuro della Sardegna sia “nella scienza” ? Beato te…
No Blogger

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Il mistero di infittisce attorno alla figura di No-Blogger..non è un notaio, non è un commercialista, non è un Visco, ma combatte i cattivi e i predatori truffaldini…sarà mica Batman?! :-))

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No, non sono Batman, Visco mi fa un po’ di ribbrezzo, vista la sua pregiudicataggine. Credo poi che il futuro di ‘sto cavolo di Sardegna stia nelle capacità e nel coraggio di noi Sardi, nel fare quello di cui siamo capaci, in positivo. E nel dare due sberle ai tanti penosi invidiosi che stanno in quest’Isola. Sono pieno di difetti, ma cerco di fare del mio meglio.
No Blogger

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No Blogger, se credi che quello di Berlinguer sia un discorso noiso, forse senza averlo letto, fai pure. Io lo trovo estremamente stimolante (specie per chi è profumatamente pagato per governarci e invece non conosce la storia della Sardegna, non conosce il suo presente e non sa ipotizzare il suo futuro).
Quanto al futuro della Sardegna è la convinzione di Berlinguer, e in parte la condivido. Io la scienza in Sardegna ce la trovo già al presente. Evidentemente guardiamo in direzioni diverse… 😉

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Vedi, Andrea, forse ne sarai sorpreso, ma ho anche letto il discorso di Berlinguer e confermo la mia prima impressione. Fosse stato un po’ meno cattedratico non avrebbe fatto male. Sono, invece, assolutamente d’accordo con te che qualsiasi cittadino – non solo chi governa – dovrebbe conoscere il passato ed il presente della propria Terra, anche per individuare e proporre un futuro. Ma proprio per questo non credo che la “scienza” possa essere “il futuro” di quest’Isola. Potrà aiutare “il futuro”, ma non certo essere l’asse portante del “futuro” della Sardegna :-))
No Blogger

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ok adesso ho capito il tuo punto di vista, e lo rispetto, ma continuo a credere che il nostro futuro di sardi non sarà fatto al 100% di turismo; sono convinto che le eccellenze internazionali che abbiamo saputo generare in Sardegna, in campo scientifico, avranno sempre più valore; io non credo che IL futuro sarà solo della scienza (sarebbe ingenuo pensarlo) ma che la scenza sarà una parte fondamentale del futuro della Sardegna; tra l’altro in alcune regioni europee esiste anche il turismo scientifico (che non è altro che un pezzo del turismo culturale) e quindi in alcuni casi i due elementi concordano.
Quanto al punto su cui siamo perfettamente d’accordo (ogni
cittadino dovrebbe conoscere il passato ed il presente della propria Terra, anche per individuare e proporre un futuro) chiedo umilmente alla Sovrana Madry se desidera scrivere un post su questo punto, così saremo lieti di discuterne.
Andrea

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E figuriamoci se Madry si tira indietro quando si tratta si scribacchiare qualcosa :-)) , anzi un ringraziamento a voi miei diletti sudditi (vabè, cittadini, và)per l’ideuzza… 🙂

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Quando mai ho detto oppure ho pensato che il “futuro” della Sardegna possa essere il turismo ? Il “futuro” di questa Terra potrà essere nell’agricoltura di qualità, nell’ambiente, nel turismo, nella piccola industria, nella ricerca scientifica, nella pesca, ecc. Come il fallimento dell’industrializzazione forzata “pesante” degli anni ’60 e ’70 del secolo scorso ha dimostrato, quest’Isola non può vivere con una “monocoltura” di alcun genere. Quanto all’ignoranza della propria storia si potrebbe scrivere un libro, purtroppo. Madry, inizia a rimboccarti le regali maniche ;-))
No Blogger

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