Avete presente quando bisogna fare una cosa, cioè dobbiamo proprio farla, e non ne abbiamo voglia?

Magari ci manca il coraggio, magari è solo una questione di pigrizia; o semplicemente siamo spossati da una serie infinita di corveés che si infilano una dietro l’altra, e quello che vorremmo è semplicemente una pausa, un sano “me ne frego”, quando invece sappiamo bene che prima o poi dovrà fregarcene, di quella incombenza piacevole come un calcio nella rotula. Anzi, a ben vedere quello dura un attimo, mentre ci sono cose che si trascinano per un tempo che ci sembra infinito (avete mai notato come il tempo sembri vischioso a volte?).

Una soluzione o un consiglio valido per tutti non c’è, perché ognuno di noi ha la propria personalissima corvè a cui ottemperare.

Io, purtroppo, sbuffo, con grandissimo disappunto di Azzurro, che la prende sul personale, ma giuro che si tratta solo di un meccanismo automatico di espirazione che mi coglie quando, ad esempio, devo stendere la lavatrice e contemporaneamente mi squilla il cellulare ed è quella persona che mi sono dimenticata di richiamare, e sarei già dovuta essere da dieci minuti alla stazione dei treni a prendere la suocera per un fondamentale giro per negozi di lampadari, mentre mi chiedo se la macchina oggi si accenderà e a che punto sono le analisi mediche di quella persona a me tanto cara. Quindi, lo confesso, ogni tanto sbuffo come un mantice (così potete riconoscermi, se mi incontrate da qualche parte).

Però, come mi ha detto un’amica qualche giorno fa, “è come quando devi andare in lavanderia e rimandi, rimandi finchè non ci vai e finalmente te la togli dai piedi”: ma lei parlava della necessaria, forse inevitabile, certo probabile eutanasia di un amore (ovviamente, amici: una lavanderia non è mai solo una lavanderia, e con la Sora Franca non si parla certo dell’andamento dell’Euribor o dello smacchiatore più adatto).

Quindi l’unica soluzione forse è farla, quella cosa che tanto ci scoccia, ci mette in ansia, ci indispettisce, perfino ci fa paura: rimandare a tempi migliori non serve a granchè, perchè nell’ipotesi che arrivino davvero (non avranno mica perso il pullman?), saremo impegnatissimi a fare altro e in lavanderia non ci passeremo mai, mentre se non arrivano, sono cavoli proprio amari e quindi sarebbe meglio essersi liberati almeno di qualcosa (parlo sempre dei giacconi invernali da smacchiare, eh).

Farla, poi probabilmente il meccanismo di inspirazione/espirazione tornerà normale, senza sbuffi e sbuffetti.
(la foto è di F.Sanna)

2 comments

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Ma come… vado!

Sbuffando.

Non so come facevi a sapere che ho una cosa una ballo da una settimana, e no lo so che non lo sapevi, ma così per ridere… telepatia?

^_^

Firmato
Mantice

nel caso non si sappia cosa è un mantice:

http://it.wikipedia.org/wiki/Mantice

^_^

Oh diavolo, meglio che vado sul serio, sennò son guai.

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Per smacchiare i giacconi, io ci impiego un po’ di tempo, devono essere proprio logori, e non sbuffo nemmeno, perchè il respiro rimane a metà..;-)

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