Dieci “saggi”, che dovrebbero secondo il presidente della Repubblica indicare la via delle riforme più urgenti, insomma un modo pilatesco di uscire dall’impasse politico del dopo-elezioni. Ovviamente (ovviamente), tra loro neanche una donna. Cioè, a Napolitano non è venuta in mente nemmeno una signora, proprio zero, è andato via liscio come l’olio e ha nominato, che so, Quagliariello.
poi ci ha messo una pezza, secondo lui:

“Comprendo il disappunto che con accenti polemici si è espresso per non aver inserito in quella rosa delle personalità femminili, anche individuandole al di fuori di vertici istituzionali cui non abbiano avuto finora accesso», dice il Capo dello Stato. «Mi dispiace e me ne scuso – aggiunge – pur trattandosi di organismi non formalizzati e di breve durata cui ho dato vita con obbligata estrema rapidità.
Vi ho già detto cosa posso farmene io e le donne italiane in generale delle “scuse” farlocche di Napolitano riguardanti la nomina dei saggi? Scuse (ma perchè, poi?) che peraltro sembrano più una galanteria (!) che l’ammissione di un errore grave di pensiero, prima che di azione politica.
Non ve l’ho detto, mi sembra. 
beh, quello che immaginate.

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