Cose strane dal mondo, “ma anche”, forse, dalle lontane galassie dei bastioni di Orione: un partito politico spaccato in due, con altrettante o più primadonne, in cui il giornale di partito viene “commissariato” e il direttore cacciato perché non perfettamente in linea con il segretario del medesimo partito e le sue posizioni “operaiste” (?).
Fin qui niente di nuovo, è la politica, bellezza. Però lo psicodramma collettivo (e mai termine fu più appropriato) ha per protagonisti uno psichiatra (!) che pratica l’analisi collettiva di massa ed è diventato il guru dei suddetti operaisti, ma anche dei leninisti, trotzskisti, e suppongo vari “isti”, perché ovviamente di diversi “ismi” stiamo parlando, trattandosi del partito della Rifondazione Comunista e del quotidiano Liberazione.
Oggi però la corrispondenza di amorosi sensi si è interrotta: lo psichiatra insulta il segretario mancato polemizzando sulla sua sessualità (…), il segretario in carica si lamenta del buco del giornale che perde copie (che stranezza, eh?), l’ex segretario (ed ex presidente della Camera dei deputati) bisticcia con lo psichiatra che prima adorava, e nel frattempo la vincitrice transgender dell’Isola dei Famosi viene definita dal quotidiano in oggetto “come Obama”.
Il che dimostra almeno un paio di cose: che, a posteriori, chi ha mai votato questi personaggi avrebbe bisogno anche lui di uno psichiatra, se non altro per guarire i postumi della delusione, che sempre di più ameremmo il silenzio o almeno un teletrasporto improvviso in un atollo deserto, e che non bisogna essere degli analisti (ancora?..) politici per capire perché la sinistra italiana sia condannata a perdere, perdere, perdere.

16 comments

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E poi ancora perdere, perdere, perdere..le delusioni dovranno pur servire a qualcosa, almeno a non votarli più!

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Mi piacerebbe fare uno scambio di link tra il tuo ed il mio: http://www.francescogreco.splinder.com

Complimenti!
Ciao
Francesco

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Mi piacerebbe fare uno scambio di link tra il tuo ed il mio: http://www.francescogreco.splinder.com

complimenti!
Ciao
Francesco

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..non ho mai compreso come si potesse votare un partito comunista con un leader, pardon, un compagno segretario con così tanto cachemire addosso oppure un partito ex comunista con un leader stizzito con scarpe da un milione di vecchie lire ed una barca da svariate centinaia di milioni di euro, seppure in comproprietà…

No Blogger

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Ma cosa c’entra come uno si veste?
Cioè considerato che stipendi si pigliano lor signori il fatto che si comperino abiti e scarpe costose è la cosa che mi interessa meno…

semmai mi piacerebbe che perdessero qualche privilegio.

Ma dubito che c’entri con la questione posta da Regina Madri… il vestiario intendo.

E poi :-p io ho ancora un lavoro, operaia in un lanificio, anche perché ogni tanto ci sta chi compera i capi in chachemire, o cashmere che dir si voglia, quindi… prima di puntare il dito su… come spendono i soldi dello stipendio che GLI paghiamo noi con le tasse, son altri contenuti che mi interesserebbero.

Tipo… azz… ho un problema culturale… si mi manca la CURtura adatta a sostenere conversazioni complesse… meglio che me ne torno in silente lettura!

^_^

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..c’entra come si veste, c’entra che cosa si compra e, soprattutto, c’entra come queste cose sono ostentate: da queste cose derivano le loro posizioni che hanno ben poco a che fare con gli interessi reali del “popolo”…

No Blogger

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Bha sarò strana io, ma continuo a non capire cosa c’azzechi come uno spenda i soldi del suo stipendio, vestiario o altro, che è se uno veste non firmato, magari con capi presi al mercato(vestiti per 5 euro, ma se costano solo 5 uero è perchè li fanno gli operai senza diritti che di quei 5 euro non vedono che pochi millesimi… che centesimi sarebbe già troppo)
va meglio di uno che… ops… anche le case firmate sfruttano… mi sa che ho fatto autogoal!

Però resto della mia idea… prendono troppo di stipendio, che lo spendano! santa polenta.

Ok stavolta taccio sul serio.
Tanto non so spiegarmi con proprietà e finisce che mi incarto.
(Troppo tardi, già fatto… incartarmi intendo. sono SP… senza speranza)

Vado, la nimbus mi attende.

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..provo a spiegartelo con un esempio. E’ giusto che la tassazione sia progressiva in relazione al reddito (reale) che uno ha ? Credo che anche tu sia d’accordo. Bene. Attualmente è così, in Italia, soltanto “di facciata”, non realmente. Quanto credi che sia valutata, a fini fiscali, la proprietà di uno yacht ? Quanto la proprietà di un appartamento in palazzo storico di 300 mq. in pieno centro a Roma acquistato a prezzo molto agevolato da un ente pubblico ? Rispondendo a queste semplici domande sulla vita quotidiana di moltissimi uomini politici definiti di sinistra si può capire come mai non avrebbero davvero fatto gli interessi di ‘sto benedetto popolo ;-)))

No Blogger

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Mah, più che alla coerenza alla quale fa riferimento No-B (che certo incide sulla delusione e conseguenti decisioni di voto), a me fa impressione la sgretolatura umana e politica…cioè questi individui sembrano personaggi di una farsa, non persone!
Politicamente, degli incapaci, buoni solo a litigare fra loro…vuoi mettere il sano attaccamento della coalizione di centrodestra, i cui membri oltretutto almeno non fingono una austerity che non vivono, ma anzi si sollazzano apertamente facendo sognare gli italiani? ;)))

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So solo che era meglio se tacevo.
A me scoccia e tanto di un sacco di cose, ma che la coerenza politica si dimostri presentadosi con un maglione tarmato, me lo devono ancora spiegare.

Si chiama apparenza anche in senso negativo…spetta metto sta cosa tarmata e lisa sennò pare che non sono de sinistra… è un contetto che mi sa di falso come l’ottimismo a tutti i costi quando non ci sta un tubo per esser ottimisti!

ah…sì continuo a dir che devo tacere ed intanto scrivo… eh… dovrei darmi alla politica, come incoerenza vado alla grande!

😀

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Sono d’accordo con te Regina, una vera “farsa” e loro sono vere e proprie “macchiette” non politici.
Sulla banale polemica dei vestiti non entro, alla fine credo che il “comunismo” così come la ” chiesa” ad esempio, deve modernizzarsi, portare delle novità, crescere e modificarsi con lo sviluppo del paese altrimenti resta come in questo momento solo un’idea anacronistica.
Finiamola con l’idea del vecchio comunista con l’Eskimo che fa tanto nostalgico.
Siamo in un pease che deve stare al passo con i tempi e con i mercati mondiali, in cui parlare ancora di “diritti degli operai” non serve a nulla o meglio serve ma a poco semplicemente perchè non esiste più la classe operaia, che in Italia non si produce più nulla.

Comunque la discussione è lunga e la apprezzo tutta Regina, ma ti chiedo, l’alternativa dove CASPITA è???
Delusa 74

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Gli operai esistono eccome.
Però credo che tempo per leggere e seguire internet non ce lo abbiano in molti, quello è più ad appannaggio di impiegati, con tutto il rispetto la categoria, ma sono i maestri del cazzeggio!

Forse no, magari è pieno colmo di operai che quando scrivono sul blog si inventano un mestiere diverso, per aver meggior considerazione.

Non è il caso di questi lettori, a quanto leggo!

M.

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Ma come dobbiamo fare? 🙁

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Anche io credo che gli operai esistano ancora: ma sono assai meno tutelati che in passato e soprattutto hanno meno rilevanza anche sociale. gli operai sono quelli dei call center, quelli dell’industria moribonda (vedi il caso Sardegna), quelli che lavorano a cottimo anche nelle professioni “intellettuali” (e non mi riferisco agli impiegati, figura anche questa divenuta una chimera, piuttosto a coloro i quali svolgono lavori “nuovi”, non facilmente definibili, ma non per questo meno sfruttati).

Le alternative? solo il teletrasporto nell’atollo deserto! 😉

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OT: ti ho assegnato il premio Dardos

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in attesa del teletrasporto verso un atollo deserto gli “operai” odierni continuino pure a votare il leader in yacht oppure a travestirsi da “impiegati”, così da esercitare la nobilissima arte del cazzeggio, con la speranza di arrivare in qualche modo alla fine del mese ;-))

No Blogger

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