Pochi minuti fa uno dei miei bambini mi ha detto, scrutando il cielo: “mamma, ma le nuvole vogliono sempre fare gli animali!”  Vede, cioè, le nuvole assumere tante forme. È la fantasia, è l’infanzia normale. Dove si ha tempo, tranquillità, dove non si rischia la vita.

Dalle nostre vite, che ormai sappiamo definitivamente essere privilegiate, ascoltiamo le notizie sulla Palestina, sulla guerra disperata, perchè reale, mostruosa nella sproporzione dei protagonisti. Ogni notizia disegna l’approssimarsi della fine della civiltà umana. L’intenzione di annientamento di una parte, di distruzione nichilista dell’altra, sono totalmente autoreferenziali, se avevano un motivo l’hanno perduto, rimane soltanto il sangue.

Così come chi salva una vita salva il mondo intero, così ogni uccisione è la fine del mondo. È una cosa che ci riguarda tutti in quanto esseri umani, non perchè esperti da bar della questione mediorientale, ma perchè il sangue è lo stesso per tutti. I bambini di Gaza sono come i miei figli, probabilmente anche loro guardano le nuvole.
non è necessario, per chi “resta umano” comunque, vedere le tremende immagini che li oltraggiano un’altra volta.

Dall’altra parte del mondo, cosa si può fare? Soltanto pregare per la pace, perchè un miracolo accada. Tutto il resto mi sembra un accessorio, utile a seconda delle proprie convinzioni o della volontà di esprimersi e/o evangelizzare, come se potesse esserci qualcuno che ha ragione. Ma il punto è sempre il sangue, la faida, i bambini e qualcge volta, immagino, le nuvole.

Lo penso da laica quale sono: soltanto sperare e pregare che questo orrore finisca. Chi ha un suo Dio lo preghi ogni giorno, altrimenti va bene anche le fede nella razionalità, in se stessi, nell’umanità generica anche se finora non ha brillato, nella Natura, in quel che vi pare. Ma pensiamoci, a quel Paese che ha lo stesso nostro cielo, e i bambini, e speriamo fortemente che la morte si allontani. Pace subito, il Risiko e l’avere ragione possono aspettare.

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Anche perché quando scorre il sangue difficilmente c'è una ragione.

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Tristezza, tristezza. Non ci resta che sperare forte, per tutti.

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