Ieri: e anche tre giorni fa, un anno, dieci, venti. Il passato, talvolta, è una terra straniera che non riconosciamo più, perché siamo completamente diversi oppure, in rarissimi e inquietanti casi, sempre gli stessi.
Ma è impossibile che la somma dei giorni non abbia prodotto effetti: siamo fatti (anche) della materia di cui è fatto il nostro ieri.

“Yesterday, all my troubles seemed so far away” : in realtà i guai erano solo in preparazione, com’è normale, e forse c’erano già ma noi eravamo troppo inesperti e fragili per gestirli con nonchalance.
Quindi mai ‘na gioia? Al contrario: lo sappiamo, vero, che guardare troppo indietro non serve e che tanto poi ci dimenticheremo di tutto?

Vale per gli amori disastrati, le amicizie finite con amarezza, gli affetti che ci hanno lasciati e forse potevamo fare di più, ma sappiamo che non è vero.
Abbiamo fatto quello che sapevamo fare, semplicemente. E per fortuna oggi sappiamo molte più cose, e sappiamo farle meglio. Abbiamo più risorse, informazioni, compassione e flessibilità; abbiamo inoltre capito che quella pettinatura e quegli assurdi pantaloni non possiamo permetterceli, e quindi, alla fine, verichiamo sul campo, qui e ora, che l’oggi è infinitamente più figo e noi pure.

Il meglio deve ancora venire, insomma. E ci sarà sempre un’altra occasione, un altro amore, un nuovo paio di orecchini e finalmente la cosa fondamentale, pacificante: il giusto taglio di capelli.

#LetteraY

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