Cifra fatale, rotonda, che si presta alle rime: ci vorrebbe un nuovo Rino Gaetano per farne una canzone che spiegasse il complicato rapporto con questa età.
Qualcuno la teme, perché è un piccolo, insidioso bilancio e un abbandono definitivo dell’eterna adolescenza dei nostri strani tempi; altri, e soprattutto altre, non si direbbe ma l’aspettano e quando arriva la accolgono sorridendo.

E vorrebbero fermarsi sempre qui, ai quaranta. Non prima, non dopo.

Alcuni capiscono cose che non avevano mai affrontato e improvvisamente vogliono riappropriarsi di tutto, in un ritorno impossibile all’adolescenza che insomma poi non è che fosse questa gran figata: adesso almeno siamo più tonici nel corpo e nell’anima, più allenati, più vicini a quello che davvero siamo. Il punto è che dovrebbe piacerci, non terrorizzare noi e gli altri.
I quaranta regalano tranquillità, biciclette, rughe in più e molto coraggio, bambini nuovi, a volte distacchi e separazioni e nuovi incontri, amori inaspettati con un furore mai visto nella giovinezza; sono la svolta per qualcuno, per altri una ripartenza.

Quaranta è anche il chilometraggio minimo per sentirsi in vacanza, lontani da persone e problemi e un po’ anche dalla versione quotidiana di noi stessi; tanto chi vuole vederci comunque verrà.
Come sono arrivati loro, i quarant’anni che ci sembravano tantissimi, infiniti, e invece sono solo l’inizio di almeno altri quaranta.

‪#‎LetteraQ‬

[un post per Cristina Arcidiacono <3 ]

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