L’avevo dimenticata, ma soltanto perché ero distratta. Non ero, cioè, concentrata sull’ “hic et nunc”: qui e ora. La locuzione latina, secondo la Treccani, “si usa spesso per indicare che una cosa non ammette proroghe nella sua attuazione”.
E’ forse lo snodo cruciale, il momento che cambia la vita e che dobbiamo saper cogliere adesso, non dopo. E’ una esortazione ad essere coraggiosi, a godere dell’attimo presente, anche e soprattutto quando è insolito e non sappiamo cosa ci sarà dopo, dietro, sotto e di lato.
C’è un tempo per aspettare e uno per fare, e se talvolta il “qui e ora” ci permette di cambiare il binario del nostro treno, altre volte è solo un esercizio di approssimazione verso i nostri veri desideri.
Dopo secoli di evoluzione umana proiettata al futuro e saltuarie nostalgie verso il passato, è arrivata l’occasione dell’eterno presente, il momento esatto in cui siamo qui e non in un altro luogo, con il nostro corpo e l’anima in allerta, per prendere decisioni epiche o praticare le piccole cose trascurate.
“Qui e ora”: un gelato con tre gusti anche se fra mezz’ora si cena, il bacio per cui stavamo aspettando l’occasione giusta, e anche lo spiccare il volo, prendere la rincorsa, insomma partire, camminare, o se necessario fuggire.
Senza rimandare troppo, chè non serve.
E’ anche lo scenario in cui si muovono i sentimenti giovani, gli amori clandestini, ma anche coloro che pigramente non guardano al domani.
E invece l’ “hic et nunc” è una promessa di futuro rinnovata ogni volta, un lancio di bungee jumping con un cavo resistentissimo, lo stesso della nostra fiducia in noi stessi.
Perchè solo i cuori coraggiosi e fiduciosi sanno prendersi le responsabilità, le conseguenze e pagare il prezzo di una scelta “in contanti”, cash, che comunque è adesso.
D’altronde del domani non v’è certezza, diceva qualcuno di famoso, no?

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