Eh, ti piace vincere facile, direte voi. Tira più una foto o post sui bambini di un gattino puccioso o di una bionda in bikini (vabbè, non sono sicura). I bambini sono il sale della Terra, l’Oriente e l’Occidente, lo sguardo primitivo e saggio sulle nostre vite confusionarie, il giudizio senza pietà alcuna, severi ma sempre giusti.
I bambini sono tutto questo per chi li ha, chi non li ha, chi li vorrebbe o anche no; sono una domanda ineludibile per il solo fatto che noi esistiamo, che siamo animali di una specie evoluta (così pare), che siamo senzienti, e che sentiamo.
Sentiamo le loro voci, il loro calore, l’odore; capita perfino che anche dopo aver avuto i tuoi, per anni il tuo corpo reagisca ancora a qualunque pianto di neonato nelle vicinanze.
I bambini sono le viscere e l’intelligenza, sono la stanchezza mortale della sera e il desiderio che si stacchino; sono il terrore che lo facciano nella maniera sbagliata (per chi?), la mente che si chiude a qualsiasi ipotesi remota di cose brutte.
Mai e sempre, questo sono i piccoli della specie umana.
Sono, soprattutto, l’amore che chiede e dà nella stessa maniera, la perfezione impossibile da trovare altrove, qualcosa che ci sommerge, qualche volta ci soffoca, altre volte ci rigenera così in profondità che contemporaneamente siamo ancora e non siamo più quelli di prima.
E mentre succedeva non ce ne siamo accorti, e invece dovremmo essere grati a questi bambini magici per sempre.

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