Una delle condizioni più difficili per l’essere umano, più o meno da quando quella signora di nome Penelope tesseva e disfava il telaio, alimentando così l’idea immortale della pazienza bovina come grande virtù. Invece aspettare è un’arte “a termine”, non può essere infinita e presuppone volontà e distrazioni.
È un compromesso tra il proprio desiderio e le esigenze dell’altro, la fiducia che comunque andrà bene, è il coraggio di percorrere pianissimo un sentiero sconosciuto.
Aspettare a volte è un po’ come morire, altre invece è una occasione formidabile per riscoprirsi. Sempre con fatica, perché vorremmo tutto e subito, e più lo desideriamo e più l’attesa buca e brucia.
E alla fine del sentiero tutto può succedere: perfino di scoprire che al nostro confronto Penelope, sempre lei, è una dilettante, oppure che avremmo fatto meglio a dare fuoco subito al nostro telaio, e pace.

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