« Io ho voluto bene al pubblico italiano e gli ho dedicato inutilmente cinque anni della mia vita. Faccio questo non perché sono stanco della vita (tutt’altro) ma come atto di protesta contro un pubblico che manda “Io tu e le rose” in finale e ad una commissione che seleziona “La rivoluzione”. Spero che serva a chiarire le idee a qualcuno. Ciao. Luigi. »

Così Luigi Tenco al Festival di Sanremo del 1967, poco prima di uccidersi con la sua pistola.
Non oso pensare a quale tipo di protesta avrebbe potuto pensare, nei confronti di un pubblico che manda in finale Pupo ed Emanuele Filiberto. E la mia non è una critica musicale (anche perchè il brano mi è parso orrido, banale, e ho cambiato sui Teletubbies appena ho sentito il savoiardo intonare “amo la mia cultura, la mia religione”, sic!).

Come al solito, è l’Italia, bellezza!

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5 comments

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Il festival è uno di quegli appuntamenti collettivi comandati che ti tormentano ovunque anche se fai di tutto per evitarli. Sanremo ai tg, Sanremo sui giornali, Sanremo alla radio, Sanremo a tutte le ore. Ho il voltastomaco anche senza averne mai ascoltato un minuto.
Quanto a Pupo ed Emanuele Filiberto, li vedrei bene ad asfaltare le strade. Un'altra utilità non credo possano averla in questo mondo.

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Io non volevo crederci. davvero, non volevo. Poi ho ascoltato. Purtroppo.
Cara Italia, vedrai, vedrai…:-)

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L'esito lascia solo e soltanto senza parole…

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Concordo con te. Sembra incredibile come andiamo sempre peggio. Non ho parole, solo parolacce (peggio del testo della canzone del principino).

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hai voluto vedere Sanremo? Ti sta bene :-))
No Blogger

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