Aggiornamento:in fila alla cassa dell’ipermercato. Luci abbaglianti, musica a palla, gente ovunque, nervosismo da ressa delle 20.15, tutti abbiamo fame e vogliamo tornare a casa, levando le tende dall’inferno della città mercato. Anche la bimbetta di circa 5 anni dietro, imprigionata in un carrello, che scalpita e fa la noiosa. Per una volta, ha tutta la mia solidarietà di trentenne che ama il silenzio :-).
La madre prima la strattona, poi la tira fuori dal cerrello e esasperata infine sbotta: “Ma proprio non capisci! cosa sei, deficiente o handicappata?!”.
Forse solo stufa di parenti così, poveretta…

Bambini abbandonati al supermercato, bambini violati, bambini oscenamente esibiti come delle vacche da macello nei concorsi di bellezza, nella pubblicità, in televisione, target appetitoso per i pubblicitari e sempre di più oggetti. Li si esibisce, li si tradisce, li si manipola cercando di farli essere come noi vogliamo. Ma esistono ancora le madri normali, come dice Giraffa? E il concetto di normalità, è forse quello un po’ ipocrita del quadretto idilliaco alla Mulino Bianco (salvo poi buttare il neonato in lavatrice o dentro il fiume)? La maternità, questo mistero insondabile, sembra escludere perfino i padri, quasi che non contassero più nulla, annientati dall’onnipotenza femminile. Ne è un pessimo esempio la scrittrice francese che spiega i motivi per i quali non fare figli e si vanta della sua sincerità. In un momento storico in cui il figlio non è uno degli eventi più importanti della vita di un essere umano ma il più delle volte una scelta precisa (di farlo, di non farlo, di non poterlo fare), scelta spesso non libera ma influenzata da tante contingenze (denaro, lavoro, solitudine, salute, pressione sociale), ecco che arriva la scoperta dell’acqua calda. “Il parto è una tortura”: ma va, e io che pensavo fosse una seduta di shopping! Oppure “Diventerete dispensatrici ambulanti di cibo”: accidenti, pensavo che i bambini si autoalimentassero!
Non si tratta di esaltazione della genitorialità a tutti i costi (personalmente conosco parecchie persone che non avrebbero mai dovuto diventare genitori), né dello strombazzato istinto materno (tutto da dimostrare, visti i numerosi esempi al contrario), e nemmeno, credo, dell’orologio biologico che ticchetta: è proprio una questione di scelte. E poiché la maternità è da secoli socialmente influenzata, oggi più che mai manipolata dalla cultura consumistica, e comunque è una questione complessa e viscerale, affermare che “I figli mettono fine ai vostri sogni dell’infanzia” e “Dovrete imparare un linguaggio da veri idioti per riuscire a comunicare con i vostri figli” mi sembra francamente, oltre a un problema di scemenza di molti genitori, solo un riduttivo e squallido espediente pubblicitario per vendere un libraccio.

(la foto è di Fiorella Sanna)

12 comments

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i figli bisogna volerli, se uno non li vuole perchè li fa ? Io non sono affatto pentito, anzi la mia vita adesso che ho una bimba mi sembra molto migliore.
Mi sembra che questa persona non sia tanto indipendente mentalmente.. ha fatto i figli perchè la società si aspettava che li facesse ? Mah.. rimango perplesso..

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Regy, alla normalità del Mulino Bianco non ci credo da un po’, forse perchè non sono così “normale” da poterne far parte. Però, un figlio mi sembra la cosa più naturale e normale del mondo:-) ‘notte..

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Magna sovrana, concordo concordo e concordo con quanto da lei declamato. Che la cura dei figli è una scelta che va compiuta in amore e sanezza mentale, oltre che nella consapevolezza di un patto forte con chi è nostro partner (parola anglofona, o regina, a voler dire colui o colei che ancor ci scalda il cuore e la mente). Pennivendoli da strapazzo sempre ce ne son stati e sempre ve ne saranno e la calda stagione che invoglia vieppiù a leggere sotto l’ombrellone parasole è sempre fattrice di tali sciempiaggini letterarie.
In quanto al sondaggio che testè vedo, o espresso il mio voto e lo confesso: Brigliadori! Troppo forte è ancor il ricordo della sua sublime interpretazione nel lungometraggio “Rimini rimini” da poco riproposto su sky.
cordiali saluti maestà

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Ciao amicicci,
** S.B: il tuo ragionamento non fa una piega, ma spesso l’avere figli è, come dice una mia conoscenza, “un uovo di Pasqua”…e taluni non sono pronti e/o disponibili ad accettarne le sorprese 🙁

**Giraffa, buongiorno! nessuno di noi-io credo- è perfettamente in stile Mulino, ci sarebbe da preoccuparsi 😉

** Antonio, la Brigliadori è mitica…soprattutto ora che, uscita da un dimenticatoio decennale, si autoproclama artista…

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Non mi piace il rapporto che la società moderna ha con i figli. Mi sembra quasi sempre sbagliato. Per quanto riguarda gli ultimi commenti ti mando per e-mail lo script che ho trovato su internet per metterli su Google. bentornata

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Ho visto che non hai la mail pubblica. Mi dovresti mandare il tuo indirizzo mail e ti spedisco lo script per gli ultimi commenti. Vedi se ci riesci, puoi farlo visualizzando il mio profilo, c’è anche la mia mail. Ciao.

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Non ci sono ancora gli ultimi commenti. Hai qualche problema a inserire lo script?

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Caro Cap,ci sto lavorando-o meglio, ci metterò il mio schiavo informatico 😉
grazie ancora, ti terrò aggiornato 🙂

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Persino alla famiglia del mulino bianco, prima o poi, tocca di andare a mietere il grano.

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concordo con l’Assassino sul concetto di mietitura del grano, ma ricordiamoci che quelle sono, appunto, solo pubblicità…cose che la gente vuole vedere per sognare. La realtà è ben altra cosa (per fortuna…)!

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La sera torno a casa, vedo dormire la mia piccola peste e sto bene. La mattina la mia piccola peste salta sul letto, mi da un bacio e capisco perchè devo alzarmi anche quella mattina. I figli ti costringono a tante pivazioni, è vero, ma basta solo vederli sorridere per capire che i ristoranti, le discoteche e tutti gli altri divertimenti sono nulla in confronto! E’ facile essere pieni di se stessi a trent’anni. Vorrei sapere se la scribacchina la penserà ancora così tra una quarantina di anni… Personalmente spero di giocare sulla sabbia con i miei nipoti.

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Mastermax, concordo in pieno con te, sai qual’è (anche)il punto? che ci crediamo tutti sempregiovani e con la possibilità di rimandare-pianificare eternamente…sarà mica vero che fare figli era più facile prima, cone meno benessere economico e meno egoismi? (oggi mi sento un pò teo-con… ;-))

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