Ricordo chiaramente come qualche anno fa una amica molto credente mi spiegò che per trovare risposta alle sue domande, o per aiutarsi nell’interpretazione del momento che stava vivendo (difficile, perchè quando il momento è buono si viene di solito colti da una benefica disattenzione verso tutto e tutti), apriva a caso una pagina della Bibbia, che immancabilmente le dava la risposta che cercava. La cosa mi affascinò molto, soprattutto per la fiducia incrollabile che è sottintesa in questo gesto.

In questi giorni sto praticando una salutare terapia intensiva di poesia, per riprendermi un po’ dallo stress dei tempi moderni: funziona meglio del Cynar.
La dott.ssa Madry che è in me vi consiglia un po’ di Whitman e Auden 3 volte al dì, ma anche Sergio Atzeni, se siete innamorati felici Hikmet, se siete infelici evitatelo e ripiegate su Stefano Benni, e in caso di malinconia dateci dentro con Pedro Pietri o Alda Merini, o vi uccidono o vi guariscono.
Poco fa ho aperto a caso le Poesie di Emily Dickinson (il bellissimo regalo di Natale di Adaspina) e ho trovato questo oracolo:

L’incertezza – è nemica più che morte-
la morte – anche se enorme-
è morte – e non può crescere-
l’incertezza – non chiude-

perisce – e ancora vive-
per perire daccapo-
è congiungere il nulla con l’immortalità –

Direi che il sistema funziona, devo ricordarmi di dirlo alla mia amica.

2 comments

Rispondi

Nella Bibbia non so, ma nella poesia una risposta si trova sempre. Magari non alla domanda che si aveva in mente, ma si trova. 🙂
Ottima terapia, mia Regina.

Rispondi

per un attimo, leggendo a caso i grassetti, ho pensato che la terapia consistesse nel bere in momenti a caso della giornata, una sorsata di cynar. normalmente non leggo molta poesia, troppo ostica per me, fatto sta che la terapia del cynar quasi quasi la provo 😉
sun

Rispondi