Ragazze e ragazzi d’Italia (prima le signore, chè a noi bastano queste briciole di cavalleria per essere contente!), dopo aver seguito una lezione universitaria in piazza contro la riforma Gelmini confesso di essermi un pochino sbagliata sul vostro conto. Mi sembravate una massa informe di griffe, loghi enormi sulle magliette e scarpe con il rialzo interno uguali precise a quelle delle Bratz, alla modica cifra di 290 euri e poi pazienza se mangiate riso in bianco per due settimane.
Mi sembravate amorfi, superficiali, senza ideali e soprattutto senza idee che andassero oltre Uomini e donne nel pomeriggio e L’isola dei penosi nella prima serata, il cazzillo tecnologico e il congiuntivo questo sconosciuto.
Sono la solita snob, che perdipiù sta invecchiando male, ragazze e ragazzi.
Altrimenti non avrei commesso un così grosso errore di valutazione: quelli amorfi, spaventati, rassegnati e indifferenti non siete voi di vent’anni, siamo noi della generazione appena precedente, 30-40 enni e che Dio ci assista. Incastrati fra l’indistruttibile fiducia che i genitori nutrono nella possibilità dovuta del posto fisso e il tempismo dei fratelli minori, quelli che hanno capito come butta e tutti a voler fare il dentista o il commercialista [beati voi che avete avuto il tempo per capire], eccoci qui, ad aggrapparci alla sicurezza degli oggetti e alla più assoluta indifferenza per quello che succede intorno.

Quello di cui abbiamo bisogno è un sogno, che ci distragga per un attimo da noi stessi e ci faccia credere ancora che i tempi, forse, stanno davvero cambiando, e non “necessariamente” e ineluttabilmente in peggio.
E’ forse quello che si definisce “crederci”. Ce la possiamo fare (che è pur sempre una versione locale e altrettanto efficace di Yes, we can)….?

[in effetti la vittoria di Barack Obama un po’ mi risolleva]

7 comments

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Per resistere e per credere davvero che “ce la possiamo fare” le piccole dimostrazioni di appoggio sincero come la tua sono vitali.
Quindi solo una cosa: grazie. 🙂

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Già si può fare già 🙂

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per avere consenso, ci vuole un senso. oggi ancora non ci siamo ma si è sulla buona strada. il che è già positivo. ma non basta. perché l’errore più grave che si possa fare è bastarsi.

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L’importante è lasciare il pregiudizio fuori dalla porta.
Ho lavorato per 6 anni in una scuola di eccellenza universitaria…

Sono degli sgobboni se vuoi a prima vista, poi pian piano si fanno scoprire.
E sono molto diversi da ciò che appaiono.
Mi hanno insegnato davvero molto, anche se all’inizio mi davano (grrr) del LEI!

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CRISI D’IDENTITA’….Ma io sono Old o New generation????????????

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CRISI D’IDENTITA’….Ma io sono Old o New generation????????????

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@ Ross: prego, figurati, sono con voi e anzi un pò vi invidio questa nuova partecipazione civile 🙂

@ speriamo, Giry 🙂

@ pienamente d’accordo sul senso, Digito!

@ e certo che ti davano del LEI, Angel, almeno erano educati! 🙂

@ eh, Crazy….la risposta è dentro di te! 🙂

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