Li guardo, un po’ impressionata, questi adolescenti vecchi di oggi,e mentre penso che la giovinezza è –o dovrebbe essere-  punk, rock, dark o emo, mi si parano davanti cloni delle mamme cinquantenni con tanto di filo di perle al collo e ballerine di vernice, o nongiovani con il giubbetto blu da velista e gli scarponi hogan, sì quelli che fanno sembrare tutti delle Bratz.

Li vedo sul pullman, un po’ schifati perché magari sognano una abominevole minicar. Perché il mezzo fa la differenza, anche ai tempi miei l’arrivare a scuola in motorino era fico, mica come noi pendolari di bidda. Però è l’unico punto in comune fra i ragazzini di ieri e di oggi, almeno all’apparenza (che poi, per un adolescente, è metà abbondante della sostanza). 
Cioè, ovviamente anche negli anni 90 c’erano i fighetti, ma questa sembra un’invasione: bauletti Vuitton appesi al braccio delle sedicenni perfettamente truccate, un trucco “naturale” però, mica il rossetto blu da alternativi della mia adolescenza. Mèches bionde come la mamma, non quel terribile “nero-blu” che su certi riccioli faceva l’effetto parrucca, ma tutto era concesso, vista l’età e il probabile rinsavimento. 
I ragazzi vestono come i loro padri, quelli “arrivati” o presunti tali, e mi fanno venire una terribile nostalgia del tremendo zaino Invicta tutto pasticciato, un mattone a colori improponibili che poteva contenere il mondo intero, sinistro presagio di certe mie borse di oggi in cui tutto si perde, come nel triangolo delle Bermuda.  

Dov’è la rivolta contro gli adulti, i loro simboli, il loro stile di vita? Ci saranno le polemiche, gli scontri, quei memorabili “vestita così non esci” oppure, forse, i due mondi ormai si sono incrociati ed è difficile distinguerli? E però, ragazzi, questo dovrebbe accadere un bel po’ più tardi!

Ovunque mi giri vedo questi vecchietti precoci, nati suppergiù quando io mi sono diplomata, che di ribelle non hanno nulla o magari lo celano abilmente sotto il maglioncino pastello griffato o il cerchietto con fioccone (altro elemento comune con il lontano passato, questo però abbastanza dimenticabile). Mi sembrano strani, forse perché ricordo la mia adolescenza come caratterizzata da un qualche tentativo di trovare una identità diversa dagli altri, più originale, più simile a quella dei miei simili (perché anche le mie amiche, per  dire, non erano proprio totalmente irreggimentate). Nulla di estremo, “tribale”: mai stata gotica, ma neanche paninara o simili. Mi fa impressione vedere i giovanissimi così uguali fra loro, così poco diversi gli uni dagli altri (che sarebbe comunque eccezionale, visto che l’omologazione è sicurezza, per tutte le età), ma soprattutto dai loro genitori. Forse, semplicemente, sto proprio invecchiando  🙂

2 comments

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Beh, anche la generazione è peggiorata…

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Ma magari le madri glielo pure dicono: vestito cos`^non esci, che ne possiamo sapere noi?:-0

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