“Il punto è che mi piace dimenticare. Non mi faccio tatuaggi, non conservo i bigliettini di auguri, non saprei dirti dove ho le lettere d’amore o l’album di nozze. Non ho tempo di ricordarmi niente, la memoria è piena, devo liberare spazio.
O forse, guarda, è solo pigrizia. O istinto di autoconservazione”.

La guardavo stupefatta. Pensavo con terrore al trasloco che mi aspettava, al dover inscatolare tutte le mia cose, i giocattoli di quand’ero bambina, i vestiti dell’ultima stagione ma anche quella T-shirt delle vacanze in Inghilterra, a 17 anni. Roba trash come solo gli anni Novanta possono fare, peraltro. Non posso buttare via nulla, pensavo, e se un giorno volessi ricordare com’ero?

“Boh, io proprio non ci penso mai. E’ come se mi fossi dimenticata di aver vissuto un anno fa, dieci anni fa, quando ne avevo diciassette o trenta non fa differenza. Non ci penso mai. Penso solo a oggi, spesso a domani, qualche volta a ieri per fare un piccolissimo punto della situazione.  Più in là non vado, però, non ho tempo. Non ho proprio voglia, non ci penso mai. Sarà grave?”

Sembrava serena, però. Nessun dispiacere per le foto, ad esempio, per i momenti belli, i sorrisi fissati in una immagine, a ricordarci per sempre come eravamo e come potremmo essere ancora?

“Amica mia, non sono diventata filosofa o new age o tantrica o roba simile, credimi. E’ che non siamo mai stati in un certo modo, di più: non abbiamo mai voluto essere come oggi pensiamo di aver voluto. Troppo complicato? Te lo riassumo così, va: se avessi voluto girare il mondo l’avresti fatto, punto. Se avessi davvero voluto fare quel lavoro saresti passata sopra il cadavere di chiunque, eccetera.
Ma non l’hai fatto.
Non volevi farlo. Volevi vivere diversamente, nel modo di oggi più o meno. E l’unica cosa che puoi fare è farlo al meglio, liberando spazio e selezionando ferocemente. Prendi me: oggi è Capodanno, si ricomincia..”

“Ma è il primo settembre” (forse davvero non sta bene, però)

“Nooo, è Capodanno, Cabudanni. Caput anni, capisci? il vero inizio è a settembre, quando la dolce estate è finita, la sospensione che ti ha permesso di non pensarci viene interrotta dalla quaotidianità, i minuti che diventano giorni e manco te ne accorgi, occupata come sei a risistemare il passato. Dammi retta, butta tutto.”

La guardo, questa mia amica un pò esaltata, accaldata, affaticata eppure contenta. Senza tatuaggi, senza fotografie, manco un braccialetto o un anello e nemmeno una foto di quelle nozze di tanto tempo fa. E un dubbio, piccolissimo, mi si affaccia nella mente: avrà mica ragione?

Ci penserò su, intanto dovrò decidere che fare di quelle magliette anni Novanta.

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