Studiare e perfezionarsi è importante, giustissimo! anche e soprattutto in certi settori in cui la predisposizione conta, il talento pure, ovviamente, ma un pò di tecnica e competenze professionali non guastano. Prendi l’editoria, ad esempio: mondo affascinante strettamente collegato con la scrittura, in cui io stessa ho visto cose che noi umani non possiamo immaginare.

 L’università di Sassari organizza un Master di primo livello in scrittura creativa ed editoria: mmmhh, interessante! Il bando spiega che formerà figure professionali nuove, “capaci di raccontare e creare storie per la televisione, la radio, il cinema, per il mondo della carta stampata in ogni forma“, quali “editor, lettori e revisori di testi, sceneggiatori, recensori”, ecc.
Pare quindi logico che i titoli d’accesso richiesti (art. 8, pag. siano esclusivamente la laurea  in Lettere, Mediazione Linguistica o culturale, Scienze del turismo culturale, Lingue e culture straniere e Lingue e letterature straniere. Come, mediazione culturale? per un attimo penso di aver letto male. Guardo meglio: ah, c’è anche…Scienze del Turismo! Eh? e Scienze Politiche? e Filosofia? ma poi, per fare l’editor, il lettore e revisore di testi, lo sceneggiatore, il recensore bisogna essere laureati in Turismo?

Mi sfugge il collegamento tra la mediazione linguistica e la scrittura creativa, tra il turismo e l’editoria. Non capisco l’esclusione di Scienze Politiche, nè delle altre lauree, per esempio: molti scrittori o giornalisti hanno lauree perfino “tecniche”. Perchè escludere gli altri titoli di studio? ma soprattutto, perchè pubblicare la notizia nel sito della Regione il 6 novembre 2012 con scadenza il 20 novembre?
Toccherà fare una telefonata all’ateneo sassarese, giusto per togliersi qualche curiosità. Intanto, se qualcuno avesse delle informazioni più concrete, mi contatti: vorrei fare una intervista (seria, prometto di non farmi sopraffare dalla mia solita irriverenza poco culturalmente mediata ma che sa essere molto creativa) a chi ha deciso quali debbano essere i requisiti per fare questo master, bandito da una Università pubblica 18 giorni prima della sua scadenza.

5 comments

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Oppure puoi aspettare e vedere chi ne avrà accesso e vedrai che, miracolosamente, ci sarà "qualcuno" con la laurea in turismo…i classici bandi fatti dai sarti di alta moda, calzano sempre a pennello.

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Eh? Cosa? Scherzi?
No dai, che mi meraviglio a fare?
E io che, leggendo le prime battute del tuo post, ero già pronta a candidarmi!
Io una telefonata all'Ateneo la faccio davvero.

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Gentile Regina Madry,
che brutta notizia… la laurea in ingegneria non è prevista. E io che ci tenevo così tanto!
Ecco perchè mi dicono che non so scrivere!
Hanno ragione. Nella prossima vita turismo a gogò, così trovo qualcuno che mi pubblichi i libri, accidenti!
Cordialmente,(*)

(*) rispondo alla sua cortese domanda sulla virgola. Essa (virgola) presuppone un lieve esitare, una pausa, prima della firma, che si sottindente perché il nick compare altrove.

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Baol, mi spiegavano che,talvolta,puo'dipendere anche dai docenti da piazzare,non solo dai "discenti"!….possibile che nessun'altro si sia fatto qualche domanda???

Serena,tienimi aggiornata per favore….per me Ss e'comunque troppo lontano, chi lo spiegherebbe ai miei nanetti che la loro mamma ha ancora voglia di fare,imparare,"fare cose e vedere gente"?pur non avendo la larea giusta,peraltro!

Gentile Ainis,sulla virgola ci avevo azzeccato. Sul resto,beh…di ingegneri ho anche io una discreta esperienza,e noto con inquietudine che prima o poi il vostro bisogno "umanistico" salta fuori! 🙂
Con simpatia (approva?),

🙂

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Gentile Regina Madry,
frequentando il liceo classico, ho avuto la fortuna di ascoltare le lezioni di un professore di lettere che è stato anche un maestro. Tra gli altri (innumerevoli) insegnamenti, l’inconsistenza della separazione tra temi scientifici e umanistici. Con una certa vena sadica, spinse un sedicenne alla lettura di Galileo (in particolare Il Saggiatore) pretendendo che comprendesse il significato profondo di cosa fosse la “Filosofia Naturale”, che non prevede separazione tra temi umanistici e scientifici.
Ciò per dirle che, almeno nel mio caso, non è un ritorno ad un bisogno umanistico. Semplicemente, non vedo per quale motivo un rude meccanico non debba essere in grado di comprendere le sottigliezze della scrittura di Gadda, la logica di uno spartito di Bach o le argomentazioni musicali di Puccini (che capolavoro la Turandot!). In fondo, un genio come Pessoa diceva (più o meno, non ho voglia di cercare la citazione testuale) che il polinomio di Newton è bello quanto la Venere di Milo ed aveva ragione.
Piuttosto, se mi posso permettere, mi pare di vedere, percentualmente, più rudi meccanici che apprezzano la Venere di Milo che non raffinati umanisti capaci di apprezzare la bellezza del polinomio di Newton, ma lo dico senza alcuna spocchia, solo come notazione statistica. Un po’ spiace, perché si perde una possibilità di dialogo tra maniere differenti di vedere il mondo.
D’altra parte, sono orgoglioso di apprezzare sia un frammento di Saffo (di cui mi hanno insegnato la metrica, non parlo solo della suggestione) che la bellezza geniale di una biella o della catena della bicicletta.
Che fa, mi perdona la prolissità?
🙂
Cordialmente,

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