C’è chi dice che bisogna tentarli tutti, oppure no, meglio non andarci neanche se non si ha studiato; altri ancora fingono di non crederci ma sperano nel miracolo, qualcuno non sa ancora come funzionano, ma in compenso ci sono sempre quelli pronti a spiegarglielo.
Scuole di pensiero diverse per un unico grande sogno: Il Concorso Pubblico. Il maiuscolo è obbligatorio, come la capacità di resistenza allo stress e alle illusioni.
Studiare è obbligatorio, crederci può aiutare, tentarselo….si può fare. Naturalmente meno c’è lavoro e più la ressa cresce, figuriamoci nella Sardegna dei laureati che a quanto pare non brillano per consistenza numerica ma in compenso quanto a disoccupazione di medio e lungo corso se la cavano benissimo.

Visto che sono abituati ad aspettare, non avranno poi fatto così caso al fatto che un concorso bandito nel 2006 abbia svolto la sua prova preselettiva un anno dopo, il 7 giugno 2007. Trattasi del concorso per l’assunzione a tempo indeterminato di “n. 6 Funzionari amministrativi con competenze in marketing della Categoria D – Livello retributivo D1 – Area economico-finanziaria e dello sviluppo del territorio”. (Il link è http://www.regione.sardegna.it/j/v/77?s=1&v=9&c=325&c1=325&id=2947&b, nella sezione notizie/notizie sugli atti). E visto che gli speranzosi laureati non sono abbastanza, pare, ma non proprio così pochi, gli aventi diritto a partecipare sono stati ammessi in 2500 (duemila e cinquecento).

Curiosamente, l’avviso della prova preselettiva è stato inserito nel sito della Regione Sardegna ben 3 (tre) giorni prima, il 4 giugno. Mi si dirà che stava sul Buras dal 15 maggio, ed è vero. Ma come mai il sito istituzionale della Regione Autonoma della Sardegna se n’è accorto, pure lui, solo 3 giorni prima? Forse, nell’arco di un anno, se l’era dimenticato, è comprensibile. Forse è la stessa cosa che è successa a molti altri, visto che alla prova preselettiva della mattina eravamo in circa 120 (centoventi). O forse non se ne sono nemmeno accorti, visto che in un anno, vivaddio, la vita va avanti. Sembra che il marketing turistico sia la scienza del possibile, almeno a giudicare dalla domanda che chiedeva più o meno (eventuali discrepanze sono da attribuire alla mia scarsa memoria visiva) : “Ha un senso che l’amministrazione locale applichi una imposta sul soggiorno dei turisti?”. In che senso “ha un senso”? è la mia opinione che viene richiesta? E quale è la risposta giusta (per la cronaca, c’erano due diverse opzioni “si” e una “no”)? La risposta giusta è la mia opinione in merito alla questione (derivante da quella impostazione: “ha un senso che…?”) o quella di chi ha redatto le domande e/o giudicherà le risposte?

Boh, ho concluso barrando una casella a caso, tant’è. E’ comunque sempre meglio di quell’altro Concorso Pubblico bandito dall’Università in cui non solo i questionari della preselezione erano nominativi e non anonimi (!!!), ma nel quale a domande comprese nelle cosiddette “Competenze trasversali” veniva attribuito un punteggio superiore alle altre. Dicesi competenze trasversali (dal bando di concorso per il reclutamento di 5 unità di personale a tempo indeterminato di categoria C, area amministrativa, per le esigenze delle segreteria studenti dell’Ateneo): “Capacità di gestire in modo ottimale le attività di comunicazione esterna e relazioni con il pubblico nell’attività di front – office e gli aspetti relazionali interni nell’attività di back-office (accoglienza e cortesia, capacità di ascolto, comunicativa, comunicazione efficace, attenzione alle esigenze dell’utenza, riservatezza, senso pratico, metodo e precisione, individuazione delle priorità, rispetto di tempi, scadenze ed impegni, flessibilità e adattabilità, capacità di lavorare in gruppo)”.

Cioè, ad una domanda, per dire, sulla legislazione universitaria veniva attribuito 1 (uno) punto, ma a quella inerente l’atteggiamento da tenere con l’utente allo sportello (mandarlo via scocciati o prestargli gentilmente attenzione, queste sostanzialmente le difficili alternative) venivano attribuiti 2 (due) punti. Mah, ho pensato, è anche questo il fascino del Concorso Pubblico. Che ha raggiunto l’apice con una notizia che ho letto su Laltravoce.net sul caso di un operaio specializzato tedesco, residente a Capoterra, escluso da un concorso regionale per via del requisito di conoscenza della limba sarda. E quale variante sarà mai, mi sono chiesta sgomenta.

Pensavo che nulla potesse superare il requisito da concorso di bellezza del 1, 65 m. (un metro e sessantacinque) richiesto per fare il commesso al Consiglio Regionale, ma evidentemente sono troppo ingenua, visto che l’irresistibile fascino del Concorso Pubblico è anche la sua capacità si apparire e scomparire. Lo sanno bene coloro che, ammessi a sostenere la prova per un incarico di 6 (sei) mesi al Consiglio Regionale, hanno scoperto qualche tempo dopo che la graduatoria finale era già stata pubblicata. In mezzo, delle prove scritte o orali (o virtuali?) mai pubblicizzate.

E comunque, risvegliandomi dal sogno fatato di un Pubblico Impiego (che ontologicamente deve o dovrebbe derivare da un Pubblico Concorso) ho concluso che la mia è senz’altro tutta stizza, perché sono troppo bassa, poco “trasversale” e distratta, ma soprattutto non ci credo abbastanza: e quelle prove preselettive non le ho passate.

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