Metti una sera in televisione un signore poco televisivo, per niente spaesato ma semplicemente “normale”, come potrei esserlo io, cioè, se mi invitassero per fare una intervista su di me, che faccio il politico e non la soubrette, i cantanti, lo psichiatra col ciuffo o la filosofa figa (questo il campionario della trasmissione). Mettici anche, a fare domande che una giornalista cazzuta definì “da portinaia”, una signora che per carità è simpatica e conduce bene la trasmissione, ma smettere di fare il birignao e anche un po’ le fusa non sarebbe male (oltre a piantarla con le domande da portinaia s’intende).

Il signore in questione semplicemente rispondeva alle domande, come chiunque farebbe: esprimendo pensieri e opinioni. Con un ritmo certo più lento di quello a cui la conduttrice radical chic è abituata, ma è anche vero che i suoi ospiti, di solito, masticano un bel po’ di televisione in più.
L’ospite non ha un pedigree vitae di particolare gossip, non è un brillantone, è semplicemente uno che fa il governatore della Regione Sardegna, e risponde sull’argomento, talvolta riflettendoci e in genere ridendo poco (e come ho già avuto modo di dire più volte, non è che abbia tanti motivi, almeno riguardo alla Sardegna).
Embè? La signora conduttrice si stupiva della reazione scarsamente giuliva, scoppiettante, ma anzi francamente un po’ noiosa alle sue domande, però l’ha attribuita alla natura e all’indole “sarda”, specificando che il suo voleva essere un complimento.
Era successa una cosa simile con l’intervista allo scrittore Salvatore Niffoi, l’anno scorso: evvai con una Sardegna grondante sangue dalla leppa (il tipico coltello), passioni ataviche, canne al vento e donne e uomini vestiti di nero dagli occhi fieri e la tenacia leggendaria.

Insomma, arieccoci, “torra”, eccolo di nuovo: l’archetipo del Vero Sardo. Attendo con curiosità che i miei affezionati lettori mi raccontino, magari, di come è un Vero Lombardo, un Vero Pugliese, un Vero Fiorentino e via stereotipando. Vi prego, non fatemi sentire sola…
Meno male che ho sempre un libro sottomano quando guardo la TV, sennò non ce l’avrei fatta mai a guardare fino alla fine la non-conversazione fra Renato Soru e Daria Bignardi alle Invasioni Barbariche di venerdi sera.

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8 comments

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Io vengo da una famiglia siciliana d.o.c.
In quanto a numero e qualità di stereotipi non credo ci batta nessuno 🙁

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Fuma a gara? (Facciamo a gara?)

Piemontese di nascita, veneti i genitori.

Al grido giù acqua su veneti (inteso come ad ogni alluvione un po’ di migrazione da regione a regione, i miei anni ’60) venivano accolti quelli che spesso erano chiamati i terun del nord, cosa che ricordo sempre a quei miei simpatici conoscenti leghisti mezzi veneti come me…. mi odiano quando lo faccio, ma mi piace troppo rinfrescare la memoria alla gente! Se dico che prima o poi mi cucinano allo spiedo mica lo dico per scherzo!

e il sempre caro motto, al lavoro s’intende: faso tuto mi (faccio tutto io)

(ma quando mai!)

Ah l’intervista barbarica.

Ma doveva sempre tirare in ballo Berlusconi?
Oddio ho fatto fatica anche io ad arrivare alla fine… invece del libro, scrivevo il commento 😀

Commenti?
Mi sa che la riascolto domani a mente fresca*.
Buonanotte.

*
Non è una promessa però, magari decido anche che mi basta ed avanza una volta sola.

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ciao, che dire? Vorrei riportare uno stereotipo che riunisce tutte le regioni e che mi sentivo spesso ripetere all’estero: Italia-Mafia. Allora ero giovine, ora in parte condivido. Grazie per aver segnalato l’intervista. Molto istruttiva. Ma come mai Berlusconi è cittadino sardo solo per le vacanze in costa?

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La sagra dei luoghi comuni sulla Sardegna è un evergreen Regina! 🙂

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Io sono pugliese e i nostri stereotipi sono:
Orecchiette con cime di rapa, trulli, contrabbandieri di sigarette e lino banfi.
Se li metti tutti insieme esce fuori che un pugliese nella vita:
fa il contrabbandiere ma abita in un trullo dove mangia orecchiette con cime di rapa in compagnia di lino banfi!
Che ve ne pare?

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Sono siciliano: c’è uno stereotipo che non ci è stato affibbiato?
Però… quando scendo da noi… sà futtunu a spisa!! (trad. mangiano a sazietà).

Un abbraccio regina!

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E’vero, @ S.B: poche cose mi irritano come queste macchiette del Vero Sardo, e poi insomma…vengo sempre provocata …:D

@ Jane, e Master: secondi ai siciliani ci siamo noi, purtroppo…sarà mica l’isolanità?! 😉

@ Ciao Rabb., ti dico solo che io avevo una nonna veneta, grazieaddio però quella parte del mio parentado guarda con orrore alla Lega 🙂

@ ciao claire, ti prego non mi ricordare Berlusca in bandana…però la Sardegna a cui si riferisce lui è assai lontana da quella che io, ad esempio, vivo tutti i giorni!

@ Ah, Volpe, buone le orecchiette, Banfi, invece,così così…però ultimamente il trullo fa così chic! 🙂

@

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anche io siciliana
figurati, anche qui in australia appena lo dico, “ahhhh , Sicilia…Il Padrinooooo (sono rimasti un pò indietro ma il senso è quello)
Figurati poi se la Bignardi intervistava il DUE volte eletto presidente della regione sicilia, tale “totò CUFFARO”, insigne rappresentante della corrotta e mafiosa ( e qui ci sta) classe politica siciliana

Tutto è un luogo comune.

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