L’anno nuovo l’abbiamo guadagnato faticosamente, facendoci largo tra cene familiari e inutili tentativi di arginare i regali a pioggia a Diegoarmando e Giggirriva, 5 anni a testa. Ci sono stati i momenti di pedagogia spicciola, i discorsi estenuanti che mi fanno già pensare con terrore all’adolescenza, infine le punizioni naziste, tipo non mangiare cioccolatini o guardare i cartoni animati per qualche giorno.

I nonni soffrono, lanciano occhiatacce, alla prima occasione regalano “a sfregio” doppie confezioni di Kinder ai nani.  
I nervi traballano, durante le feste, ma a volte si distendono improvvisamente nelle occasioni più impensate. Prendiamo le solite prevedibili domande inopportune, tipiche delle occasioni conviviali, che ci hanno accompagnato in tutta la vita, da “che voto hai preso?”, a “quando ti laurei, un* fidanzat* ce l’hai, quando ti sposi, quando ti riproduci?” e via simpatizzando.

Anche se io e l’ingegnere cattocomunista ne siamo parzialmente usciti in quanto entrambi possessori degli standard sociali “minimi” riconosciuti (titolo di studio conseguito, matrimonio perdipiù religioso, produzione di prole), ci sono molte sfumature (im)prevedibili. Sotto a chi tocca, dunque: e quindi ecco la simpatica domanda al plurale maiestatis: “Ma voi (voi chi? Quale dei due? una unica entità?) la vorreste una sorellina? ….e preferireste una sorellina…o una cuginetta?”

Cala il silenzio, e già questa è una benedizione. Gli eventuali e futuri produttori di cuginetti tacciono, le nonne ammiccano, io e l’ingegnere, sereni come Buddha, osserviamo con curiosità i nani cinquenni. E Giggirriva risponde: “mmmhhh…una cuginetta!”

“e perché una cuginetta?” (ma siamo in Tv da Barby D’Urso? O forse è Crepet?)

“…perché la sorellina è più pericolosa

“….”

“….perchè poi resta sempre con noi!”

Quando si dice l’amore fraterno. Amò, non c’è pericolo, l’ho tranquillizzato. Lui mi ha guardata tutto rasserenato, e improvvisamente il film di Natale è ripartito, in un tripudio di dolcezze e frutta secca. Con le feste anche l’amico Edipo si è ringalluzzito: ormai è un ospite stabile a casa nostra, almeno per un nano su due. Diegormando, infatti, è ancora immune e mi guarda sospettoso se mi avvicino troppo: “…hai gli occhi a forma di cuore, vero?!

Tenete conto che io vivo un momento disperato di femminilità al lumicino per evidente inferiorità numerica e talvolta provo a coinvolgere tutti in questioni fondamentali come la lunghezza dei capelli e l’opportunità di tagliarli. Ed ecco che lui si manifesta. Giggirriva infatti suggerisce: “sì, tagliati i capelli, mamma!”

“e perché?”

“…perché così’ ti posso baciare meglio! (nel collo, NdR)”.

Oh, se c’è qualcuno in ascolto, quant’è che dura ‘sto Edipo? Almeno fino alle prossime feste, vero? Buona Epifania a tutt*!

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