Ricordo quella vecchia canzone. La lontananza deforma le prospettive, ci fa perdere lucidità, ci fa sembrare le cose più affascinanti, perfette, meritevoli di una opportunità, di attenzione, del nostro amore. La distanza –talvolta fisica, molto spesso fatta di ostacoli ben più impegnativi di una manciata di chilometri o del mare- è quella che ci separa dall’oggetto del nostro desiderio: e più questo si allontana, più noi lo desideriamo. Niente di nuovo: è un meccanismo ben noto a quel disgraziato del nostro cervello, signore e padrone di tutte le nostre azioni (insieme allo stomaco, sia chiaro).

Magari è un’occasione che abbiamo trascurato, e ancora ce ne stiamo pentendo. O forse è una persona che avremmo potuto guardare con più attenzione, e solo ora che è lontana, persa dietro ai fatti suoi, ci sembra importante. Non è precisamente un rimpianto, nemmeno lontanamente (non ancora) un rimorso, è solo la distanza che distorce le cose, perché quello che sarebbe bene chiedersi è se davvero, avendole qui e ora e costantemente senza l’angoscia dell’ “ora o mai più”, queste cose ci sembrerebbero davvero così meravigliose.

E sono cazzi amari quando ci rendiamo conto che…sì, in effetti lo sono, meravigliose, e che la strada per conquistarle (o perlomeno per provarci) è ancora lunga e di solito raramente facile.

Non sto diventando matta, o filosofa: è un lungo filo conduttore che comincia da Cenerentola e la forza dei sogni e finisce…boh, anzi non finisce 🙂

(la canzone è Wheres My Mind dei Pixies, me l’ha fatta conoscere la mia fotografa ufficiale)

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22 comments

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Io sono un’ esperta soprattutto per quanto riguarda le lontananze fisiche in amore: 4 anni e mezzo fidanzata con un tedesco e da 3 anni con un trentino!(io sono piemontese)
La distanza ti fa litigare di meno, ma ti fa perdere interesse più facilmente….dovrei scrivere un libro :”Jane e i suoi lontani uomini nordici!”

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Un bel post, questione delicata e complessa, ma che merita rispetto.
E complimenti per il blog, mi piace.

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Però è anche bello, dopo tanta lontananza, assaporare fino in fondo un abbraccio, un bacio o un semplice momento insieme, e rimanere senza parole, tante sono le cose che si vorrebbero dire e che affiorano alla mente tutte insieme.

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la lontanza abbellisce, amplifica… ma poi si soffre davvero, se un obiettivo, un sogno, fai tu, reg, o una persona amata, sono lontani…
e, per quanto un abbraccio desideratissimo quando finalmente arriva è un tripudio, ed è vero che si può anche ammutolire pur avendo un milione di cose da dirsi… poi però c’è di nuovo il distacco, uffissima!
la lontananza complica il dirsi le cose tutte e subito… belle e meno belle, e poi quei momenti si perdono, non si riesce mai a recuperare del tutto.
e, francamente, scrivermi una marea di post it con le domande da fare al prano quando torna… è un pò folle! e poi, abbiamo un giro di monumenti megalitici da testare, meditazioni da provare, siti biomagnetici da visitare…e il tempo è tiranno!!!!!!!!!!!!!!!!!
ri-uffissima!

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Ed allora, amica mia Regina, percorri la strada anche se fatta di dubbi 🙂
Un abbraccio

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E’ bello sentirsi lontani da tutto e da tutti, ho provato spesso questa sensazione perchè la cerco spesso… la lontananza fa accettare anche un paese come l’italiucola, basta che ne stai il più lontano possibile..

Un abbraccio..

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La lontananza fà vedere le cose da un’altra prospettiva,tutto qui…Io essendo miope ho qualche problema! 🙂 Comunque mi sono ritrovata nel tuo post,Reggy…
Bella la canzone,suggerisco anche la versione fatta dai Placebo!
Baciotti!

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“La lontananza è come il vento”…ma in che senso,non l’ho mai capito… 😉
* Ciao Jei, sei una veterana…non avrei mai detto però che la lontananza potesse far litigare meno, io avrei paura del contrario…

* ciao Conte, grazie per i complimenti, se ti piace il blog ritorna 🙂

* Rossellina, l’incontro dopo tanto tempo dà sempre tante emozioni, è vero…anche io lo penso quando rivedo Azzurro alla fine della giornata :-)))

* Luciana, non farci penare con ‘sto prano…tienici aggiornati! (e che mi dici di Pranu Muttedu e Nuraghe Arrubiu, please??)

* Eya, Baol, è proprio ciò che faccio….abbraccio anche a te 🙂

* Hola K.,sempre arrabbiato con l’Italia? pure io, un pò….”ma anche” no: tanto è inutile… 🙁

* Crazy oh Crazy, anche a me sta calando la vista…sarà l’età! 😉

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@Regina:la lontananza ti evita i battibecchi sulle piccole cose. Le discussioni sugli argomenti importanti si hanno comunque!…ovviamente le mie non sono verità assolute, parlo solo di quello che accade a me 🙂

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la lontananza non sempre rafforza i legami, li può distruggere, in fondo lontano dagli occhi lontano dal cuore….credo sia giusto un buon equilibrio anche in questo: distanti sì ma non troppo…e l’ansia per rivedere una persona? è bello però provarla

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Nella canzone in causa la Bonaccorti paragona la lontananza al vento, o regina, perché come il vento “spegne i fuochi piccoli ed accende i grandi”, solo lo fa alla seconda strofa parlata e poi nella prima cantata inserisce un “la lontananza sai è come il vento che fa dimenticare chi non s’ama” che poco ci azzecca ed ha confuso le regali idee. Sul resto mi sento di stendere un ululante silenzio.

Senza nulla voler togliere ai rockettari Pixies mi permetto un link forse più in tema col titolo del post,che si vede e soprattutto si ascolta altrettanto volentieri.

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…è come il vento.
La lontananza di cui parli secondo me è un’altra, o sbaglio?
C’è quella lontananza che ci si impone nonostante si stia a pochi passi l’uno dall’altra per diverse ragioni. Si sta lontani forzatamente perchè vicini non ci si sa stare, e allora da lontano ci ricordiamo solo le cose belle , idealizziamo chi non c’è e idealizzando ,immaginando, ci si riavvicina..e lì l’ideale si schianta con il reale, e la tua colpa è solo quella di non essere uguale alla perfezione dell’ideale.
E allora è di nuovo lontananza….e via con nuovo giro…

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A volte l’ideale è assai distante dalla perfezione. A volte l’ideale può essere la semplice normalità di tutti i giorni, qualche piccola complicità, un gesto d’affetto, la buonanotte prima di dormire, un lascia stare ci penso io, un bacio, una carezza, un questo l’ho fatto io per te. Una ideale normalità insomma, nulla per cui ci debba svenare o stravolgere. Mostrare interesse e trasporto per l’altro, a distanza e di persona, ecco la perfezione dell’ideale. Se colpe esistono, spesso stanno altrove, Non certo nel non essere perfetti.

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Mia Regina, quando vuole potrà omaggiare il mio umile blog del suo preziosissimo contributo per un piccolo gioco libresco? 🙂

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Madry, non so se ho capito bene però, mi pare che la lontananza alla quale ti riferisci, il “quasi rimorso”, somigli a qualcosa di meraviglioso che si sta per afferrare e che, invece, sfugge continuamente, sia un amore, un lavoro, un chissacosaltro. Sono scherzi del cervello, o della vita..bisogna solo augurarsi che tutto il tempo impiegato a percorrere quella distanza non sia sprecato:-)

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ahi…tasto dolente per mat..

la distanza, nelle varie sfaccetature, mi stò facendo impazzire!!

ahi ahi..

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Ciao…la lontananza per me ha un significato fra i tanti da te elencati, riesco ad esprirmi solo sul blog scrivendo riguardo questo.
ps volevo ringraziarti sin d’ora se passi da me per laciare un commento su una cosa per me molto brutta!
Elsa

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Carissimi miei,è sempre più interessante conoscervi, quanto mi piace il blog, non c’entra nulla ma volevo dirlo,ecco 🙂
* Ciao J., evitare i battibecchi è una gran cosa, e comunque mi sembra di capire che tu la stia sfangando benissimo, starai diventando “nordica” per osmosi? 🙂

* Elle, è vero, quell’ansia è terribile però meravigliosa 🙂

* Bentornato Undicisettembre, grazie per info e link 🙂
quanto all’argomento, sono d’accordo su una cosa: la presenza è ha un “peso specifico” ne più importante della lontananza….ma è anche più difficile da praticare 🙂

* Ciao Conty! La lontananza di cui parlo non è fisica, è vero, ma nulla ha a che vedere con l'”ideale”, semmai con i desideri che vorremmo realizzare…lontananza, a volte, vuol dire anche pazienza, dote di cui io sono, ahimè, notoriamente sguarnita 😉

* Ross, Elsa, ciao, passerò al più presto 🙂

* Cara Giraffotta, quel tempo, credo, non sarà comunque sprecato…male che vada, ci avrà insegnato molto su noi stessi :-), in ogni caso (quasi) mai mollare!

* Mat, come sopra….resistere, pazientare…trovare il lato bello della lontananza, quello per cui ogni volta tornare è meraviglioso 🙂

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E se non finisce allora continuiamo a venire qui per vedere come prosegue 🙂 Meditatrice!! (o meditante?)

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ANCORA ABBIAMO PERSO QUESTO TRAMONTO
di Pablo Neruda

Ancora abbiamo perso questo tramonto.
Nessuno stasera ci vide con le mani unite
mentre il vento azzurro cadeva sopra il mondo.

Ho visto dalla mia finestra
la festa del ponente sui monti lontani.

A volte, come una moneta
si incendiava un pezzo di sole tra le mani.

Io ti ricordavo con l’anima stretta
da quella tristezza che tu mi conosci.

Allora dove eri?
Tra quali genti?
Che parole dicendo?
Perchè mi arriva tutto l’amore d’un colpo
quando mi sento triste e ti sento così lontana?

Cadde il libro che sempre si prende nel tramonto
e come un cane ferito ai miei piedi rotolò la mia cappa.
Sempre, sempre ti allontani nelle sera
dove corre il tramonto cancellando statue.

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Eh sì, medito parecchio, caro Antò…speriamo che a qualcosa serva 🙂

* undicisettembre, grazie per Neruda: proprio ieri ho trovato su una rivista una sua bellissima poesia (molto meno malinconica di questa)che posterò presto 🙂

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la lontananza fa malissimo…io sto malissimo…sono fidanzata da 6 mesi con il mio amore più grande…con lui sto davvero bene…sono me stessa…con la differenza che ci dividono 350 km…ci vediamo se può una volta al mese…ma il dolore più brutto è desiderare un abbraccio quando lui non c’è…e piangere sul cuscino incollata al telefono o a una foto…e lui dall’altro lato che si dispera affinchè io la smetta di piangere…

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