E’ fatta: l’arte incontra l’istruzione, avranno pensato i luminari dell’Università di Cagliari buttando giù i corsi per l’anno accademico, e insomma i giovani bisogna pure motivarli in una regione in cui metà della forza lavoro occupata ha solo la licenza media, la dispersione scolastica è altissima, insomma mentre piangiamo per la disoccupazione ci dimentichiamo di lacrimare perché siamo fra i più asini d’Italia (e l’Italia è uno dei Paesi più asini dell’Europa, e così via).
Scopriamo infatti, con stupore e pure un po’ di compassione, che fra gli sbocchi lavorativi dell’Università italiana c’è anche lo “scrittore”, gli “annunciatori e presentatori della radio, della televisione e di altri spettacolioppure i “dialoghisti, soggettisti e parolieri”. Sic! Le informazioni sono contenute negli ordinamenti dei corsi di laurea della Facoltà di Lettere e Filosofia e la spiegazione dettagliata potete leggerla qui. Sappiate soltanto, cari amici anche d’oltremare eventualmente, che se vi brucia dentro l’afflato (ohibò) di raccontare la vita, sarebbe meglio trasferirsi a Cagliari, per prendersi la laurea magistrale in Filologie e Letterature Classiche e Moderne, ma anche quella in Storia: è infatti previsto, come sbocco professionale, quello di “scrittori e poeti”. Mi chiedo se personaggi come Sergio Atzeni, Peppino Mereu, Grazia Deledda, Salvatore Satta, e via via allargando con, ad esempio (ma è giusto un esempio e poi si sa che sono la solita qualunquista), Leopardi, Alda Merini, Tolstoj, Steinbeck, Walt Whitman, e insomma i grandi poeti e scrittori degli ultimi due secoli, mi chiedo, ecco, se non avrebbero avuto bisogno anche loro di qualche lezione all’Università di Cagliari. Mah.

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13 comments

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Ah, non sapevo esistesse un corso di laurea in poesiologia! Una grande operazione di marketing, per raccattare gli aspiranti Scrittori e Poeti e per rimpinguare le casse della nostra vecchia, noiosa, logora università, oibò o_O

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io tra vedere e non vedere prenderei a schiaffi mistretta. tanto male non gli fa’

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Magna sovrana.. mhà.. laurea in poesiologia.. mhà.. poeta come sbocco professionale.. mhà..
I miei omaggi sovrana (mhà..)

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Bhè, a parte quelli ricchi di famiglia, se la memorianon mi inganna… non è che poi i poeti di “professione” del passato se la passassero poi così tanto bene economicamente… ahhh…. ho capito… è perché non erano laureati!

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Il bello è che trattasi di SBOCCHI PROFESSIONALI…. :-((
* Cara Giraffa, purtroppamente la nostra università rimane sempre vecchia e logora e un pò pallosa…al limite, l’estro poetico lo stronca!

* Mat, non si può: sospetto che il Magnifico, vista l’età e i tempi di permanenza, sia in realtà un ologramma… 😉

* Ciao Tony, saluti pensosi anche a te 🙂

* ciao Mastermax, infatti è irrealistico pensare che 1. la poesia o la scrittura siano “uno sbocco professionale” e che 2. alla laurea corrisponda automaticamente un appetibile benessere…ma quando mai??!!

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mmhh, può essere…però un tentativo lo farei, non si sa mai

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………… o-O
!
( )
…ogni commento è superfluo…perchè se inizio non la finisco più…lauree ad minchiam!!!! (non potevo andare senza dirlo!!!) 🙂
baci.

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Quindi adesso, se volessi scrivere un libro o una sceneggiatura devo prendere un’latra laurea? O__o

Regina, sul mio blog c’è un piccolo premio per lei 🙂

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* Mat, Mat…siamo contro la violenza, noi…. * Crazy, credo che la dicitura “ad minchiam” sia ormai entrata nel mito…giova segnalare che ad inventarla, così mi dice Azzurro, è stato il compianto Franco Scoglio, allenatore di calcio e opinionista sportivo… 🙂
* Grazie, Baol, ho visto il Thinking Award e mi pavoneggio tuttissima 🙂

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Salvatore Satta era un gran jurista

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*Anonimo: è vero, Satta è stato un grande giurista e studioso, ma ciò che io amo particolarmente è lo straordinario “Il giorno del giudizio”, uno dei pochi libri che rileggo sempre e che regalo spesso 🙂

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anche io adoro “il giorno del giudizio” di satta. un libro perfetto…
quanto agli sbocchi professionali della laurea in poesiologia, o anche in prosologia, se è per questo… ohibò!

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necessita di verificare:)

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