E’ davvero arrivata l’estate, finalmente. La stagione dei bambini piccoli che sfangano le ultime settimane di scuola in uno stato di sonnolenza perenne, e dei genitori (soprattutto le madri) la cui vita autonoma termina alle 15.55.

Come, lo stai ancora mandando?!” è la frase tipica della Mamma Alfa, quella che il bimbo è andata a prenderlo tutto l’anno a mezzogiorno o subito dopo pranzo perché “mischinetto…”, e che l’ha ritirato/a il 31 maggio, perché a giugno “basta”. Come, basta? Boh.

La Madre Alfa ti guarda malissimo perché tu li manderai a scuola fino al 27 giugno, maledicendo le riduzioni d’orario degli ultimi giorni, classificandoti all’istante come una mostruosa egoista che sta lì a limarsi le unghie fino, appunto, alle 15.55, abbandonando la creatura. La quale, magari, preferisce però pranzare a scuola con gli amichetti superstiti alla furia delle Madri Alfa piuttosto che stare tutto il giorno in mezzo ai vecchi (perché questo siamo, cari genitori).

Diegoarmando e Girrirriva si sono rassegnati sportivamente al loro destino, dopo una breve spiegazione sul fatto che anche la loro madre imperfetta ha bisogno di tempo durante la giornata e specialmente in questo periodo, e anche l’ingegnere cattocomunista, che quando finisce il suo lavoro principale attacca senza soluzione di continuità quello domestico e di cura dei figli.

Eh, certo che tuo marito è bravo…”, sospirano le altre mamme, anche quelle Alfa. Non so che rispondere, perché intravedo un certo compiacimento rassegnato al fatto che alcuni padri svicolino dai fondamentali nella cura dei figli. 
Prima era la cacca, ora è impegnare il pomeriggio: “ah, perché ci sono anche altri papà al parco?!”, è la perla del mese. Io ho sorriso, debolmente. In un angolo Giggirriva sedeva  solitario guardando il vuoto, probabilmente formulando qualche poema nella sua lingua privata e piena di iperboli. 

Una mamma mi dice: “certo che hai fatto proprio un tuo clone!”, e mi chiedo se allude alla somiglianza fisica o a questi improvvisi momenti di meditazione, che nel mio caso riguardano però cosa fare per cena nel minor tempo possibile.

Sono pomeriggi tutti uguali eppure diversi l’uno dall’altro, a seconda della composizione dello squadrone della morte: qualche giorno fa, per dire, erano quattro bambine e quattro bambini, che di solito sono sempre in netta minoranza. Non so perché, infatti, ma le altre madri di maschi mi scansano un po’, e quindi Diegoarmando e Giggirriva (e talvolta anche l’ingegnere) si ritrovano spesso con “le ragazze”, piccole e grandi. E pure la segregazione sessista l’abbiamo saltata, toh! Poveri bambini, però. Forse, eh.

I nani -ormai quasi cinquenni- da parte loro sono felicissimi in queste occasioni, anche perché a un punto di svolta della loro relazione di coppia che cercano di ravvivare in ogni modo: così giocano a palla, a scavare nella ghiaia o nella sabbia (spesso corrispondenti in alcune zone del Poetto), con le macchinine o facendo gare di corsa, bici, imitazione di dinamiche familiari papà-mamma, anche partitelle di calcio.

Ed è proprio in una di queste occasioni che Giggirriva mi corre incontro piangendo calde lacrime dagli enormi occhioni cigliati: “Mamma…mi hanno abbandonato!”. Eh? Chi? Alcune facce di Madri Alfa mi si materializzano davanti (ero riuscita a eliminare Tata Lucia e perfino la Montessori, e ora queste?!), pronte a colpire. Forse è il caldo, dovrei bagnarmi la testa. 
Capisco che il bambino si riferisce agli amichetti e al fratello, che lo hanno momentaneamente escluso dal gioco. Abbandonato, povera stella. Perché a quest’età anche stare con gli altri è fondamentale, sono i primi germogli di socialità vera, del piacere e della curiosità di avere degli “amici”.

E infatti, una volta tornati a casa, Diegormando sospira felice rimpinzandosi di ragù: “io sono molto amico di Luca (nome di fantasia Ndr). Io sono amico di tutti!”. E li elenca tutti/e. Giggi annuisce, pensieroso, o forse è solo l’enorme forchettata di pastasciutta che gli impedisce di commentare.

Sono fiera di voi, poveri piccoli nani “abbandonati” a scuola fino all’ultimo, e anche rassicurata, chè il mondo è già abbastanza pieno di sociopatici che non solo non sanno, ma nemmeno vogliono stare con gli altri.

Buona domenica a tutt*

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