Amo l’estate. C’è molto caldo, siamo tutti un pò appiccicosi, anche i bambini recuperano la loro fisicità. Giggirriva, quasi 5 anni,nei suoi momenti di pausa dalle riflessioni esistenzialiste sulla vita e sulla morte si appiccica come una patella allo scoglio. Che sia finalmente arrivato ‘sto benedetto complesso di Edipo?

“Sei bellina mamma, sei bella ancora più molto!”. Per un attimo amo anche l’uso approssimativo della lingua italiana, d’altronde l’infante non fa (ancora) il politico o il giornalista. Giggi mi bacia attentamente, con pensosa determinazione, e sembra perfino contento del contrario. Sì, perchè il suo gemello diverso Diegoarmando, anche lui quasi 5, la pensa diversamente.

Mi avvicino per sbaciucchiarlo; d’accordo, sarà anche la decima volta in dieci minuti, ma insomma io sono sempre la Madre, no?
Il nano si scosta, seccato: “mamma, staccati da me!”.
Improvvisamente il sole sembra tramontare, tipo timelapse. Nuvoloni si addensano sulla casa, tutto è fermo. Mi sembra di udire un sottofondo di Morricone mentre ci guardiamo, ma forse è solo il “meuamigucharliebrown” dell’hotel sotto casa.

“Non credo di aver capito cosa hai detto, Diegoarmando”
E lui, arricciando il nasino:” staccati da me, mamma, per favore”.

Gli uccellini riprendono a cantare, Diegoarmando a trafficare con le costruzioni, Giggi viene a darmi un bacino. Dovrò spiegare per benino a entrambi l’importanza del contatto fisico, la bellezza di un abbraccio imprevisto, il conforto che può dare un gesto, un tocco in più. Ah, e anche che la Mamma è una sola, e per sempre. Ed è quella che dà anche le carezzine e fa il solletico. E che un pò, in fondo, è contenta per le piccole e importanti conquiste di autonomia del suo ragazzino così assertivo (pedagoghi morti di un passato lontano, da Sparta in poi, perchè non mi apparite mai quando è necessario?).

Mentre rifletto, il nanetto ritorna in sè, cioè nella sua versione di Moralizzatore: “le carezze mi piacciono, ma i baci no. I baci sono troppo dolci!”. Non fa una piega: non mi resta che attendere il momento giusto. Com’era quella storia di sedersi sul fiume ad aspettare?

Intanto, o Edipo, manifestati velocemente e a tutto campo, però!
Buona domenica a tutt*

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