Si può andare in vacanza da se stessi? Cioè, si può prendere una pausa dalla propria natura, per riposarsi, magari, o staccare la corrente che alimenta atteggiamenti, convinzioni, comportamenti che per quanto profondamente nostri– e che quindi ci rendono unici e speciali- ci stanno anche “prosciugando”? 
io credo di sì, bisogna però esserne convinti e applicarsi diligentemente, dopo aver capito che non saremo proprio noi a cambiare il mondo (e comunque non oggi, neanche fra un mese, credo), che molte persone e personaggi che ci stanno intorno non valgono lo sforzo, o semplicemente che abbiamo bisogno di una pausa. Per chi può, anche materiale; ma anche mettersi in pausa da se stessi, riducendo ad esempio le polemiche, tenendo a bada la lingua, gratificandosi con altre cose, può servire. La nostra vera natura non possiamo cambiarla, è vero, anche quando è palesemente poco utile in termini di pragmatismo, paraculismo, senso dell’opportunità, ma possiamo ridurre gli sprechi di energia vitale. L’immagine a cui penso è una macchina, qualsiasi, che riduce i giri, un animale che fiuta da lontano le situazioni sfavorevoli e le evita accuratamente, una persona che si è profondamente stufata di tante cose e serenamente e pacatamente rivolge la sua attenzione ad altro, una cosa alla volta. 
E magari smette di andare in palestra perché un’ora di spiaggia le fa mille volte meglio, non insegue occasioni che non esistono, si compra il delizioso anello che ha visto in una vetrina, dopo aver fatto colazione al bar e verificato il meteo del suo umore: bello variabile, ma comunque sorprendentemente bello 🙂

6 comments

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Sono d'accordo Regina, le vacanze da se stessi sono essenziali, per come le hai descritte tu, a me, però, sembrano l'idefettibile spazio di vita che ci consente di ricaricarci e per riappropriarci proprio di noi stess*!

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… Forse è la soluzione che cercavo. Però gradirei allo stesso modo che qualcuno prendesse un po' di vacanze da me. Dovrò impegnarmi, non mi è facile "assentarmi" da me stessa, ma se mi impegno in qualcosa sono ancora profondamente me stessa… Boh, vedremo che cosa mi riuscirà di fare!

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* Sandra, il mio chiamarle "vacanze" indica porpiro come io sia ancora lontana dal pensare che siano uno spazio necessario, irrinunciabile, una priorità insomma…ho un problema con i doveri, ma ci sto lavorando! 😀
* Unknown (ma anche known) 🙂 :ovviamente è dura svicolare (e ci pare pure brutto). Altrettanto ovviamente non vorremo mica credere che gli altri ci molleranno così facilmente, vero? secondo me puoi farcela a prenderti una vacanza…e poi tornerai ancora più combattiva (aiutooo)… 🙂

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Cioè io torno a leggerti e tu vai in vacanza?
Dispettosa.
Scherzo, fai bene.
Staccare non è solo giusto… è sacrosanto!

Ok…una che nel suo blog tiene l'etichetta "A quando la scomunica?" non dovrebbe parlare di cose sante, vero? 😉

Ciao
buona ricarica.

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Sono arrivato su questo blog per puro caso cercando altro in rete. Mi ha incuriosito il titolo e ho letto il post. Se è una “vacanza” significa che è temporanea, quindi con una fine, per poi tornare come prima? Io un cambiamento simile lo vedrei come un espatrio da se stessi: mutare per non tornare più indietro. Quando si è in vacanza di solito ci si rattrista nel sapere che poi si torna alla quotidianità e al lavoro. Una vacanza è bella se temporanea? Può darsi. Ma se uno si trova bene nel nuovo status perché tornare poi al precedente modus operandi? Comunque ti comprendo. Ho deciso di leggere il post perché stavo pensando proprio a questa cosa, a questo passaggio di comportamento. E ho intuito che l’articolo fosse orientato su questo tema. L’ho gradito molto, mi ha fatto riflettere ancora di più sul da farsi. Oramai che sono finito in questo blog sono curioso di leggere altro.

Buona vacanza allora… 🙂
Steve

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… ho notato solo ora che è datato… quindi la domanda mi sorge spontanea: finita la vacanza?

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