2 agosto 1980, Stazione di Bologna. Una bomba esplode nella stazione ferroviaria portandosi via 85 persone, ferendone oltre 200 e dimostrando fra le altre cose l’inequivocabile enormità della malvagità umana. Al si là dei “se”, dei “però”, delle strumentalizzazioni politiche e mediatiche d’ogni colore, dell’orribile risiko giocato sulla pelle delle persone, rimane il fatto che 85 vite umane sono state stroncate. 85 non è solo un numero, ma la somma delle facce, delle storie, dei sorrisi e delle tribolazioni, insomma delle vite di tante persone come noi. Pensiamoci, come hanno fatto anche Giraffa e S.B..

Questi i nomi, un pensiero e un fiore virtuale per loro:

Antonella Ceci, anni 19
Angela Marino, anni 23
Leo Luca Marino, anni 24
Domenica Marino, anni 26
Errica Frigerio In Diomede Fresa, anni 57
Vito Diomede Fresa, anni 62
Cesare Francesco Diomede Fresa, anni 14
Anna Maria Bosio In Mauri, anni 28
Carlo Mauri, anni 32
Luca Mauri, anni 6
Eckhardt Mader, anni 14
Margret Rohrs In Mader, anni 39
Kai Mader, anni 8
Sonia Burri, anni 7
Patrizia Messineo, anni 18
Silvana Serravalli In Barbera, anni 34
Manuela Gallon, anni 11
Natalia Agostini In Gallon, anni 40
Marina Antonella Trolese, anni 16
Anna Maria Salvagnini In Trolese, anni 51
Roberto De Marchi, anni 21
Elisabetta Manea Ved. De Marchi, anni 60
Eleonora Geraci In Vaccaro, anni 46
Vittorio Vaccaro, anni 24
Velia Carli In Lauro, anni 50
Salvatore Lauro, anni 57
Paolo Zecchi, anni 23
Viviana Bugamelli In Zecchi, anni 23
Catherine Helen Mitchell, anni 22
John Andrew Kolpinski, anni 22
Angela Fresu, anni 3
Maria Fresu, anni 24
Loredana Molina In Sacrati, anni 44
Angelica Tarsi, anni 72
Katia Bertasi, anni 34
Mirella Fornasari, anni 36
Euridia Bergianti, anni 49
Nilla Natali, anni 25
Franca Dall’olio, anni 20
Rita Verde, anni 23
Flavia Casadei, anni 18
Giuseppe Patruno, anni 18
Rossella Marceddu, anni 19
Davide Caprioli, anni 20
Vito Ales, anni 20
Iwao Sekiguchi, anni 20
Brigitte Drouhard, anni 21
Roberto Procelli, anni 21
Mauro Alganon, anni 22
Maria Angela Marangon, anni 22
Verdiana Bivona, anni 22
Francesco Gomez Martinez, anni 23
Mauro Di Vittorio, anni 24
Sergio Secci, anni 24
Roberto Gaiola, anni 25
Angelo Priore, anni 26
Onofrio Zappala’, anni 27
Pio Carmine Remollino, anni 31
Gaetano Roda, anni 31
Antonino Di Paola, anni 32
Mirco Castellaro, anni 33
Nazzareno Basso, anni 33
Vincenzo Petteni, anni 34
Salvatore Seminara, anni 34
Carla Gozzi, anni 36
Umberto Lugli, anni 38
Fausto Venturi, anni 38
Argeo Bonora, anni 42
Francesco Betti, anni 44
Mario Sica, anni 44
Pier Francesco Laurenti, anni 44
Paolino Bianchi, anni 50
Vincenzina Sala In Zanetti, anni 50
Berta Ebner, anni 50
Vincenzo Lanconelli, anni 51
Lina Ferretti In Mannocci, anni 53
Romeo Ruozi, anni 54
Amorveno Marzagalli, anni 54
Antonio Francesco Lascala, anni 56
Rosina Barbaro In Montani, anni 58
Irene Breton In Boudouban, anni 61
Pietro Galassi, anni 66
Lidia Olla In Cardillo, anni 67
Maria Idria Avati, anni 80
Antonio Montanari, anni 86

(la foto è di F.Sanna)

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8 comments

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Passo da Bologna ogni settimana.. e provo sempre lo stesso sentimento di tristezza e di disgusto..

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Quanta rabbia e quanta tristezza..

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Un brutto anniversario che ci immalinconisce.
Formidabile la storia del parlamentare dell’Udc che si spupazzava frotte di prostitute sniffando alla grande. Ancora più incredibile la reazione di quell’idiota di Casini che voleva badilate di soldi per i poveri parlamentari lontani dalle famigliole.

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Infatti, miei adepti, le contraddizioni sono grandi e spesso nauseabonde sotto il sole dell’estate italiana….

* S.B., anche io, guardando quella targa a Bologna, ho provato tanta tristezza!

* Giraffa,infatti….

* Mio Capy: alla tristezza di questo anniversario si accompagna appunto la repulsione per le manifestazioni grottesche dello scimprorio (scemenza) di questi nostri rappresentanti…

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Angela lasciò il mio paese insieme alla sua famiglia. Era la fine degli anni 60; Cercavano miglior fortuna. Ancora oggi non trovano neppure giustizia. Insieme a loro le vittime del treno Italicus, quelli della banca dell’agricoltura a Milano e altre ancora: era il tempo della nostra “Al Caida”. In questi anni il sistema democratico ha cercato di affrancarsi da ogni forma di devianza politica, di costruire una giustizia capace di esercitare in autonomia la funzione del giudicare. Invece, la corruzione ha prevalso, i furbi e i disonesti hanno occupato il potere imponendaci stili di vita che fanno strame anche della nostra storia costituzionale. La giustizia, quella non genuflessa verso i potenti è stata vituperata. Sempre nel nome del popolo italiano, lo stesso popolo immolato nelle stragi di stato. Forse per loro non ci sarà mai giustizia, ma finchè noi li ricorderemo, sarà la nostra testimonianza di lotta.

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è proprio come dici tu, commensale: il ricordo ha un senso perchè è testimonianza di lotta e di vigilanza.

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Molti avevano la mia età attuale e altri l’età di mio figlio (3 anni) e di mia moglie. In quella stazione , quel giorno potevamo benissimo esserci tutti noi. Leggendo i nomi, un brivido non voleva lasciare la mia pelle.

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E’ questo che fa gelare il sangue, ** Mastermax, proprio come dici tu: in tempi di psicosi da terrorismo poi, la brutta sensazione è che potrebbe succedere sempre, in ogni momento, e che in qualche modo non è finita. Spero di sbagliarmi, ma è noto il mio pessimismo cosmico nei confronti del gener umano, soprattutto quando penso a queste cose 🙁

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