Mi sembra un sogno, e infatti lo è: un aggeggio che interrompe chi straparla e ti “annacqua” il cervello a colpi di un milione di parole al minuto. Dedicato a quelli che mi forano i timpani urlando nel proprio cellulare, raccontando anche a me, povera crista capitata lì per caso, tutti i fatti suoi, dal bisticcio con la suocera al nuovo paio di scarpe; che potrebbe tagliare le gambe a quelli che gridano per chiamare i figli lontani un metro, quegli altri che nella pace della spiaggia settembrina sviluppano dibattitti interminabili sul nuovo parrucchiere, passando poi al “piove governo ladro” e al nuovo cellulare. 
Interrompere chi ha cose fondamentali da dire proprio a tutti, tutti quelli che ad esempio stanno nello stesso pullman, nella stessa carrozza del treno, nel tavolino vicino e hanno la sventura di sentirci bene. Non parliamo poi del cinema, del teatro, di occasioni in cui il logorroico si incattivisce perchè intuisce vagamente che non è il caso, e purtuttavia straparla anche se quelli più scafati lo stroncano alla seconda frase. Anche certe riunioni familiari finiscono con una sensazione di dolore alle orecchie, ma basta saperlo prima e una si organizza.
Fino a ieri invocavo un qualche dio che mi rendesse improvvisamente sorda, ma adesso ho una speranza: no, non gambizzarli fisicamente, noi nonviolenti in fondo siamo degli inetti, ma infastidirli con questa nuova macchinetta fino a riportarli non dico al silenzio ma almeno a un volume accettabile (e soprattutto inudibile, che a me,dei fatti di chiunque, fondamentalmente non mi interessa nulla!). Le mie orecchie – e la civiltà- ringraziano 🙂

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