Tutto è relativo, e già questa è una affermazione di disarmante ovvietà. Per esempio, i titoloni e le polemiche sul calciatore che perde l’aereo dal Brasile, non fa in tempo ad arrivare all’allenamento e l’allenatore incazzoso s’incazza. Oppure un altro ometto, rappresentante dell’Italia (sigh!) che normalmente fa cucù, pss pss,corna e pernacchie, e fra un pò anche pupù nelle occasioni ufficiali, minaccia neanche velatamente l’informazione, e tutti, giustamente, ci scandalizziamo, e ne parliamo, rivolgendo loro un milligrammo della nostra attenzione.
Poi succede questo: la terra trema, la Natura uccide, e nel disastro totale, aggravato dall’aver ignorato i segnali dei mesi precedenti, ci rendiamo conto che tutto è relativo, che quelli e altri “problemi” della nostra giornata sono davvero molto molto relativi, e che eventi come il terremoto dell’Abruzzo devono ridimensionare la nostra percezione del mondo.
Che non è solo fantacalcio, piove governo ladro, uomini e donne di maria e e varie cose che stanno al mondo solo perchè c’è posto, ma deve essere soprattutto solidarietà, empatia, anche solo un pensiero per chi sta vivendo una tremenda disgrazia.

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