“il lavoro non è un diritto, va guadagnato, anche con il sacrificio ecc.”. le parole della Fornero sono ovvie per chiunque rispetti il concetto stesso di lavoro, e in questo la signora scopre l’acqua calda (e si incasina come al solito, sarà forse per quel piccolissimo problema di connessione con la realtà?). Peccato che tutte queste convizioni professorali non colgano il punto principale: e cioè che io ci posso mettere tutto l’impegno e la dedizione del mondo per cercarlo, e un qualsiasi Accozzolo arriverà sempre prima di me. ci posso spendere un’intera vita, e la singola decisione di un singolo imprenditore può farlo terminare. Qualcosa con torna con tutto questo favoloso approccio competitivo e merceologico della faccenda, forse perchè la realtà è diversa dai libri, dalle teorie, dal passato e da certe ideologie.  Soltanto una cosa mi sembra di capire: in quasi 12 anni di vita lavorativa e, a momenti, vegetativa, probabilmente non ci ho messo abbastanza impegno.

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Regina pigra!

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