Il lago velenoso, cercavo di spiegare ieri a Patata e SweetHoney (già noti come Iggy e Ozzy), non è, purtroppo, una fiaba della buonanotte di quelle terrificanti ma molto educative, in cui i bimbi vengono abbandonati nel bosco, minacciati dai lupi, ci sono matrigne perfide e principesse in coma da metanfetamine, altre che fanno la domestica per sette nanetti in fondo misogini e via raccontando.
Il lago velenoso esiste veramente e si trova in una pianura di una bella isola al centro del Mar Mediterraneo, chiamata Sardegna. Il laghetto è il prodotto cattivo di una miniera d’oro, perché, spiegherò poi ai miei bambini, a un certo punto si è creduto che anche la bella isola potesse essere una specie di Eldorado, peccato che ogni volta bisognasse estrarre tonnellate di pietra e terra per pochi grammi del prezioso metallo.
Poi il sogno è finito, perché troppo faticoso e poco conveniente e chissà cos’altro, e cosa è rimasto, tredici anni dopo l’inizio dell’ambizioso progetto?
Ovviamente, lavoratori senza lavoro, anche se da fare ce ne sarebbe: per esempio, bonificare il sito dalle acque acide e dai fanghi al cianuro che rischiano di tracimare, con conseguenze terribili su tutto il territorio. Un pericolo molto serio che dovrebbe essere all’ordine del giorno nell’agenda politica, una bomba ecologica che da tempo viene denunciata e che può esplodere da un momento all’altro.


Mi piacerebbe raccontare a Patatina e Sweety che alla fine tutto è andato bene comunque, grazie all’inziativa di un blog e all’impegno di molte persone (al momento, più di mille) che firmano una petizione per chiedere la bonifica, una specie di esercito di elfi buoni che amano la propria terra, temono per la sua salute presente e futura e intanto colmano il solito vuoto di chi ci dovrebbe pensare, ossia le istituzioni, facendo una salutare pressione civile per ottenere le cose.
E’ la partecipazione, bambini, dirò ai ragazzi, è una cosa buona, quasi sempre tutto il resto è chiacchiere e distintivo (nonché false promesse elettorali).


Per saperne di più leggete qui: c’è la storia e c’è il modo di partecipare e contribuire a scrivere la fine (speriamo lieta) di questa piccola fiaba vera.
Grazie!

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