A cena con un’amica, qualche giorno fa, si parlava di impegno, studio, dedizione e sacrificio, responsabilità. Insomma, per farla breve, dell’ossessione moderna, il lavoro. Dalla conversazione ho tratto alcune conclusioni non concluse e domande ostinate, di quelle che anche se cerchi di ricacciarle indietro con la clava della razionalità, saltano fuori nel momento meno opportuno. Per esempio quando cerchi di prendere sonno.
Domande sui nostri vecchi sogni, sulle nostre aspirazioni ridimensionate, sulle normali delusioni quotidiane che però, sommate insieme e prese in considerazione in un momento di particolare stanchezza, possono aprire una ferita nell’anima. Perché se è vero che è necessario anzi indispensabile adattarsi alle contingenze, come la mettiamo con i progetti che avevamo dieci, cinque o anche un anno fa? Abbiamo insistito anche quando sembrava impossibile o ci siamo ritirati, in buon ordine o con rabbia, perché abbiamo capito che “non c’era trippa per gatti”? Siamo anche noi membri onorari del Club dei Sogni Infranti? abbiamo cioè studiato, o lavorato, per anni per raggiungere un obiettivo che credevamo sarebbe stato frutto dell’impegno e del sacrificio e ci ritroviamo ad essere sorpassati dal primo Accozzolo o, ancora peggio forse, a capire che in molti casi ad essere decisivi e determinanti non sono l’impegno e la volontà ma il puro caso, il destino o la banale fortuna…? E a questo punto, che fare? Accettare quel che il destino passa, fosse anche una vita ai saldi, o insistere, e resistere, a prezzo di acidità di stomaco e comunque sempre sottoposti alla possibilità che alla fine il risultato non lo si ottenga comunque? La risposta, ovviamente, non la conosco: ma come dice Ligabue, insomma, “non si può sempre perdere”.

(la foto è di F.Sanna)

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14 comments

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Mi compiaccio, o mia regina, che tu ti conceda finalmente le meritate vacanze. Il club dei sogni infranti ha ufficialmente un nuovo adepto nella mia persona, anche se una parte di me continua pervicacemente a sognare nonostante tutto. :-))

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ciao…eccomi anche qui…ho seguito il link come le briciole di pane, penso di essere un socio onorario del club dei songi infranti, la cosa brutta è che molto spesso i cocci di quei sogni mi tagliano ancora.
Ciaoooooo

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** Anche io, Mio Capitano, continuo “in direzione ostinata e contraria” a sognare e arrabattarmi…e forse, per vie traverse e inaspettate, qualcosa alla fine salta anche fuori. Quanta fatica però….

** ciao Baol, bentornato da queste parti! i cocci tagliano, ma ogni tanto riusciamo pure a metterci un cerotto (magari diverso da quello che pensavamo fosse l’unico possibile)

Ammazza, come sono ottimista stasera…sarà che il maestrale ha rinfrescato un bel pò!

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Sua Maestà mi concederà, giusto forse alla mia ancora giovine età, di perpetuarmi a sperare ancora un pò in un futuro di gradevolezze, che parimenti auguro con tutto il cuore a vossignori come ai suoi nobili amici, vassalli e valvassori. Che non il destino mi intimorisce, nè porta al disagio, bensì l’altrui spregio, l’altrui arroganza di chi fetente e ignavo trae beneficio da potenti signorotti locali che ovunque e comunque dettano legge. Questi mi amareggiano, non coloro che per destino mi passano avanti. Che il destino è porco e bastardo, ma oggi che gira a te, domani girerà certo a me. I signorotti no.Sempre li ebbi in odio, e sempre in odio li avrò.
I miei omaggi Regina

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Dai regina, non è un arrabattarsi, è la vita delle persone normali ed oneste.

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Dicevo,tutte qui le aspirazioni dell’umanità? Davvero vi illudete che per tutti si riducano ad avere un posto di lavoro all’altezza di sogni ed aspettative del passato? E se le aspettative fossero solo miraggi ed invece si pretendesse dal mondo del lavoro più di quanto si fosse capaci di fare o di vendere,nessuno lo mette in conto? Non pensate che esistano ferite dell’anima ben più gravi e che si meritino davvero la nomea di cuore infranto? Io ho un ottimo posto di lavoro e guadagno bene,anche se ho fatto tanta gavetta,ma lo scambierei con uno da lavapiatti in un ristorante cinese o da lustrascarpe a Nuova Delhi per avere più serenità nella coppia,una donna meno egoista e più innamorata di me che delle sue ambizioni,una famiglia più unita ed un figlio. Forse questo è troppo poco per essere degno di rappresentare un “sogno infranto”? Venghino siore e siori,quattordici mensilità, possibilità di carriera,stima e benevolenza di colleghi e dirigenti,un posto fisso in cambio di una vita più serena al di fuori del lavoro e di una moglie meno distante e più dolce,coraggio fatevi avanti,proposta sempre valida…

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io continuo a sognare e sperare

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Precisazioni:
** caro Antonio, anche io ho visto e vedo parecchi “signorotti” e conseguenti meccanismi taroccati,e anche io spero ancora(come dice anche ** l’anonimo**), eppure tanto giovincella non sono più ;-)))
** S.B., sono d’accordo, le persone normali e oneste, appunto, si arrabattano…ma non sono cieche nè sorde per cui se qualcosa non va come avevano sperato (e spesso pianificato, per quel che è possibile), hanno il dovere (con se stessi) di ammetterlo e il diritto di farsi qualche domanda…

** Tutte qui: il tuo appunto è utile perchè risolve un possibile equivoco derivante dal mio post. I sogni infranti, a mio parere, non riguardano ovviamente soltanto il lavoro, ma anche il mondo ben più complesso e importante (ma è solo una mia opinione) dei sentimenti. Però sono ferite diverse: personalmente ho sempre voluto credere che l’impegno, la volontà, ecc.ecc. portassero a dei risultati secondo un meccanismo quasi di causa-effetto, e quando succede il contrario ci rimango, perlomeno, male. L’amore lo considero più una questione di fortuna, di felici coincidenze di affinità elettive, pensieri e progetti comuni, almeno all’inizio…insomma mi sembra meno “controllabile” dalla nostra volontà.

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Hai ragione. Nei sentimenti purtroppo la sola volontà non basta,soprattutto quando si scontra contro l’egoismo e la str…ggine. Nel mondo del lavoro è assai diverso,ma purtroppo,pare brutto dirlo,dipende molto anche da cosa si abbia da offrire sul piatto della bilancia e dall’inflazione del proprio ruolo.Questi sono parametri importanti sai?Io vedo tutti i giorni carovane di aspiranti questo o quello consegnare curriculum,ma sono per l’appunto: carovane.I sogni poi secondo me si dividono in obiettivi (raggiungibili) e miraggi (utopistici).Ad inseguire i miraggi si perde solo tempo… stare coi piedi per terra forse toglierà qualcosa ai sogni,ma i piedi sono solo due.Se sogni staccandone uno te la puoi tentare,se li stacchi entrambi sbatti il muso per terra.Al di là di questo, la mia proposta di scambio è sempre valida.Al pacco regalo mi voglio rovinare,si aggiungono anche un aspetto non ributtante ed una cultura lievemente sopra la media. Attendo proposte…

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C’è solo un problemino, “Tutte qui?”: mi pare di capire che tu sia già impegnato, quindi cos’è che offri esattamente, visto che 14 mensilità, sicurezza lavorativa, aspetto e cultura non bastano a soprassedere sul dettaglio in questione?:-) (perdona la curiosità, eh)

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Offro tutto questo in cambio di una situazione familiare affettiva più accettabile. Uno scambio alla pari. Cuore infranto contro cuore infranto insomma. Lavoro contro serenità, ma non con un’altra donna: con la stessa, di ora.

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tutte qui, ho paura che l’abitudine alle 14 mensilita’ a cui facevi riferimento vadano un po’ a cozzare contro il desiderio di avere un figlio da sfamare con lo stipendio di un lavapiatti di un qualsiasi ristorante cinese.Poi mi sembra di capire che tutto questo lo vuoi ottenere con la stessa donna di adesso, solo che la reputi troppo egoista, poco dolce e molto distante. Al tuo posto farei cosi: mi tengo il lavoro che ho, visto che molti nemmeno lo hanno, e inizio a domandarmi se voglio stare con una donna egoista, poco dolce e un po’ distante oppure se ho bisogno di altro. A volte, a cercar di cambiare le persone, si rimane fregati. Buona fortuna!

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Ma era ovviamente solo una provocazione tendente a far capire che esistono vari gradi di cuori infranti. Che le persone non si possano cambiare e si resti fregati a pretenderlo è un dato di fatto. Buona fortuna anche a te.

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che i cuori si possano infrangere per vari motivi è, io credo, chiaro a tutti….e che le persone non si possano cambiare anche. Visto che considero la vita sentimentale una specie di roulette russa, almeno all’inizio, io parlavo di altra cosa:e cioè dei sogni infranti, quei progetti che pensavamo davvero di poter concretizzare-perchè ne avevamo le capacità, i presupposti, perchè ci abbiamo creduto e lavorato- e per i quali, forse,è quasi troppo tardi perchè si possano realizzare…(e questo, per fortuna, non vale per i sentimenti, in cui l’imprevisto, la possibilità, l’occasione è sempre in agguato)

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