I sei gradi di separazione sono quelli di una affascinate teoria per la quale ognuno di noi, nel mondo, è separato da chiunque altro da una catena di conoscenze con non più di 5 intermediari, appunto. Ne è stato tratto anche un bel film con Will Smith. Mi ha sempre incuriosito e allo stesso tempo resa scettica: solo 6 persone di distanza mi sembrano un po’ pochine. La teoria in questione sarebbe la versione moderna del “il mondo è piccolo” (e la gente, probabilmente, mormora). Poi, col tempo, ho capito che nella mia isola, e specialmente nella mia città, i sei gradi si riducono, talvolta, a 3 o 2. Ma di questo vi parlerò un’altra volta.
Anche la Regina Madry sarebbe, dunque, a 6 “passi” di distanza da, poniamo, Oliviero Diliberto. E non solo perché il suddetto insegnava nella facoltà universitaria dirimpetto alla sua, ma anche perché sembrava, alla Regina, di avere qualcosa di vagamente in comune con gli appartenenti all’area di “sinistra”, di cui anche Dily farebbe parte (insieme a varia miscellanea da Family Day, peraltro). Poi qualcosa, nel meccanismo dei 6 gradi di separazione, si è un po’ incrinato, e ora paiono 60. Sarà il gran parlare dei massimi sistemi, e l’assenza di proposte realistiche; sarà che quando le fanno, le proposte, sembrano qualcosa a metà fra il diktat sovietico e un’overdose di LSD; sarà che quando ci sono solo chiacchiere e distintivo Madry preferisce la battuta di De Niro ne Gli Intoccabili.
L’ultima trovata della manifestazione del 20 Ottobre, in cui si vedrà una parte del governo scendere in piazza a manifestare contro il governo di cui fa parte, mi lascia un tantino perplessa, soprattutto su cosa scrivere nella prossima scheda elettorale. Forse i gradi di separazione da Tafazzi (ve lo ricordate? è il mitologico personaggio che si autoflegellava i genitali con una bottiglia nella gag di Aldo, Giovanni e Giacomo) sono arrivati, praticamente, a zero.

(la foto è di F.Sanna)

Inoltre vi consiglio di leggere...

12 comments

Rispondi

Il faccione a forma di pera di Dily l’ho avuto a zero persone di distanza..e vorrei incontrarlo per farglielo io l’esame, l’esame di “Istituzioni che prendono per il c**o la gente”..

Rispondi

Ma come Dily ce ne sono tanti…sono quelli che dicono NO e poi NO, beati loro, avercele le loro certezze! 🙁

Rispondi

Tra me e i numeri c’è sempre stata “disamistade”, però, Madry, anche tu ce la metti tutta per confomdermi. Cerchiamo di venirne a capo: se i livelli sono 6 perchè gli intermediari sono 5? La domanda non è oziosa, non per me, in quanto, la distanza che, a conti fatti, mi separa da Diliberto è assai più ampia di una unità mancante. Ora: o qui si conferma il mio disamore per i numeri; o c’è un errore nella formula; oppure Diliberto è un numero periodico.

Rispondi

vedi, augusta Regina, con un bel paio di frustate (elettorali) forse le distanze tornerebbero a diminuire…
no blogger

Rispondi

Personalmente non mi sento di essere “ottimista” come l’anonimo del commento precedente: ho infatti il sospetto che oramai il principale obiettivo di TUTTA l’attuale classe politica non sia tanto quello di riuscire a governare ma piuttosto di tirare a campare a spese dei contribuenti, di restare, insomma, a galla il più a lungo possibile. Per questo nemmeno la peggiore delle frustate elettorali potrà rivelarsi un deterrente efficace: tanto, comunque vadano le cose, la maggior parte degli interessati sa benissimo che a spasso non ci andrà comunque e che, nel peggiore dei casi, gli toccherebbe semplicemente la briga di dover cambiare ufficio a seguito di un’eventuale ricollocazione. E questo perché, dietro le quinte di quel teatrino politico di violente quanto sterili polemiche che i media ci propinano quotidianamente, probabilmente vige un tacito patto di non belligeranza trasversale tra tutte le forze in campo. Come spiegare altrimenti, fra le altre cose, il fatto che nessuno si sia ancora preso la briga di dotare questo paese di una legge sul conflitto di interessi anche solo appena decente? Probabilmente perché l’avversario va si pubblicamente villipeso e denigrato ma mai e poi mai eliminato: solo così infatti tutti i contendenti sanno di poter contare a tempo indeterminato sulla propria succulenta pagnotta di stato.
Quindi, più che sullo strumento elettorale, oggi sono più incline ad affidare le mie speranze residue ad iniziative popolari partorite spontaneamente in luoghi distanti dalle logiche dei partiti. Per questo, ad esempio, ho deciso di partecipare al v-day promosso da Beppe Grillo (http://www.beppegrillo.it/vaffanculoday). Che il buon Dio, o chi per lui, ce la mandi buona!

Rispondi

Ah, l’arcana magia dei numeri…vediamo un pò:

**Commensale, credo che i livelli siano 5 perchè la persona da cui li si calcola (ovvero io, tu, Dily ecc.) è esclusa…credo….ehm…anche io ho un rapporto piuttosto difficile con i numeri! 😉 l’importante però è che il concetto l’abbiamo capito!

**No Blogger, bentornato….per quanto riguarda le frustate, io sono sempre d’accordo, la mia nota magnanimità va talvolta stamperata con un pò di severità!

**Assassino, sono d’accordo sull’analisi: credo sia proprio un teatro delle beffe. e a chi ci taccia di qualunquismo, possiamo sempre rispondere che ormai siamo oltre il punto in cui uno si tura il naso e vota “il meno peggio”…per cui sì, V-Day!

Rispondi

Concordo sul tafazzismo insistente della sinistra italiana…inizio veramente a credere che dovevo sul serio candidarmi alle primarie…altro che scherzo sul blog…bah…:)

Rispondi

I RISULTATI DEL SONDAGGIONE parlano chiaro, miei cari:il ridicolo della Brigliadori che dipinge una roccia sarda perchè “cerca gli angeli” è pari soltanto al desiderio di scegliere “un’altra vita”, come direbbe Battiato, e diventare un monaco tibetano…lontano da Diliberti e tafazzismi di ogni tipo,probabilmente!

*Baol, avrei intenzione di organizzare le primarie anche nel mio condominio, se vuoi accodarti…. 😉

Rispondi

ci sto! 😀

Rispondi

Manifestare contro se stessi non mi sembra l’azione più comprensibile del mondo. Sui protonapoletani in scatoletta ho scordato tutto. Magari si trattava di un commento memorabile o forse mi limitavo a dire “chist’è ‘o paese d”o sole, chist’è ‘o paese d”a disoccupazione”. Ciao Regina.

Rispondi

Buongiorno Regina,
grazie per il commento lasciato da me. Mi interessa il tuo blog, tornerò presto a leggerlo con calma.

Saluti

Rispondi

***Ciao Capitano, forse non è così importante ricordare cosa ci è venuto in mente solo pochi giorni fa…perchè poi la realtà di ogni giorno supera la nostra precedente fantasia! 😉 (filosofica, oggi…)

*** ciao Ross, grazie per il passaggio…vedo che il tuo avatar è lo Stregatto, forse anche tu potresti far parte della Saga di Accozzolo? …:-)

Rispondi