Ristoranti vietati ai bambini, come fossero animali (suppongo che l’origine di tale divieto sia igienica, ma i bambini, a differenza dei cani, hanno il pannolino, quindi una certa differenza mi sembra esserci). Voli aerei e hotel “no kids” in Germania, Spagna, Austria, perfino in Svezia, e almeno loro lo dicono chiaramente, che i bambini, nel mondo degli adulti, non li vogliono: in Italia, brava gente, di solito la scortesia in certi locali funge da efficacissimo dissuasore.E’ specchio dei tempi, di un clima sociale che afferma di amare i bambini ma a conti fatti li emargina, li parcheggia, li vuole “gestire” e controllare perché non disturbino la tranquillità, il business, il lavoro, il tempo libero.
Ovviamente è anche questa una scelta di libertà, e lo penso non perché rosichi certe serate silenziose e oziose che con i miei gemellos sembrano appartenere a un’era preistorica, quanto perché è certo un diritto di tutti poter scegliere la tranquillità garantita, che sia in aereo, in treno, al ristorante. E’ anche un diritto non desiderare bambini intorno, non siamo obbligati da un dovere socio-biologico.
Eppoi, diciamolo, la colpa è tutta dei genitori che non li sanno educare questi bambini, mia mamma non mi avrebbe mai fatta scorrazzare urlante tra i tavoli, anzi i bambini si annoiano e non si dovrebbero portare fuori, anzi due belli schiaffoni ci vorrebbero, i bambini sono belli ma a piccole dosi la conclusione.
Per carità, tutto è legittimo: solo mi pare che ci sia una esorbitante dose di irrealtà in queste richieste e corrispondenti risposte (perché nessuno si sognerebbe di fare una cosa tanto scema come restringere il target di clienti se non ci fosse una precisa domanda), come se fosse possibile cancellare l’esistenza delle “piccole pesti” (ma perché pesti? Ma perfino il vocabolario è demenziale in certi casi!) quando reclamano, chiamano, chiedono, si annoiano, manifestano dolore o fame, sete, spavento o gioia ed eccitazione
Insomma, quando esistono
Ai bizzarri individui che vogliono dimenticare l’esistenza dei bambini raccomando di non prendersi in casa nemmeno un canarino, di valutare la possibilità di un eremo, e se sono d’accordo di sottoscrivere una petizione per fare pressione sui tour operator e ristoratori di tutto il mondo per vietare l’accesso ai cafoni, categoria che mi irrita da sempre ma che sono costretta a subire, perché a differenza dei piccoli sanno nascondersi benissimo, almeno all’inizio.
* La frase è di Alessandro Piperno, sopravvalutato autore di “Con le peggiori intenzioni” (raro caso in cui acquistai un libro incuriosita da recensioni e bombardamento pubblicitario, e immediatamente mi resi conto che la cosa migliore del romanzo era il titolo).

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5 comments

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L'unico Piperno degno di nota è Achille, l'ebanista.

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"Tecnicamente non mi scandalizzo all'idea che un esercente possa decidere di investire su un particolare target".
Che in nome del profitto dei completi idioti possano essere considerati una categoria di pubblico desiderabile mi fa provare una pena grandissima.
Rifiutare i bambini… Può essere davvero tanto povero e feroce il mondo che vogliamo?

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Questo commento è stato eliminato dall’autore.

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Il "divieto d'accesso ai cafoni"… La madre di tutte le utopie… Si realizzerà prima la Pace Mondiale

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Perfetto, così mi evito dei libri da comprare 🙂

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