Ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi…
Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione…
E ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser…
E tutti quei… momenti andranno perduti nel tempo…
Come… lacrime… nella pioggia…

È tempo… di morire…  


Ecco, io vorrei sopravvivere a queste elezioni comunali: non si potrebbe andare a votare domani? così dopodomani gli agghiaccianti manifesti elettorali con i volti di Sore Lelle della porta accanto in fiamme al pensiero di un seggio in Comune, con i raggi gamma che balenano nello sguardo di nongiovani rampanti che promettono di cambiare la città, non vicino alle porte di Tannhäuser ma alla torre dell’Elefante o con l’inflazionatissimo sfondo della Sella del Diavolo, magari verrebbero sostituiti da rassicuranti annunci di svendite, nuove aperture di bar e ristoranti o anche il gradevole spazio vuoto, sempre meglio di certe faccette.


Come avrete capito, ho nuovamente fatto un giro a piedi -“sembri Gianburrasca in giro per la città”, mi ha detto una amica-, e stavolta ho visto, appunto, cose che voi umani delle città non in campagna elettorale potete solo immaginare. Slogan da Bignami della comunicazione, affermazioni volitive e temerarie, voli pindarici che si fanno ricordare per la comicità involontaria più che per la novità delle proposte, senza grandi differenze fra qui e lì, destra e sinistra, come fossero tutti replicanti di qualcosa di già visto mille volte.


Dal terribile “diamo gambe alle idee” (ma si può?!), all’epico “non avere paura di avere coraggio”, un paradosso che deve essere sembrato fichissimo a quel candidato sindaco, mah. Dalla parte opposta dello spettro elettorale c’è uno dei manifesti più lugubri mai visti: da una parte e dall’altra i due lider maximi di una particella della macrogalassia dei bastioni di Orione, ovvero la sinistra in Italia oggi, sentenziano minacciosi: “la sinistra che non si piega”. E bà, si spezza solamente
Poi c’è il candidato consigliere che si candida “per gli interessi..i vostri”, e la signora che promette di sostenere “i disabili, i giovani, gli anziani, le donne, la famiglia e le categorie più deboli”, manca solo il dodo e poi siamo a posto. Fantastica anche la strategia di quella candidata che ammette, in un tripudio di orecchini anni 90, “voglio il tuo voto”. Scritto sul manifesto, proprio.


E come direbbe il replicante di Blade Runner, tutti questi momenti andranno perduti nel tempo…meno male che le elezioni si svolgono ogni cinque anni, di più il mio spiccato senso estetico tipicodellabilancia non potrebbe sopportare.

Inoltre vi consiglio di leggere...

3 comments

Rispondi

Camminare per Cagliari è una delle cose che adoro maggiormente, soprattutto passare dalla Marina a Castello, due luoghi in cui ad ogni angolo si possono trovare storie e racconti incredibili. Con le elezioni in corso diventa tutto più brutto.
Poi non capisco come mai siano per il 97% di Fantola. Mah, mistero.

Rispondi

Quest'anno fioccano le candidature degli avvocati (la crisi si fa sentire..) e lo slogan più bello che ho letto fino ad ora è di una avvocatessa biondissima, doratissima e leopardatissima: "voglio il tuo voto", così, senza se e senza ma. Nel caso non sapessi per chi votare, le lo vuole il tuo voto, sa giustizia! 😀

Rispondi

* Pesa: anche io amo molto camminare per Cagliari, e non vedo l'ora che questa agonia elettorale che rovina il volto della città finisca…però ho visto anche molte candidati raccapriccianti per il candidato Zedda O_O

* Giraffa: ah, la signora è avvocatessa? urge un consiglio sugli orecchini, saggiustizzia! 🙂

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.