e mentre gli operatori del settore piangono lacrime amare, nel mondo reale…
Gavoi, luglio 2012: vorremmo trascorrere due o tre giorni in paese in occasione del Festival L’Isola delle storie. Non ci sono più posti nei B&B, alberghi o affittacamere così ci affidiamo al passaparola di amici che sono già stati là l’anno scorso. La nostra amica si interessa per noi, sembra quasi che abbia trovato posto dalla signora gavoese che vende pecorino ma le affitta anche la stanza ma purtroppo….”non vogliamo bambini”. come? in che senso? in questo senso: i bambini non sono ospiti graditi, e quindi, siccome noi ne abbiamo ben due, cambiamo destinazione e ce ne andiamo da un’altra parte, possibilmente baby-friendly.

Isola di S.Pietro, sabato 7 luglio 2012, h.21.30. Andiamo a mangiare una pizza in un locale consigliatoci da persone del luogo. Al telefono specifichiamo che siamo in 14, e dall’altro capo del filo ci rispondono, in sequenza: A. che il locale è pieno; B. che però ci sarebbe un tavolo da 8; C. che a ben vedere si possono unire due tavoli e allora ci staremo in 14, tranquilli eh. Un pò divertiti, arriviamo in pizzeria; effettivamente il tavolo c’è, e a parte gli antipasti risicatissimi la pizza è buona. Nel menu sono disponibili 8 tipi di pizza e 2 vini, e basta. Quando chiediamo il caffè ci rispondono che loro non lo fanno, il caffè. Gli amici belgi che sono con noi sono un pò stupiti, e lo sconcerto aumenta quando la signora della pizzeria ci presenta, senza battere ciglio, due pezzi di carta: uno è il conto vero, di 165 euro, e l’altro è la ricevuta fiscale di 115.

la prossima volta, farinata anche a cena!

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