Il nuovo governatore della Sardegna è Ugo Cappellacci (PdL), contro ogni ragionevole previsione e soprattutto sensazione. Ha vinto non di poco: circa 9 (nove!) punti rispetto a Renato Soru, che è andato meglio del Pd (che per modo di dire lo sosteneva), che certo ha il consenso del 45% dei votanti, ma comunque, insomma, come è e come non è, è andata così. Successone dell’Udc, a dimostrazione che anche noi sardi siamo proprio precisi precisi ai continentali, da oggi è impossibile farsi illusioni.
Let’s take as it comes, prendiamola come viene, talvolta con la rabbia di dover subire le decisioni altrui, ma questa è la cosiddetta democrazia, bellezza; però, lo stupore è soprattutto quello di aver sbagliato completamente le proprie impressioni.
Senza arrivare alle temerarie dichiarazioni di Luigi Crespi, che alle 16 del pomeriggio di lunedì affermava con sicurezza che avrebbe vinto Soru, dando anche lo scarto percentuale (1,5%), chi è stato in Sardegna in quest’ultimo mese e mezzo e ha minimamente seguito la campagna elettorale può testimoniare la differenza di partecipazione, convinzione, sentimento fra i due contendenti. Il 51 per cento dei sardi ha comunque dato il voto a un candidato immagine sponsorizzato con lusinghe, barzellette e minacce (“è bene che un governo regionale sia in sintonia con quello centrale”), per il quale girare la Sardegna ha significato andare nei capoluoghi di provincia e nei paesi più grossi mentre quell’altro si smazzava 150 paesi, che sorride, sorride, sorride, alla faccia della nota (un tempo) diffidenza, ostinazione, serietà dei sardi. I quali non sono un “popolo”: ma quando mai? d’ora in poi, evitatemi l’utilizzo di queste romanticherie, per favore.
Lo stupore, insomma, non perché uno sia meglio e l’altro peggio, po caridadi, però queste elezioni dimostrano in maniera inequivocabile alcune cose:
1. Che i sardi non sono diversi dagli italiani, come più d’uno campanilisticamente pensava: questi risultati dimostrano che è impossibile, comunque, scardinare i piccoli grandi feudi, impossibile cambiare la mentalità della betoniera e del secchiello di cemento, impensabile per i sardi prendersi le proprie responsabilità e meglio, molto meglio, ascoltare le sirene e le tentazioni, quelle dei 100 mila o 40 mila (ho perso un po’ il conto) posti di lavoro come per magia. Quindi, in futuro, o imparo ad usare la cazzuola o mi attacco al tram.

2. Che la costante resistenziale sarda è una tragica illusione: i sardi non resistono, semmai si lamentano. Non sono pronti per scattare in avanti in maniera concreta e partecipata con gli altri, se non attraverso utopistici sogni come quelli della formazione indipendentista IRS (che infatti ha avuto un buon risultato). Il “graffio della resistenza” semplicemente non esiste, altrimenti Soru non avrebbe perso con questo scarto. Esiste invece l’insofferenza al cambiamento, esistono le pastoie di un partito-minestrone e anche un po’ minestronzo come il Pd, in cui si è praticata ampiamente la porcata del voto disgiunto pur di non riconfermare il governatore uscente.
3. Che non c’è posto per alcuni (parecchi) di noi in questo sistema: cioè, viviamo in questo paese e in questa regione e ostinatamente vogliamo rimanerci, ma prima capiamo che questi non sono tempi per noi e meglio è. Certo, nel frattempo non è che questi “noi” la debbano dare via aggratis, ma, come dire? per una volta sarebbe bello essere maggioranza e non minoranza cornuta e mazziata, nemmeno tutelata come i panda.
4. Che dobbiamo mangiarne di panini, e imparare tanto da questi avversari: che attaccano, non hanno tanti scrupoli né vergogne, parlano chiaro per slogan che ci sembrano ingenui e invece sono efficaci, capiscono che in politica la correttezza della comunicazione è perdente, e soprattutto promettono parecchio, ad personam, e di solito mantengono.
Mi spiace per il cinismo, perché a tutti piace sentirci brave persone, ma la realtà è che le brave persone in Italia e in Sardegna non governano, soprattutto se comunicano da persone normali e perbene e se pensano che gli interlocutori lo apprezzino.

Per questi motivi a molti altri, oggi ho capito che i sardi la danno gratis a chiunque, a questo punto credo anche a Paperino, Jack lo Squartatore, e naturalmente Accozzolo, l’ottavo nanetto da giardino.

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14 comments

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sono amareggiata, dispiaciuta, triste perchè non credevo che i sardi si facessero comprare così. Io quello non lo voglio come mio Presidente!E quando il signor_ugo gli costruirà una bella centrale nucleare sulla testa che non “smuscino” !

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In definitiva, Madry, dobbiamo darla aggratiss a Ugo o a Berlusconi??!! :-PP

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Certo che dal titolo ehm.. uno prenota subito le vacanze in Sardegna! 😉
Scherzi a parte è un momento triste ma che dire.. se ne parla tra qualche anno, quando saremo con le pentole in piazza stile argentina.

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Ha vinto la Sardegna dell’ignoranza…della paura, della sindrome dell’inferiorità eterna… quella sardegna legata al bipolarismo, che non ha inquadrato che il sistema bipolare è uno strumento che usa il potere per darti i pugni con tutte e due le mani… ha vinto la sardegna che si ubriaca di tv, la sardegna credulona… la sardegna che ti apprezza se hai un parlare molto “continentale”, se ti presenti con abiti eleganti… la sardegna deve cominciare a sorridere dice Cappellacci… certo, come sorridono i deficienti perchè il loro cervello è stato sottoposto ad un “reset”… probabilmente lui stesso che sorride cosi’ tanto, una bella percentuale di deficienza ce la deve pur avere, per essersi chinato al padrone… io sono un elettore di iRS, ho votato Gavino Sale presidente, più un nome della lista iRs, anche andando contro i consigli di molti che mi dicevano che avrei sottratto voti sopratutto alla sinistra… ma il problema non è mio… per me la sardegna è una… e non si identifica nei partiti politici Italiani, per me la sardegna è un’isola che sta agonizzando, perchè attaccata ad uno stato dove vige la dittatura, la corruzione, la sparizione dei soldi pubblici in mano dello strapotere delle banche… uno stato dove aumenta la disoccupoazione, la criminalità e la malasanità… e dove la maggior parte del popolo ancora si sente tranquillo “perchè l’hanno detto in televisione”… Gavino Sale dice : “Se non ci stacchiamo da questo stato sanguisuga, ci porterà a fondo, e nessuno verrà a salvarci perchè annegheremo per primi”… bisogna infondere nella gente la mentalità indipendentista, l’unica che ci può salvare, l’unica che davvero può fare di questa isola una repubblica indipendente dove i tributi si utilizzano per migliorare la qualità della vita, dove si valorizzino le energie rinnovabili, il rispetto per l’ambiente, una sanità efficiente, una industrializzazione intelligente, una legge fiscale completamente nuova, dove tutti pagano le tasse, ma tasse molto più basse di quelle che ci impone la dittatura italiana… la Sardegna ha bisogno di persone che diffondano questa cultura, riprendiamoci la norta terra e la nostra dignità…

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I miei dubbi riguardano proprio il “farsi comprare” dei sardi e la romantica convinzione di essere “diversi” (migliori?) dagli / degli altri. siamo stati esattamente come gli altri: spaventati e depressi dal momento storico, con il bisogno di un capro espiatorio (se è antipatico, accentratore, sbrigativo tanto meglio)e il desiderio di facili soluzioni :-(((

* Contessina, Ugo ha smentito la centrale, anzi per la precisione è stato silvio B. che ha detto “Se i sardi la vorranno, noi non abbiamo niente in contrario”. e se non la vorranno? O_O

* Giraf, gliel’abbiamo già data, in cambio di un lavoro di tre mesi in un cantiere edile…… :((

* Eh, S.B….abbiamo perso una occasione storica 🙁

* Ciao Max! sono abbastanza d’accordo sulla sindrome dell’inferiorità, meno sull’ignoranza degli “altri”, che può essere uan giustificazione comoda agli eterni sbagli della sinistra (anche quella riformista). Quanto agli indipendentisti, mi affascinano, ma non credo che i sardi siano pronti, e l’hanno dimostrato chiaramente in queste elezioni… manca proprio la consapevolezza di chi si è e soprattutto di dove si vorrebbe andare! 🙁

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Riecchimi Regina, bentrovata.
Riemergo dalle profondita’ delle mie tante malinconie e che trovo?

Anche la Sardegna…che tristezza.
Per la mia isola non c’e’ mai stata speranza.
Ma per voi, da lontano, chissa’ perche’ ero fiduciosa.

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Mi spiace dirlo, ma a mio avviso l’analisi è incompleta. Mancano i meriti di Soru!
In cinque anni di amministrazione non tutti sono stati felici, e non parlo dell’opposizione.
Alcune fasce sociali, alcune categorie economiche hanno risentito notevolmente delle iniziative, direi drastiche, del governatore. Forse troppo drastiche, anzi sicuramente visto l’esito del voto.
Se è vero che lo spirito di fondo di alcune iniziative erano mirate ad una cosa buona e giusta, il cambiamento troppo repentino aha sortito effetti deleteri, vedi ad esempio i tagli di personale negli enti pubblici, magari personale in esubero, che però si è ritrovato di punto in bianco per strada, senza adottare una linea più morbida per consentire una diverso impiego dei lavoratori.
O ancora che pensare al PPR, strumento di necessità assoluta, vista l’assenza dei PTP decaduti a causa dell’iniziativa di alcuni esponenti del CDx. Però l’adozione di questo PPR non è stata affatto indolore, basti pensare alle imprese edili che hanno dovuto lasciare a casa gli operai a causa del calo degli interventi – prima la salvacoste 2004, poi le norme transitorie del PPR che ad oggi (almeno nel mio comune) sono un ostacolo alle attività edilizie. Quattro anni di attività edilizia ridotta sono troppi per tutti, la burocrazia per portare a regime lo strumento del PPR è esasperante. Ad esempio, ad oggi il mio Comune, ancora non è in grado di adeguare il proprio strumento urbanistico al PPR, vuoi perché siamo in prossimità delle prossime amministrative (perciò è meglio non fare torto a nessuno), vuoi forse perché con l’amministrazione Capellacci forse si allentano le regole imposte dal PPR perciò chissà che …, vuoi forse perché gli interessi che ruotano attorno all’edilizia sono tali che qualcuno preferisce vivere nel far-west ovvero senza regole. A mio avviso se avessero snellito l’iter burocratico del PPR (cosa molto difficile vista la complessità dell’argomento trattato) la cosa sarebbe stata decisamente più indolore e sicuramente ci sarebbe stato qualche malumore in meno.
E che dire della tassa sul lusso, per me un emerita ca…..ta, sopratutto l’aspetto sulle seconde case. Molti erano in procinto di vendersi i propri immobili a causa di questa iniziativa. Pensiamo a quanti emmigrati si sono conservati la propria casa per potervi tornare un giorno o magari farsi semplicemente le vacanze, oppure pensare a quanti hanno deciso di investire nel mattone in Sardegna i propri risparmi (mi riferisco al ceto medio che di questi tempi riesce a risparmiare qualcosa). Io mi chiedo, non sono sufficienti le normali imposte?
Un ultima cosa che è mancata al nostro buon Soru, e in linea generale con la sua amministrazione, è stata il dialogo. Se da un alto l’autoritarismo ha consentito di prendere delle rapide decisioni dall’altra ha fatto storcere il naso in molti, compreso gli stessi alleati

Cordialità, e non prendiamocela troppo.
Piuttosto cerchiamo di partecipare in maniera più attiva alla vita politica, forse è l’unica arma che ci rimane.

Stefano D.

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* Ciao Angel-ina, bentornata! 🙂
La speranza però non dobbiamo perderla mai….sennò, purtroppo, è come essere già morticini 🙁

* Ciao Stefano, grazie per l’intervento. Ovviamente Soru ha le sue responsabilità nella disfatta elettorale…personalmente, a me piace molto quella idea di Sardegna, ma non ho il culto della persona (semmai dell’idea). Certo il cambiamento è stato fin troppo repentino, e l’autoritarismo non aiuta (anche se in certe situazioni è necessario l’uso del lanciafiamme virtuale)….è vero però che alcune riforme necessitavano di più tempo, quindi se Soru avesse saputo di avere 10 anni a disposizione forse sarebbe stato più cauto e avrebbe ottenuto più risultati in termini di consenso. sono supposizioni, ovviamente…però il PPR è cosa buona e giusta (non lo sono i bizantinismi burocratici) e anche la tassa “sul lusso” (certo sugli yacht o le megaville dei non residenti, non sulle casette piccole, ma lì, cazzarola, non c’è un incrocio con il reddito?!).

concordo con te sull’ “unica cosa che ci rimane”, e che ci piace, anche, cioè la discussione politica, che è ancora più stimolante quando le opinioni sono diverse :-))

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Cara Francesca volevo dirti che ho letto il tuo articolo, pubblicato (seppur con qualche taglio mi pare) su tottus in pari e l’ho molto apprezzato. Ti ringrazio.
Simone Pisano

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Ciao Simone!grazie a te per l’apprezzamento…il pezzo è scritto “a caldo”, sull’onda emotiva della delusione, e “Tottus in pari” l’ha lievemente tagliato, a mio parere correttamente (titolo compreso) 😉
a presto 🙂

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il mio omonimo poco imbrocca sulla pianificazione paesaggistica: in realtà i precedentipiani territoriali paesistici sono stati annullati perchè erano illegittimi, visti che accoglievano amorevolmente tutti i progetti speculativi possibili e immaginabili. E li hanno annullati i giudici amministrativi su ricorsi degli Amici della Terra. Lo so molto bene, visto che li ho materialmente predisposti proprio io. Al centrodestra quei piani andavano benissimo, così come a gran parte del centrosinistra. Il nuovo piano paesaggistico è stata una delle migliori iniziative dell’Amministrazione Soru. Ed è un buon piano. Non so in quale Comune viva il mio omonimo, ma posso dire che spesso sono i tecnici comunali che non sanno applicare il piano paesaggistico. Per il resto Soru ha perso perchè ha ascoltato troppo se stesso e gli yes-man che aveva intorno ;-))

Stefano Deliperi

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Oh Regina dell’isolotta dirimpettaglia alla mia isolotta, che forse siete divenuti anche voi come i siciliani miei compaesani? ahi ahi ahi… coraggio regina.. quello che voi siete io ero, quello io sono voi sarete..
ihihihihihihih….

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Stefy Dely, non mi esprimo sul PPR, non ho la competenza tennica..però sono contenta che ci siano associazioni come la vostra che si occupano del nostro ambient! 😀

Anotnio, sei un filosofo, ammazza… (per quanto riguarda le elezioni, ci stiamo rassegnando al risultato…) 🙂

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La ringrazio per Blog intiresny

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