O la scrittrice, s’intende. Possibile che in Italia tutt* vogliano scrivere (fosse anche sul tavolino del locale, vedi foto) ?
Se milioni di copie di libri vi sembran pochi, pensate che non li legge (quasi) nessuno: stiamo peggiorando di anno in anno, una famiglia italiana su dieci non ha nemmeno UN libro in casa, la flessione dei lettori si accentua di anno in anno (il 41,4% ha dichiarato di aver letto UN libro nei DODICI MESI precedenti la rilevazione. UN libro eh, mica dieci).

Già la scarsa propensione italiana alla lettura potrebbe essere un deterrente. Ma se proprio non riusciamo a sfuggire a questo istinto primordiale di scrivere, questo desiderio di essere intellettuali, ricordiamoci di scegliere bene: perché esistono editori e editori. Quelli a pagamento, ad esempio, vi chiederanno dei soldi. Sicuri sicuri di volerlo fare?

Siamo sommersi da libri, presentazioni, reading, impulsi quand’anche velleità vere e proprie di mettere su carta i propri pensieri e parole. 
Ho quindi provato profondissima stima per quell’amica che un giorno ha sbroccato e mi ha detto: “stai tranquilla che io non scriverò mai nulla, nemmeno su un pezzo di carta, neanche sulla carta igienica, nulla!”. 
Tu chiamalo, se vuoi, “burnout”. Quei 61.966 titoli pubblicati nel 2013 (e relative presentazioni, incontri, recensioni, ecc), anno di riferimento dell’indagine Istat del 2014, per un totale di 181 milioni di copie, giustificherebbero la reazione. E forse anche il fatto che per il 25,5% degli editori sono rimaste invendute più della metà delle copie stampate nel 2013.

E poi: cosa vuol dire, e come fare, per “promuovere” la lettura? Perché dovremmo farlo, mica è una roba che ci porta soldi, che muove l’economia…o no?
E poi: sarà vero che i libri di carta sono finiti, e ormai dobbiamo rassegnarci all’e-book, agli schermi translucidi (e alla presbiopia galoppante, ma questa è un’altra storia)? Che ne pensano quelli che coi libri ci campano, cioè i librai? Perché anche loro mangiano, eh.

Di questo e molto altro (compresi gli scrittori, la “nouvelle vague”, sic!, i libri sopravvalutati e trascurati, i meccanismi mentali e concreti dei lettori o presunti tali), parleremo insieme al libraio Patrizio Zurru e il giornalista Cristiano Bandini mercoledi 1 aprile per La Versione di Madry. Ore 20, sui 96.8 di Radio X, anche streaming su radiox.it e podcast. 
E se avete letto fin qui, vi meritate un premio!

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