La Regione Autonoma (boh) della Sardegna ha una nuova Giunta, ad appena 18 mesi dall’insediamento di quella regolarmente uscita dalle elezioni
Ovviamente non si tratta di un volgare “rimpasto”, ma di un necessario riequilibrio fra le componenti della maggioranza, per dare più rappresentatività ai territori, con un altissimo spirito di servizio per il bene della Sardegna. Verrebbe quasi voglia di tirare un amen, se non fosse che la rappresentante della Chiesa in giunta è stata segata pure lei. 
 Lo spirito di servizio, per carità, è una bellissima cosa, in questo sono bravissime le donne, e deve averlo capito pure il nostro governatore, il suo partito e gli altri: come sono brave e importanti le donne, soprattutto quelle, appunto, di servizio! Puliscono bene, stirano e ammirano, fanno le ancelle e talvolta ringraziano il presidente che magnanimamente aveva concesso loro un assessoratino, anche se magari facevano la psichiatra o la costruttora e improvvisamente andavano a occuparsi della cosa pubblica. Aveva concesso: perché dopo 18 mesi ha pensato bene di eliminarle tutte, per far posto a una squadra di soli uomini, fra i quali almeno un paio di lunghissimo corso (non a caso la Sardegna è la regione più vecchia d’Italia, non è che non vogliamo metterci i giovani, è che proprio non esistono). 
Quindi le cose sono due: o non esistono fisicamente le donne nel partito della libertà, nell’udc, nei riformatori, nei sardisti e in qualunque altra cosa componga lo scacchiere della maggioranza, o qualcosa mi sfugge. Essendo io donna attualmente impegnata in alte missioni di servizio (sono le 11.48 e devo ancora cominciare a stirare, per esempio), è anche probabile: altrimenti non capisco come nessuna delle donne dei suddetti partiti si sia lamentata, nulla di nulla. Solo qualche vibrante (‘sagerata!) protesta del partito democratico, della consigliere di parità, qualcuna, insomma, che cavalca la ghiotta occasione. 
Quanto siamo lontani, ragazze e ragazzi, dall’essere un paese evoluto: dove la vera parità si avrà quando ci sarà una donna incapace e stronza (caso anche abbastanza frequente a piani ben più alti della regione Sardegna) in posti di comando, e senza bisogno di tanti “se”, “ma”, senza considerare la differenza di genere come un merito o un demerito, e soprattutto, povere noi, senza il silenzio complice di questa o di quella: le dirette interessate, quelle considerate donne. Di servizio però.

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5 comments

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Concordo totalmente, e da maschietto dico che per uscire dalle miserie del maschile di questi anni, servirebbero delle donne nelle più alte cariche dello stato. Dopo, potranno far male o bene come un uomo, ma sarebbe un segnale in controtendenza (che magari raggiungerebbe anche il basso: regioni, province, comuni …). Le opposizioni ci pensino.

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Non mollare maiiii non mollare maiiii !!!

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Madry, tralasciando la triste condizione politica nostrana, la cosa più divertente è che il pdl è pure il partito che ha inserito più donne nel governo 🙂

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Ciao cara, non so se voglia significare qualcosa, ma, a livello puramente statistico ti faccio notare che, la tanto (da te) deprecata repubblica federale svizzera, al momento, annovera alle tre più alte cariche dello stato tre donne, una giovane (32 anni!!!), una di 45 ed una di 60. Se aggiungi che ultimamente stanno trattando pure noi polentoni da terroni del centro europa….forse li rivaluterai….

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* Alligatore: le opposizioni non ci pensano neanche, essendo pure loro a maggioranza (dunque lobby) maschile….se aspettiamo quelli là, tornaimo alla potestà maritale! O_O

* Ciao Antò, infatti non mollo, il mio spirito di servizio me lo impedisce….e anche la montagna di roba da stirare! 😀

* Giraffa: quello fra il PdL e le donne è una storia d'amore, lo sappiamo….. 🙁

* Sottolaneve: li rivaluto eccome….anche se, paragonata all'Italia, anche la Repubblica delle banane mi sembra un luogo più evoluto, quindi non voler vincere facile! 😉

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