Quando il gioco di fa duro, pare, i duri cominciano a giocare. Devono aver pensato questo i due scarrafoni (confidenzialmente chiamati Kevin e Alan) che abitano il mio corpiciotto, visto che a un certo punto hanno deciso di cominciare la loro discesa. Ergo, Madry è stata ricoverata in ospedale e non vede la luce naturale da 16 giorni, cosa che sta seriamente facendo vacillare il suo equilibrio psichico (oltre ad averle fatto perdere 2 chili, provocato una tosse cavernosa e una serie di fastidiosi inconvenienti di cui non è elegante che parli una signora). Siccome è prestino perchè i ragazzi vadano ad occupare i loro lettini Ikea, Madry è a tutti gli effetti prigioniera in una stanza per 5 persone, con tre tentativi di dimissione miseramente naufragati: altro che “l’utero è mio e lo gestisco io“, quello lì fa esattamente il contrario di ciò che dovrebbe!

La ginecologa, quella santa donna, mi ha perfino suggerito di parlare con Kevin, l’indisciplinato che dà testate dove non dovrebbe: e infatti io ci parlo, dico a lui e al fratello “dai, state calmi, fate da bravi, se state lì fermi e fate uscire la mamma dal’ospedale prometto di non vendervi al mercato nero o agli zingari“, ma loro, da qualche settimana, continuano a dimostrare questa assolutamente ingiustificata voglia di nascere. Per cosa poi? a leggere la prima pagina del quotidiano di oggi a chiunque verrebbe voglia di tornare nell’utero materno.

Vabbè: era solo per dirvi che quello che si dice degli ospedali è assolutamente vero, per esempio non prendete MAI la pasta in bianco e il polpettone solo se avete lo stomaco forte. Per il resto, ho visto ruotare una serie di casi medici e umani che neanche “Reparto Maternità” su Sky, e altrettanti pittoreschi episodi, dall’uso di una della temibile padella a 30 centimetri dalla colazione della altre, alle suonerie di Flashdance e di Profondo Rosso a tutto volume alle sette del mattino, passando per quel vizio tutto umano di fare il tuttologo, a metà fra il ginecologo e il Mago Otelma: così chi ha fatto il taglio cesareo non è sicura di potersi lavare i capelli (!!),chi prova il desiderio di qualcosa (le cosiddette “voglie”) deve stare attenta a non toccarsi il corpo perchè altrimenti il bimbo nascerà con una macchia lì. In un reparto in cui il minimo è una minaccia di aborto, mi sembra che il tutto abbia una sua logicità, no? un pò come quella che mi ha fatto notare che mi muovo troppo (ebè, la pazza gioia in corsia…) e poi confessa candidamente di passarsi l’epilatore elettrico sulla pancia.

Sogni, bisogni, aspettative, lamentele, stronzaggini e preoccupazioni, bambinotti che passano tutti affiancati in un grande carrello per essere distribuiti alle mamme che fino a poco prima lanciavano urla disumane, il personale gentile e quello gelido, le pazienti noiose a morte e il tempo che non passa mai: anche questa, evidentemente, può essere la Dimensione Panza.

8 comments

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I ragazzi ti stanno solo facendo capire di che pasta sono fatti!! E ti ricordano che il femminismo, alla fine, si riduceva ad un simpatico slogan 😉
P.S. ma, il depilatore sul pancione???

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Concordo con Giraffa: ancora prima di nascere stanno dimostrando di avere un bel caratterino. Tutti loro madre. 😉

Mille auguri Regina!

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* Giraffa: aspetto i ragazzi al varco, quando decideranno che ne hanno abbastanza del panzone "nature" (concordo: ma..l'epilatore sul pancione?!)

* ciao Ross, grazie, infatti è uno scontro fra titani…. 😀

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Madry resisti.una carezza a gigggiriva e diegoarmando

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coraggio, 'nculo alla balena! (lo giuro, non è a doppio senso!)
No Blogger

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* Grazie Giò, e grazie No-Blogg (a proposito: non tanto balenottera, quanto pinguino!) 🙂

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Ciao Regina Madry, ho appreso da Radio Press dell'evento panza…(e si! confesso! Era un pò che non leggevo il blog 🙂
Resisti! Ti daranno un gran da fare tutti e due messi assieme ma sarà fantastico.
MammaTigre

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grazie, Mammatigre, mi fido di chi ha già esperienza di pance e relativi scarrafoni 🙂

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