Piccolissimo, sciocco alfabeto primaverile: B come battaglia

La vita è una battaglia, da combattere pacificamente con le più letali armi di distruzione di massa: la mitezza, la gentilezza, l’ironia. Quasi ogni giorno lottiamo col nostro personale mulino a vento, spesso in sella a uno scalcagnato ronzino: contro la sciatteria dei sentimenti, nostra e degli altri, la freddezza, la furbizia. La battaglia è … Leggi tutto

Piccolo, sciocco alfabeto primaverile: A come ascoltare

Attività fra le più difficili e interessanti al mondo. Ascoltare chi ci parla è una caccia al tesoro, dalla quale ogni volta emergono cose nuove. Si ascolta con tutto il corpo, non solo con le orecchie: gli occhi dell’altro/a ci raccontano dove sta scappando, la ruga più profonda se ha dormito bene o no, le … Leggi tutto

Microstorie/ Il miracolo sullo sfondo

Vieni più vicino, ho pensato spesso. Mentre ti guardavo parlare ho staccato l’audio, ti guardavo e basta e capivo ugualmente cosa dicevi. Eppure da quando mi sono innamorata di te faccio più attenzione alle voci, ai suoni, perfino la visuale delle cose è più nitida. Quando vado in giro, o sono in un bar, osservo … Leggi tutto

Alla fine di una lunga settimana

E’ stata una lunga settimana, per molti come tutte le precedenti. Ci siamo alzati, abbiamo fatto il caffè, svegliato i bambini o nostro marito o moglie o siamo stati più spesso svegliati, oppure abbiamo aperto gli occhi in una piacevole o disperata solitudine, chissà. Ci siamo vestiti, preparati per andare al lavoro o per fare … Leggi tutto

Primum vivere. E morire [o di quando ci ricordano che la cosa più importante non è l’economia]

Oggi un uomo è morto in Svizzera. Sappiamo anche l’orario, le 11.40. L’uomo era italiano, ma è andato in Svizzera appositamente per porre fine a una vita che non sentiva, da tempo, più tale. Così come Eluana mi ricordava le foglie degli alberi, così penso al mare quando leggo la storia di Fabiano Antoniani, 40 anni … Leggi tutto

Piccolo elogio delle lacrime

E’ un paese misterioso, scriveva Saint-Exupéry. Quello degli altri, perlomeno: il nostro lo conosciamo (o dovremmo conoscerlo) molto bene. Parlo delle lacrime, ovviamente. Che come tutti i Paesi del mondo non sono sempre uguali, ma anzi costruiscono ogni volta un paesaggio diverso dentro e fuori di noi. Bisogna saper piangere, e soprattutto volerlo fare: permetterci … Leggi tutto