Piccolissimo, sciocco alfabeto primaverile: B come battaglia

La vita è una battaglia, da combattere pacificamente con le più letali armi di distruzione di massa: la mitezza, la gentilezza, l’ironia. Quasi ogni giorno lottiamo col nostro personale mulino a vento, spesso in sella a uno scalcagnato ronzino: contro la sciatteria dei sentimenti, nostra e degli altri, la freddezza, la furbizia. La battaglia è … Leggi tutto

Piccolo, sciocco alfabeto primaverile: A come ascoltare

Attività fra le più difficili e interessanti al mondo. Ascoltare chi ci parla è una caccia al tesoro, dalla quale ogni volta emergono cose nuove. Si ascolta con tutto il corpo, non solo con le orecchie: gli occhi dell’altro/a ci raccontano dove sta scappando, la ruga più profonda se ha dormito bene o no, le … Leggi tutto

Piccolissimo juke-box sentimentale: Replay

[Ognuno ha i suoi problemi: io, per esempio, ho una specie di jukebox nella testa che molto spesso, in diversi momenti della giornata, suona una canzone. Non c’è sempre un collegamento chiaro con qualcosa che ho sentito, letto, visto, pensato. Ma va così: il juke box parte, spesso si incanta e va in loop. Oggi, … Leggi tutto

Piccolissimo alfabeto sentimentale: Y come Yesterday

Ieri: e anche tre giorni fa, un anno, dieci, venti. Il passato, talvolta, è una terra straniera che non riconosciamo più, perché siamo completamente diversi oppure, in rarissimi e inquietanti casi, sempre gli stessi. Ma è impossibile che la somma dei giorni non abbia prodotto effetti: siamo fatti (anche) della materia di cui è fatto … Leggi tutto

Piccolissimo alfabeto sentimentale: J come Jolly

Magari era solo una partita di riscaldamento a scala quaranta, oppure qualcosa di più complicato come i tarocchi. Strategia, lungimiranza, freddezza anche: tutte cose che evidentemente mancano, se a una certa veneranda età non hai imparato neanche a giocare a pinella, per dire. Forse pensavamo fosse amore, e invece era un calesse. Oppure un’amicizia. O … Leggi tutto

Piccolissimo alfabeto sentimentale: W come Who? («Chi?»), What? («Cosa?»), When? («Quando?»), Where? («Dove?»), Why? («Perché?»)

La cosiddetta “regola delle 5 W” è un pilastro dello stile giornalistico anglosassone, ma è utilissima anche per noi italiani. Per chi deve scrivere? Ma no, ovviamente (anche se tutti, ehm, proprio tutti gli italiani vogliono farlo, chissà perché). E’ una sfilza di domande cosmiche, impegnative, proprio quelle robe lì, che nessuno ne ha voglia: perché … Leggi tutto