Il ministro dell’Interno Roberto Maroni ha annunciato che firmerà in settimana il decreto attuativo “e dall’8 agosto si parte” con le ronde. E’ lui stesso ad annunciarlo in una intervista al quotidiano della Lega Nord, La Padania. Ci saranno regole “precise e anche molto severe”.

Quali esattamente? Cioè i rondini (o rondazzi?) faranno, che so, un test psicoattitudinale con domande insidiose tipo “che film preferisci fra Love story o il Giustiziere della notte?” o magari dobbiamo aspettarci requisiti di estrema severità tipo non aver mai aggredito il vicino con il cric perché stendeva i panni gocciolanti sopra il proprio balcone?
Cioè, la prima domanda è: a che servono le ronde? E perché le forze dell’ordine, contemporaneamente, lamentano la mancanza di benzina nelle volanti, di stipendi bassi a fronte oltretutto di una considerazione sociale opaca, non sempre entusiastica (e dopo episodi come quello di Gabriele Sandri o Federico Aldrovandi, per non parlare della macelleria del G8 di Genova, si capisce anche perchè)?

Quello che mi sembra è che ci sia in giro una gran voglia di demagogia, nel senso di praticarla e di ascoltarla, di illudere l’elettore che possa sostituirsi alle funzioni di uno Stato che in tante, troppe cose non ci arriva, che sia meglio la potenziale anarchia di un settore così delicato come l’ordine pubblico, piuttosto che adeguarsi a delle regole comuni che, se sbagliate, vanno modificate secondo i canoni della legge e insomma di una autorità superiore.
Qui siamo alle ronde di quartiere, ma vi pare possibile? Ulteriore segnale di non-unità di un paese già spaccato in tante Italie, che non a caso viene da un partito che dell’Italia unita se ne frega, l’importante è il proprio cortile.

Non mi convince il ministro Maroni, non mi convincono quelli che dicono “vabbè, è una cosa in più”, ma d’altronde io sono una criticona su tutto e Charles Bronson non mi ha mai appassionata, men che meno quelle valvole di sfogo che sono le rappresentazioni filmiche del giustiziere fai da te (con una sola eccezione: la tecnica di Lisbeth Salander in Uomini che odiano le donne, dal libro di Stieg Larsson) e che fanno sentire un eroe anche il sessantenne panciuto che normalmente non alza un piatto da tavola, figurarsi una pistola.

A proposito di questo, ieri in Tv ho visto “Una 44 Magnum per l’ispettore Callaghan”.
Ora, a parte che Clint Eastwood era un figo da paura, ma proprio sexy come pochi, la storia è nota: pur con i suoi metodi poco ortodossi, perfino lui contrasta uno “squadrone della morte” composto da poliziotti, che vuole ripulire San Francisco dalla feccia peggiore ergendosi a giudice e carnefice.
Perché lui, almeno, è uno serio, che ha ben chiaro il proprio ruolo e sa quando agire, mica aspetta il corso di formazione (…) “molto accurato” promesso dal ministro Maroni per i rondazzi.

3 comments

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Perfetta sintonia con le citazioni filmiche, mentre in Italia va in onda un film già visto sulle squadracce. Dramma e farsa si mescolano, come è tipico dell'Italia. Cosa prevarrà? La prima o la seconda?

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la situazione è grave, ma non è seria 😉

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Concordo con entrambi: è decisamente una farsa…epperò il seguito elettorale di costoro mi preoccupa un pò 🙁

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