E’ stata una lunga settimana, per molti come tutte le precedenti.
Ci siamo alzati, abbiamo fatto il caffè, svegliato i bambini o nostro marito o moglie o siamo stati più spesso svegliati, oppure abbiamo aperto gli occhi in una piacevole o disperata solitudine, chissà. Ci siamo vestiti, preparati per andare al lavoro o per fare le faccende di casa, avviando la giornata. Magari siamo ancora raffreddati e starnutiamo un pochino, e abbiamo comprato i fazzoletti al ragazzo del semaforo.

Oppure abbiamo portato fuori il cane fumandoci la prima sigaretta della giornata. Poi il lavoro, i colleghi, il caffè alla macchinetta, il lavoro, il rientro, il calcetto o il nuoto, la telefonata di mamma o la chat WhatsApp con le amiche, lo zainetto da controllare, la cena.

Ma magari, guardando bene, nel frattempo è successo anche che qualcuno intorno a noi ha pianto un po’, altri hanno ricevuto una bellissima notizia e improvvisamente sembrano diversi; dentro qualcuno cova la paura di una delusione, e non lo dirà mai ma ha lo sguardo scuro; oppure, ancora, abbiamo visto il cinismo dentro chi non ci aspettavamo, la tenerezza in chi sapevamo l’avrebbe mostrata. Abbiamo avuto la tentazione di commuoverci per un film, in un momento di rabbia, per l’incrollabile forza di qualcuno.

Abbiamo sognato, tutti, e la mattina dopo non ci ricordavamo più i sogni, per fortuna.

Ci sono state, sicuramente, mail non spedite e messaggi mandati troppo d’impulso, maledetta tecnologia. Anche telefonate troppo lunghe, con troppi silenzi in mezzo, e risate che abbiamo trascurato di ricambiare. Qualcuno di certo si è accorto di noi, di come stiamo, ma noi non di lui/lei: mentre ci guardava noi pensavamo ad altro, e quando ci siamo voltati il momento era passato. Mentre bevevamo il caffè, preparavamo il pranzo o scrivevamo il documento fondamentale accadevano altre cose intorno, e mica alla farfalla che sbatte le ali in Cina e poi dall’altra parte del mondo scatta il terremoto eccetera.
Vicino a noi. Qualcuno non ci ha chiesto niente anche se avevamo la faccia brutta e sbuffavamo, ma l’ha fatto per amore grande, e magari noi, come in una staffetta, abbiamo invece detto tutto a qualcun altro.

Poi ci sono stati abbracci e baci nel migliore dei casi, oppure musi lunghi o peggio ancora, nulla; compleanni dimenticati, qualcuno che ti racconta una storia di qualche tempo fa e altri che non ti dicono mai niente. Siamo stanchi, e sappiamo perché ma comunque è inutile spiegare.

Bisogna guardare bene, chè succedono un sacco di cose durante una lunga, lunga settimana.

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