A farci sorridere per tutto il giorno. L’ho sentita stamattina per strada, suonata da un ragazzo che chiedeva due soldini in cambio (ma anche no, tanto la cantava lo stesso e pure un pò stonato). Mi è rimasta in mente, e dire che non ascolto Battisti da tanto tempo e un pò lo associo a certe melodie tristi di fari spenti nella notte per vedere se è poi così difficile morire (ma per carità…tiè!).

Mi è venuto in mente, anche, che do sempre volentieri qualche spicciolo a chi suona per strada: fisarmonica, violino, chitarra eccetera. Anche a chi non suona, in verità.

E non perchè sia o mi senta particolarmente buona e caritatevole, ma semplicemente perchè li ho e glieli voglio dare. Non ci sono grandi spiegazioni, come quelle che con mio sommo imbarazzo mi danno invece le persone che si incattiviscono verso chi chiede l’elemosina.

L’ultimo episodio mi ha letteralmente lasciata senza parole (e non è facile, vi assicuro): una gentile signora, visto lo storico accattone che bivacca con i cani in una delle vie principali della mia città mostrando il cartello “non ho soldi per vivere e per mangiare“, ha esclamato: “ebè, crede forse che spuntino dal marciapiede, i soldi?!“.

Ci sono rimasta male: ho capito che non lo diceva per cattiveria vera, quanto per disprezzo verso i marginali, quelli senza lavoro e che non ce l’avranno mai, per una sorta di odio sociale che sempre si indirizza verso i “borderline” ai margini della società. Come se queste persone potessero mai essere “assunte” da qualcuno, come se avessero una scelta.

Oppure quelli che dicono “no, i soldi per la droga non glieli do“: toh, improvvisamente siamo tutti dei novelli Muccioli o Don Ciotti e compagnia bella.

Non sarà invece la recondita speranza di vederli sparire dalla nostra vista, questi poveracci?

Vedete un pò cosa può fare una sola, innocente, e bella canzone suonata per strada, sotto il sole.

(Lucio Battisti – la collina dei ciliegi)

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6 comments

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La questione è complessa…Io faccio parte di quelli che non danno quasi mai l’elemosina ai mendicanti. E credo ci siano delle motivazioni valide nel pensiero di chi non fa l’elemosina. A volte fare l’elemosina corrisponde al comprare le tennis tarocche dai senegalesi.
Riconosco la funzione romantico-sociale dei suonatori di strada :). Però dare monetine a un bimbo che invece di mendicare dovrebbe essere a scuola mi solleva un problema etico. Certo, non sarò io a disinnescare il meccanismo, dirai, però se tutti ci indignassimo forse forse…
Ciao, la tua suddita pedante 😉

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Ciao Ada! ho dimenticato di dire che gli unici a cui non do gli spiccioli sono, appunto, quelli che si trascinano dietro i bambini e gli stessi piccoli, per le tue stesse ragioni. Un conto è un adulto che chiede l’elemosina, un altro è qualcuno che sfrutta un bambino: in questo caso divento assai pedante anche io!

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credo sia un concetto molto più laconico: “i soldi non glieli do perché io, i soldi per i miei vizi, me li guadagno col sudore…”

certa gente ragioNANO con altre parti anatomiche. ma tant’è. si riesce a fare del bieco egoismo anche quando si è chiamati a fare l’opposto. un po’ come dormire quando si ha fame. triste.

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Io sono tra quelle che le da le monetine.
A chi suona pechè mi regala un pò di allegria, a chi mi vende i fazzolettini perchè quando servono non ne ho mai in casa ( ma in macchina si), a chi mi lava il vetro, soprattutto quando è sporco…ma anche quando non lo è, perchè li vedo, fermi al semaforo nell’estate siciliana sotto il sole a picco che spacca anche le pietre.
Li do ai mendicanti, ai barboni agli zingari…
Ho fatto molto altro ma è un’altra storia.
Perchè?
Perchè sono stata fortunata a nascere dalla parte del mondo giusta, quella in cui si può scegliere cosa mangiare a cena.

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battisti=mia mamma che mi sveglia cantando durante le vacanze estive..
eheheh
bei ricordi cmq..anche se sul momento…eheheh
buona domenica!

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E’ il concetto di nascondere la polvere sotto il tappeto che tanto va di moda adesso…

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