Magari era solo una partita di riscaldamento a scala quaranta, oppure qualcosa di più complicato come i tarocchi. Strategia, lungimiranza, freddezza anche: tutte cose che evidentemente mancano, se a una certa veneranda età non hai imparato neanche a giocare a pinella, per dire.
Forse pensavamo fosse amore, e invece era un calesse. Oppure un’amicizia. O anche nulla di tutto ciò. Avevamo in mano le carte sbagliate, e nessuno ci darà la rivincita. O semplicemente non abbiamo usato il nostro jolly, la carta vincente, adatta per tutte le occasioni.

Mentre aspettiamo di imparare a bluffare possiamo sempre ricordarci che abbiamo – e spesso siamo- la risorsa universale, l’elemento che se non cambia il corso della partita almeno può evitarci la disfatta totale.
Pensiamoci un attimo prima di mollare il colpo: un’ultima frase, una parola diversa rispetto a quelle consuete, un gesto inaspettato diventano il passepartout per entrare dentro una situazione e perfino dentro una persona: come quando l’esito della partita sembra già deciso, il jolly che ripeschiamo dalla profondità cambia, è il caso di dirlo, le carte in tavola.

Può finire in molti modi: ma in ogni caso, cosa abbiamo da perdere?
Buona partita a tutti!

#LetteraJ

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